Le 7 categorie dell’elettore italiano

(Mio post per http://www.lolingtonpost.it)

 

Se n’è parlato per mesi delle elezioni 2013, abbiamo ascoltato, riso, discusso ma soprattutto ci siamo indignati. Perché l’elettore italiano medio si fa un’idea, si documenta e poi si disgusta ritraendosi in una smorfia. Capito quale, no? Distaccato, alza un sopracciglio, trae le sue conclusioni e dispensa consigli su come e dove votare, il voto utile, quello rimborsato, quello strillato, quello preciso. Di seguito una lista di comportamenti individuati dopo ripetuti appostamenti presso il seggio vicino casa e tre denunce per stalking agli scrutatori. Tranquilli, hanno deciso di ritirarle grazie alla teglia di melanzane ripiene che ho fatto trovare loro sulle urne.

I tipi di elettore:

  1. L’elettore di Monti parcheggia a 5 km dal seggio pur di non mettere l’auto in doppia fila, poi prosegue a piedi controllando, una per una,  che le auto in sosta siano dotate del tagliando a pagamento. Qualora dovesse trovare delle irregolarità provvederà, chiamando la polizia di quartiere, per sanzionare l’incivile comportamento. L’elettore di Monti, almeno una volta nella vita, farà un viaggio verso la mecca montiana: Berlino. Arrivato nella città santa si dedicherà, secondo tradizione, ai sette giri intorno alla Merkel. Il suo piatto preferito è lo strudel accompagnato con della buona birra. Ha studiato alla Bocconi e i suoi amici sono manager sparsi per il mondo, si rivedono due volte l’anno al Rotary club. L’elettore di Monti fa la croce col righello e individua l’esatto centro con l’aiuto di un goniometro.  E’ l’unico a usare ancora le monete da 1 e 2 centesimi. Ha un cane di piccola taglia a cui dà dei nomi come empatia, apatia, afasia, allergia. Approccia le donne nei locali dicendo che lo chiede l’Europa e passa all’attacco con: “Vuoi vedere come mi si alza lo spread?”. Si piazza sul pianerottolo per verificare se è vero che ti sei fatto la macchina nuova, prendendo appunti. I suoi numeri fortunati solo il 7 ed il 30. Paga il canone Rai al 31 dicembre, cosciente del fatto che sarà prorogato fino a marzo con una piccola sovrattassa.
  2. L’elettore di Berlusconi è affetto da Geppettùdine, patologia che lo porta a giustificare qualsiasi bugia del suo candidato preferito. Privo di ironia, l’Inps gli ha assegnato un accompagnatore per la spiegazione delle battute sul Pdl. Nel 70% dei casi è cattolico, prega Dio e fotte il prossimo. Ha una busta con la dicitura “Avviso importante: rimborso IMU 2012″ nella vetrinetta, tra il servizio buono e il vaso cinese. Attende il momento giusto per sventolarla davanti a uno sportello postale.  Si ciba esclusivamente di alimenti ottenuti in dono grazie alle  public relations,  roba che proviene da cesti natalizi, pasquali e campioni omaggio.  Si imbuca ai catering e la sua cena è un aperitivo da 8 euro. Però  ha una fuoriserie in leasing che riesce a malapena a pagare, prenota il privé e si brucia due mesi di lavoro. Indossa abiti aderenti che non può permettersi. Per meglio identificarsi col suo leader chiama la mamma “Rosa” e dopo la messa passa in tangenziale a raccogliere una fetta d’amore clandestino. Qualsiasi critica mossa al partito che adora riceve una posata e garbata risposta: “Sucaaaa”. Specie resistentissima a morbi, epidemie ed eventuali zombies. Esisterà finché sarà disponibile prosciutto per i suoi occhi.
  3. L’elettore di Bersani è un uomo d’altri tempi. Se t’invita fuori a cena ti consiglio d’ indossare un bustino e la cuffietta, passerà a prenderti con l’auto d’epoca che usa due volte l’anno. Vale a dire quando si concede il carnale piacere, meglio conosciuto come sesso. Attenzione donna, l’elettore di Bersani non ha ancora scoperto i contraccettivi, prendi le dovute precauzioni.  Cattolico di ritorno dopo un periodo di ribellione (quindi anche se li conosce, non li usa) ha da tempo eliminato dalla dieta i bambini di cui molti lo accusano d’esser ghiotto. Causa dei continui rotolamenti di Marx, il bersaniano è abitudinario, solitamente dipendente pubblico annoiato dalla routine. Il massimo della trasgressione risale a quella volta che, nel 1989, entrò al cinema senza pagare il biglietto. Ha aperto una ditta di “Posizionamento tacchini sui tetti” che va a gonfie vele. Purtroppo anche il tranquillo elettore di Bersani ha le sue macchie: condannato a tre mesi per la rissa causata al Conad di Sesto Fiorentino, quando dopo ripetuti “Ma no, prego, passi Lei. La prego, passi pure” ricevette un pugno, a cui reagì. Rassicurante come un nonno.
  4. L’elettore di Grillo è il testimone di Geova 2.0, si organizza in gruppi con la missione di fare almeno 10 nuovi proseliti sul web. Alla digitazione di Gri…  sarà già lì a risponderti che il suo candidato è il nuovo Messia, che ha ragione e “Che cazzo vuoi tu? SERVOOOOOOOO!!!!!!!”. Utilizzatore del caps lock in quantità, appassionato del punto esclamativo, si distingue per la diplomazia con cui esprime gli elaborati concetti a favore del programma del movimento. Tossisce quando tossisce Beppe, salta quando salta Beppe. Sul comodino ha sostituto alla foto del matrimonio, quella di Grillo e Casaleggio. Utilizza proteine per capelli, il tutto finalizzato alla crescita di una folta capigliatura, elemento caratterizzante il grillino doc. Se una cosa è scritta su internet, è tassativamente vera. Se una cosa è scritta su internet da Grillo, è legge. L’elettore grillino è una mutazione dell’elettore berlusconiano, non ancora chiarito se evoluzione o involuzione. Uscito dal coma dopo anni vuole dire la sua su tutto: le banche, la politica, la salute, la natura, i fiocchi rossi e gli ombrelli a pois.
  5. L’elettore di Giannino proviene da una capsula del 18° secolo, catapultato in un’Italia piena di corruzione, nepotismo, qualunquismo e fannulloni. Modifica il profilo facebook e twitter aggiungendo al proprio nome “X FARE”, di modo che i suoi colleghi possano riconoscerlo e appoggiare qualsiasi pixel prodotto dal suddetto. Apprezza il gusto raffinato di Oscar e soprassiede quella storiaccia delle lauree inventate. E su quella dello Zecchino d’Oro, in fondo a chi vuoi che importi cosa dice Mago Zurlì? Un invidioso che ambisce al guardaroba del leader. Indossa una maglietta con su scritto “Zingales infame” e tifa per la squadra di football del Chicago. Insolitamente educato, viene sbeffeggiato dai sostenitori degli altri partiti perché crede in cose inventate come Harry potter, Narnia, la meritocrazia e la cultura.
  6. L’elettore di Ingroia è l’unico ad essere riuscito a seguire un comizio del Pm, per un totale di 679 sbuffi, 298 occhi al cielo e 200 sbadigli. Conosce il numero di abitanti per metro quadro del Guatemala, poi aggiunge: “Ma dove minchia si trova?”. Non ha ancora capito il programma del partito, in realtà non l’ha ascoltato perché Ingroia non è mai andato oltre il punto 1. L’ingroiano crede alla versione eroe del Pm ed è per questo che, detonatore e polvere alla mano, cerca di realizzargli il sogno di diventare il secondo Falcone. Inoltre, pare sappia cosa diceva Borsellino della Boccassini.
  7. L’elettore di Vendola è determinato, frequenta i centri sociali, mangia solo cibi equo solidali ed acquista rigorosamente abiti di seconda mano. Ha ascoltato tutti i comizi di Vendola, è gentile, si confronta con educazione ed è sordo.

Menzione speciale, fuori categoria:

L’astenuto è un ex amante della politica, uno di quelli che guardava tutte le tribune politiche ed esibiva tronfio la spilletta del partito.  Si piazza dietro la tenda in pizzo della finestra e spia quei poveretti che, saltellando, si recano al seggio. Borbotta qualcosa e inveisce contro la classe dirigente, la sfortuna, la vita, l’Italia, la Costituzione, la geografia e il compito in classe in cui prese F in quarta ginnasio. Minaccia di recarsi al municipio per consegnare la tessera elettorale. La colonna sonora de “Il gladiatore” gli fa compagnia mentre l’impiegato in lacrime lo scongiura di non rinunciare al proprio diritto. E lui, con sguardo sprezzante: “NO! Rinuncio!” e una risata diabolica finale. O almeno, così immagina.  In realtà: “Voglio restituire la mia tessera elettorale” – “Ok, la metta lì. Arrivederci”.

Rinunciare al voto non è un dispetto ai politici ma la rinuncia di un diritto. Anche di lamentela.

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La verità sui politici italiani [quello che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirvi]

Vi siete mai chiesti per quale motivo vi siano sempre gli stessi politici attaccati alla poltrona?  E se la verità fosse un’altra? Grazie a fonti segretissime in questo post viene svelata la vera identità di alcuni dei personaggi cardine degli ultimi 30 anni della politica italiana (con incursioni di giornalisti o presunti tali).

Attenzione: ad alto rischio strozzaggio. Non bere o mangiare durante la lettura.

Questo è il primo post a 4 mani.  Ringrazio @ReNudo79 (su Twitter)  per l’accompagnamento nel delirio.

Berlusconi è un venditore di folletto porta a porta. Divenuto ricco dopo averne venduti 3.000 ad un vecchio malato d’Alzhaimer, viene promosso a capo area fino a diventare il responsabile marketing dell’azienda. Stanco del successo nelle aspirapolveri tenta la strada con un altro elettrodomestico: il frullatore. Un giorno mentre sperimenta una ricetta nuova (grazie ai suggerimenti di “Cucina con Ale”) sforna una roba senza sapore e senza carattere: Alfano. Scioccato per il pessimo risultato si butta sulla televisione. Per un guasto al quadro elettrico chiama un tecnico, ma dall’enel capiscono male e gli spediscono uno stalliere. L’eccessiva educazione lo costringe ad accettarlo in casa e ad offrirgli un pasto caldo per molti anni. Appassionato di Barbie, ha una collezione di 400 bambole, che darà via una volta capito che non avevano il buco sotto. Con l’obiettivo di conquistare l’universo ammorba 60 milioni di cittadini per ore finchè, durante l’ultimo contradditorio a skytg24, non esplodono i punti del lifting e si scopre la verità: è Saddam Hussein.

Bersani è una casalinga di Carpi con un disturbo della personalità che si crede Raul Casadei. Fu la prima in Italia a fare l’operazione di cambio di sesso. Ora è Raul Casadei con un disturbo della personalità e si crede il segretario di un partito anche se non ricorda sempre quale. Ex donna, ex ministro del lavoro, ex ministro dei trasporti, ex ministro dello sviluppo. Praticamente non ha mai lavorato. Famoso sia per la riga al centro che per i suoi problemi con l’alcol. La foto di lui che prepara un discorso con davanti una birra ha fatto il giro del mondo. I diritti di quell’immagine sono stati comprati dagli A.A. che ne faranno una campagna virale contro la dipendenza da alcol:
“Se non vuoi diventare come lui smetti ora!”
Il suo staff cerca di arginare il problema portando il segretario a parlare per lo più tra gli alpini e ai convegni degli ex partigiani. Dopo 5 minuti di solito sono tutti così ubriachi che nessuno si accorge di Bersani. Come il resto della sua vita.
Sarà il prossimo Premier. Ma ancora nessuno sa di quale Paese.

Monti è figlio di un pescatore di tonni e di una ballerina del Crazy Horse. Concepito durante una pausa dello spettacolo della madre nasce a Milano, dove studia presso una scuola di periferia col desiderio di arrivare molto lontano. In effetti qualche tempo dopo il suo desiderio viene esaudito e si trasferiscono a Cinisello Balsamo. Il padre intanto perde il lavoro e si ricicla come delinquente. Durante una rapina in banca chiede a Mario di fare da palo ma viene dimenticato alla cassa 1. Viene adottato dalla sede 5 della Banca popolare di Milano e giura amore eterno al bancomat all’angolo. La prima limonata è impressa nei suoi occhi: una banconota da 100mila lire nuova e croccante. Durante l’università conosce una tedesca di nome Angela e perde la verginità. Si ritroveranno qualche tempo dopo a fare il culo all’Europa.

Ingroia è un magistrato, giornalista, politico e venditore di noccioline guatemalteco. Stanco della vita stressante e dei ritmi frenetici dello stato centroamericano affitta una canoa e parte per la Giamaica. Le sue scarse capacità di navigatore lo portano invece a Palermo dove da semplice venditore di frutta secca si trova alla guida della procura. Per ironia della sorte lo mandano in Guatemala a capo di un’unità di investigazione per la lotta al narcotraffico. Al fine di tornare in Italia fonda un movimento civile. Punti cardine del programma sono la liberalizzazione della frutta secca e l’obbligo di studio delle rotte nautiche del centroamerica.

Grillo è il paziente zero di Cesare Ragazzi, nato pelato e rimasto tale fino ai 28 anni si sottopone all’intervento che prevede il trapianto dei peli del culo in testa. Operazione riuscita talmente bene da causare un’esplosione tricotica che intacca anche chi gli sta intorno: il Re Mida del capello. La sua prima parola è stata “Vaffanculo Papà”. Nasce come povero comico, vive come ricco comico. Si attiva con un Pin in dotazione a Casaleggio, santone sosia di John Lennon. Alcuni maligni ritengono che Grillo e Casaleggio siano la stessa persona, un Giano Bifronte moderno. Altri ritengono che Beppe viva nel microsistema parruccoide del santone.

D’Alema comincia a parlare in una lingua incomprensibile e viene portato via da una navicella spaziale a forma di yacht. Gli alieni iniziano a studiarlo ma dopo un paio d’ore abbandonano il corpo sul lettino per una partita all’Xbox. Si sbarazzano di lui dopo un paio di giorni e da allora vaga su Marte scrivendo lettere d’amore a Curiosity e sperando accetti un suo invito a cena.

Prodi ammette d’essere una spia del KGB e viene processato “smerciava mortadella farlocca sotto gli occhi del consorzio”. Uscito dal carcere cerca di reinventarsi in una nuova vita, si trasferisce in campagna. Adesso lo conoscete tutti come la Lola della pubblicità del latte (Oooh, è quello della sòla..) ed ogni mattina attende impaziente la mungitura del nerboruto pastore.

Bossi in realtà non ha avuto nessun ictus. É morto nel 2000 e da allora Calderoli e Borghezio lo portano in giro come nel film “Weekend con il morto”.

Il trota è uno scienziato che si finge stupido per farci sentire tutti più intelligenti, siamo delle cavie, alla fine dell’esprimento redigerà un trattato sul razzismo nei confronti dei microcefali.

Madre Teresa di Calcutta non è mai morta. Continua la sua opera sotto mentite spoglie: Borghezio

Formigoni è un fine stilista dall’etica invidiabile, infiltrato della guardia di finanza nel pirellone, combatte la corruzione dall’interno. Le sue soffiate hanno fatto arrestare moltissimi consiglieri. Si finge coglione ed amante delle vacanze a scrocco. Non è un caso se non è ancora finito dentro..

Veltroni è un congolese venuto in Italia in pedalò negli anni ’70. A donargli il colorito che porta è stata la vicinanza a Occhetto,  che farebbe ammalare e morire anche l’albero della vita. Walter torna di tanto in tanto nella sua amata Africa. Amore che non è contraccambiato, viene rimandato indietro con il gommone ogni estate.

Andreotti morì 10 anni fa, all’età di 84 anni mentre stava per recarsi in questura a dire tutto ciò che sapeva sulle stragi italiane e sulla trattativa Stato-mafia. Sfortunatamente scivolò su una caramella gommosa fatta cadere dal piccolo Matteo (divenuto poi sindaco di Firenze), battendo la testa. Quello che vediamo oggi è un ologramma perfettamente riuscito.

Fassino  Scambiato per un para spifferi sin dalla tenera età, inizia la carriera politica mimetizzandosi tra gli stuzzicadenti di un buffet al Senato.

La Russa è la 17° reincarnazione del Buddha. L’umanità ha perso la sua occasione di raggiungere il Nirvana molto tempo fa.

Gasparri è un esperimento di Mengele. Ha fatto accoppiare un camaleonte e un comodino per avere un oggetto d’arredo capace di guardare in più direzioni.

Fini ha sempre sognato di entrare nel cast di “Vendo casa disperatamente”, una volta fallito il 34esimo provino ha fatto da solo acquistando un appartamento a Montecarlo. Purtroppo prima di poter aggiungere i faretti ed un soppalco è stato sgamato dai veri conduttori che per punizione gli hanno assegnato un cognato coglione.

Vendola è nato senza difetti di pronuncia e con un’ invidiabile capacità della sintesi. Un giorno mentre giocava col cuginetto ha inghiottito una radio da 7 chili. Tutti i tentativi di estrarla sono stati inutili, venne persino fissato un montacarichi al lobo sinistro, oggi non resta che un orecchino a ricordare quella complessa operazione.

Bettino Craxi non è ancora morto, è un placido pensionato che vive a Rosarno, in inverno sfrutta dei ragazzi di colore per raccogliere le arance e nei weekend vende anduja al mercato. Ad Hammamet non ha mai messo piede per una strana allergia alle “m”. Ricorda con commozione il lancio delle monetine ed ogni tanto ripete costringendo i nipoti a lanciargli quelle di cioccolato.

Fede è Nixon che si sta vendicando con il mondo del giornalismo per lo scandalo “Watergate” cercando di minarlo dall’interno. La sua fragile psicologia è messa a dura prova ogni volta che è nei pressi di un casinò ed ha l’impulso di entrare e giocarsi tutto. Si narra che abbia barattato la propria dignità per una manciata di poche fiches nel 1963.

Maroni è nato Gennaro Esposito da una famiglia partenopea e fu adottato in tenera età da uno dei testicoli di Bossi e da qui il nuovo cognome. Tifa Napoli e si nutre solo con pizza, babà e caffè. É molto legato al proprio genitore-gonade e per non fargli un torto finge un odio viscerale per i terroni.

Scajola cerca disperatamente chi gli ha comprato casa davanti al Colosseo anni fa. Vedendo che tutte le sue ricerche sono state vane ha chiesto ed ottenuto di lavorare per il catasto. Ora vaga per i corridoi gridando “Non la voglio! Riprenditela! Pago un botto di IMU!!”. Si pensa che l’appartamento sia stato un regalo di Giovanardi che voleva così rivelargli il proprio amore omosessuale. Ma Carlo è un timidone.

Scilipoti è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. Non dotato del pollice opponibile, rappresenta in parlamento i suoi simili. Votato per alzata di banana, usa passare da un partito all’altro facendo uso di una comoda liana. Propenso a liti scenografiche bastano un paio di arachidi per farlo tornare in sè.

Tremonti in un universo parallelo ha sconfitto la crisi e creato un sistema monetario basato sullo scambio della erre moscia. Ecco perché, anche lì, è un uomo molto ricco. Nel tempo libero alleva furetti e ridipinge cessi vecchi.

Mastella è un cyborg. Ultimato nel 1976, la DC lo lancia alla conquista della camera dei deputati sperando in una nuova generazione che mandasse in pensione i dinosari della politica. Purtroppo il progetto viene accantonato alla fine degli anni 80 ma Clementex ormai gode dell’affetto dei dirigenti dello scudo crociato. Nel 1994 a causa di un corto circuito passa con Berlusconi e da allora avendo i firewall bruciati viene hackerato ad ogni elezioni e si alterna tra destra e sinistra.

Fiorito fino ai 24 anni è un gracile ragazzo della provincia romana. Poi per un problema immunitario gli si gonfiano le ossa a dismisura, facendolo passare per un falso grasso. Stanco di passare per ciò che non è decide di mangiarsi più soldi possibili per diventare un vero ciccione. Testimonial onorario della federaizione mondiale di ostriche, usa fare pediluvi di champagne e maschere al caviale. Ha passato un breve periodo in un centro di dimagrimento con le sbarre alle finestre.

Casini è uno dei Village People. Il poliziotto. Quello con i pantaloni di pelle ma con le chiappe al vento per intenderci. Basta che si tolga i baffi e ritorna ad essere un esponente del Vaticano in missione in Italia per cancellare il mondo gay, le coppie di fatto, il testamento biologico, l’8 x 1000 ad altri enti, l’Islam e il gusto pistacchio. Vive con sofferenza la doppia vita da una parte il membro di uno dei peggiori gruppi dance anni 70/80 e dall’altro uno dei peggiori esponenti della Bologna bigotta. Lo stress lo induce alle volte a cercare di soffocare una delle due realtà. Ricordiamo in tal senso il suo avvicinamento a Berlusconi nella speranza di divenire etero. Da allora colleziona vaselina.

Di Pietro, laurea honoris causa in lettere, tenta il test al MENSA. Passa a pieni voti e decide di festeggiare con un party organizzato dalla sorella Concetta: rosario di gruppo, preghiera in piscina e racconti su apparizioni mariane in costume. Durante un tuffo nella fonte benedetta perde i sensi e dimentica tutto, grammatica compresa.

Bertinotti è il fondatore di Forza Nuova. Non riuscendo ad andare oltre l’1% con il suo movimento si è fatto prestare la DeLorean da Martin McFly, è tornato indietro nel tempo ed ha affossato il comunismo in Italia.

 

ItsCetty si è occupata di: Berlusconi, Monti, Grillo, Fassino,  Il trota, Formigoni, Andreotti, Fini, Vendola, Craxi, Scilipoti, Tremonti, Fiorito, Di Pietro, D’Alema.

ReNudo si è occupato di: Bersani, Ingroia, Mastella, Scajola, Bertinotti, Bossi, Borghezio, Veltroni, La Russa, Gasparri, Fede, Maroni, Casini, D’Alema.

Siamo tutti Oscar Giannetto. Il confronto tv meno di sinistra della storia #csxfactor

Questo post inizia malissimo, oggi è la giornata mondiale della gentilezza e sono costretta ad essere delicata. Come se non lo fossi anche gli altri giorni.

Lo aspettavamo da giorni il confronto tv, Sky ci dava il contentino pubblicando di tanto in tanto qualche dettaglio o  nuova regoletta manco fosse il terzo segreto di Fatima. In realtà era solo un modo per mostrare quanto ce l’hanno lungo, senza risparmiare qualche pacata frecciatina all’indirizzo delle altre reti:

“Stasera ospiteremo il primo confronto tv tra i candidati alle primarie del centrosinistra, solo da noi,  alla faccia di Mentana e tutta la palazzina sua”.

Cinque candidati, tra cui una donna, una mummia ed vocabolario vivente. Mi fido della vostra arguzia per capire a chi io faccia riferimento. La location scelta è lo studio di X Factor, anche se qualcuno avrebbe preferito il Teatro dell’Antoniano, per ragioni di privacy non dirò chi. Nel pomeriggio il sito web del PD si affida ad un barbone ubriaco  che pubblica un fotomontaggio, anche se non so se sia il termine esatto per chi ritaglia le facce e le attacca sul corpo di un altro, chiamiamolo collage o, se preferite, schifo.

Un manifesto che ritrae i politici nelle vesti dei fantastici 4, diventati per l’occasione i fantastici 5, sì, credo sia un 5 quel numero sgangherato disegnato con Paint.    Le reazioni sono state le più disparate, da “Hanno hackerato il sito?” “Non posso crederci” fino al puntiglioso Renzi che non l’ha presa per nulla bene, gli accordi non erano questi, s’era d’accordo per i Gormiti. Io sono rimasta scioccata, ma davvero il PD ha un sito internet? E da quando?

Nel frattempo il PDL rispondeva col fotomontaggio dei tre porcellini,  ignoti i motivi della scelta.

Un solo moderatore, sconosciuto fino al momento della trasmissione, ed anche dopo. La posizione dei posti del pubblico è stata stabilita da un sorteggio. Che culo la Parietti che, giusto giusto, è finita in seconda fila alle spalle del conduttore. Coincidenze. Le risposte non devono superare i 90 secondi (Vendola aveva capito i 90 minuti, altrimenti non si sarebbe nemmeno preso il disturbo d’uscire di casa). I candidati possono avvicinarsi al pubblico, ma solo per raccogliere le noccioline anche se è caldamente consigliato non dargli da mangiare.

Sono quasi le 20:30 e gli italiani si posizionano davanti alla tv, al pc, chi con la radiolina da lavoro mentre guarda la corazzata potemkin. L’importante è twittarne, parlarne e dire la propria. Si accendono le luci e la prima delusione è sotto gli occhi di tutti: si sono presentati davvero. Si procede alla “carta d’identità” che a me ricorda il gioco delle coppie, una voce fuori campo introduce il candidato uno per uno indicandone nome, stato civile, età, da quanto tempo è in politica, cosa gli piace fare nel tempo libero e se preferisce le fragole con o senza panna. Poi ognuno si dirige verso la postazione trasparente, Bersani diventa un tutt’uno col leggìo, la cravatta si rivelerà determinante per individuare l’esatta altezza della testa.  Si comincia da Tabacci, quello che puzza di naftalina e che per tutta la serata terrà un indice teso verso il conduttore, non scopriremo mai se aveva un’ingessatura trasparente o se appartiene a quella fastidiosa schiera che quando parla deve indicarti manco gli avessi pisciato le scarpe nuove. Ci ricorda quello che ha fatto per Milano (non uscire più di casa credo) e della sua infanzia, dell’aver perso il padre da giovane ed altri trucchetti per commuovere il pubblico di C’è posta per te, lo conferma il fatto che durante l’appello finale non ha chiesto di votarlo ma di aprire la busta. Per accontentarlo è poi arrivato Pisapia con delle lettere, deduco che al posto del Sindaco di Milano ci sia un postino adesso.

Poi Renzi, il gggiovane della compagnia, 37enne, sfoggia una cravatta viola contravvenendo alla superstizione degli studi televisivi. Un pupazzetto di Pikachu in tasca come portafortuna e tanta voglia di dimostrare che l’Italia può cambiare. Io ci credo, lui ha cambiato il nostro modo di vedere le cose. Se passa un camper non pensiamo più ai tedeschi in villeggiatura ma a Matteo. Vi pare poco?

Si prosegue con Vendola, il pugliese tutto d’un pezzo, colui che ha dato un senso alle parole con più di 5 sillabe, che si ribella ogni giorno alla volgarizzazione dell’italiano. Nichi porta avanti una protesta silenziosa, se inventi un’abbreviazione lui sarà lì a tirar fuori un vocabolo del 1300. Il candidato più svantaggiato dagli stretti tempi televisivi ma che dopo 7 camicie e 5 orecchini sudati è riuscito a portare a casa il risultato. Non so quale però mi piace come suona. Ed infine Bersani l’unico che stava nei tempi, parole chiare e lente, come leader non gli darei due lire ma come nonno che racconta le fiabe prima di addormentarmi lo vedo benissimo. “E alora..ragassa..ti racconto la favola di quel segretario che voleva fare il premier”.

Ah, dimenticavo la Puppato. C’era anche lei, bella signora, sì.

Al termine si chiede di indicare i personaggi che li ispirano, volano nomi grossi ma fuori tema: Papa Giovanni XXIII, il Cardinale Carlo Maria Martini, Ghandi e Mandela. Ero così sorpresa che mi son girata verso mio fratello ed ho detto: “Stronzo, perché hai messo su Tele Vaticano?!? Rimetti su Cielo!”. Da qualche parte devono esserci dei preti che venerano Marx, il Che e che credono che la Terra Santa sia Cuba.  A me questi più che comunisti sembrano pronti per il seminario. Ho visto Bersani sputare un bambino e dire: “Non li digerisco più come una volta” scappando poi a piangere in un angolino per chiedere scusa a “Il Capitale” che tiene sulla mensola principale del soggiorno.   Se esiste una giustizia divina stamattina si è svegliato con la barba lunga.

Detto ciò, osservando la foto in basso vi sembrerà di vedere tre persone normali a messa che attendono arrivi il proprio turno per la lettura

Sono state due ore scandite da un gigante countdown alle spalle dei candidati, ed ogni volta s’infrangeva la piccola speranza che allo scadere del tempo accadesse qualcosa di eclatante: esplosioni, apparizione di Krusty il clown, le ricevute di Formigoni, il sacro Graal, una zebra a pois o più semplicemente qualcosa di sinistra. L’evento è stato seguito da un gruppo di ricercatori dell’università di Tor Vergata, che hanno effettuato il famoso “Fact Checking” vale a dire la verifica della veridicità delle parole dei fantastici 5. Alla fine hanno sentenziato: “Sì, sono loro l’anello mancante”.

La mia classifica: 1) il leggìo 2) le luci 3) la cravatta di Bersani 4) l’indice sempre teso di Tabacci 5) l’orecchino di Nichi

Il vincitore morale della serata è Oscar Giannetto, fratello segreto di Oscar Giannino, nato dal refuso di una delle ragazze incaricate di porre domande ai candidati. Oscar Giannetto al contrario del più famoso fratello compra i vestiti da H&M, è capellone ed ha sostituto l’uomo nero negli incubi dei bambini. Mio cugino mi ha detto che esiste una videocassetta che se la guardi dopo 7 giorni Oscar Giannetto bussa alla tua porta. Ne parlano tutti, ed è strano che dopo 5 candidati in carne e ossa ci soffermiamo su quello inesistente. Forse è l’alternativa più valida.

Non dovrei dirlo ma per moderare il futuro dibattito tra i candidati del centrodestra è stato contattato Cesar Millan, The Dog whisperer.

PS: pare che la pelliccia Annabella l’abbia vinta Vendola.

Sbattutazze:

Faccia a faccia dei candidati PD, tra Renzi e Vendola la Puppato sarà costretta ad un trucco waterproof.

Ogni candidato avrà 90 secondi a disposizione, con Bersani fanno 91.

Le regole prevedono 4 temi da affrontare. Poi si passerà alla risoluzione del problema PD.

Stabilite le regole del confronto tv: non si tirano carte, capelli e zeppole.

Guardando lo schermo televisivo, da sinistra ci sarà Bersani, poi Vendola, Renzi, Puppato, Tabacci ed il telecomando per cambiare canale.

In studio ci sarà un pubblico formato da un numero uguale di sostenitori dei 5 candidati. Per ragioni di sicurezza non verranno rivelati quelli di Bersani.

Il pubblico in studio sarà dotato di cerata ed ombrellini.

Renzi: “Duello tv, perché non da Fazio?”. Perché non è abituato a leccarne cinque per volta.

Clint Eastwood ripeterà il numero della sedia vuota con Bersani. Senza notarne la differenza.

Tra i sostenitori dei candidati: Parietti, ex conduttore Linea verde, una comparsa di Domenica In ’95 ed uno che stava andando al bagno.

Ricordiamo le regole: avete la telefonata da casa, il 50:50 e l’aiuto del pubblico

Bersani: “Se tocca me, non vi chiedo di piacervi vi chiedo di credermi e tutti insieme ne usciremo”. Bel pensiero, ma non tocca a te.

Nel futuro a scuola si studierà Vendola insieme a Ungaretti e Montale.

Tabacci: “Non ho un appello da rivolgere perché votino per me”. Sarebbe inutile.

Vendola non usa mai una parola al di sotto delle 18 lettere.

“Deve aprirsi ad un dialogo aperto”. Qualcuno favorisca un dizionario dei sinonimi a Bersani.

Vendola: “Ho un giudizio nei confronti di Casini”. Non andare oltre, abbiamo capito.

Regolamento del question time: chi risponde male salta un turno, con due errori ti tagliano una falange.

Tabacci a chi gli ha posto la domanda: “La ringrazio molto per la gentilezza con cui si è rivolta a me”. Di solito lo chiamano ehi tu stronzo.

Renzi non sa come si gioca la carta del diritto di replica. E se per cortesia gli dite anche quando bisogna tirare i dadi..

Chiedere a Vendola se è favorevole all’adozione per i gay è come domandare a Siffredi se ama le donne.

“Vendola, cosa direbbe a Marchionne?” “Ha 5 mesi liberi? Vorrei dirle due paroline”.

“Onorevole Tabacci, cosa dice ad un giovane che cerca lavoro?” “Cazzi tuoi!”

Tabacci ha la faccia di quello che se gli chiedi un’informazione ti risponde “Non sono di qua” per sfregio.

Bersani: “Siamo tutti sullo stesso treno”. No Pierluigi, è sotto. Sotto.

2 in 1: tweets dell’8 e 9 agosto

2 in 1

Causa pigrizia e poco di cui parlare, doppio post. Il caso Schwazer ha oscurato qualsiasi altro atleta per quasi due giorni, forse siamo in via di guarigione dal “AncheiodevodirelamiasuSchwazeranchesefinoa2giornifanonsapevochifosse”. Nel frattempo son successe un po’ di cose, gustatevele.

8 agosto

  • Parlamento ufficialmente in ferie per un mese. Ufficiosamente tutto l’anno.
  • #Fornero: “Dobbiamo puntare sull’industria”. Prendi la mira, più in basso, lì a destra, ci sei quasi, ecco..i lavoratori!
  • Regionali, in Sicilia arriva il “Partito dei Preti”. Partono avvantaggiati, sanno come prendere i voti.
  • #Schwazer in lacrime al Tg1. Su Alex, poteva andarti peggio, tipo finire al Tg4.
  • Siamo abituati talmente male che appena qualcuno, vedi #Schwazer, si prende le proprie responsabilità lo santifichiamo.
  • Sicilia, alle regionali anche il “Partito dei Preti”. Arrivate tardi, Giuda si è dimesso.
  • Volete migliorare la vostra giornata? Guardate #Schwazer chiedere scusa agli italiani, chiudete gli occhi ed immaginate che sia Silvio.

 

  • Mini-serie tweet: Come riconoscere un parlamentare
  1. Come riconoscere un parlamentare in ferie: pretende di pagare un pranzo completo 2 euro.
  2. Come riconoscere un parlamentare in ferie/2: ha il porta borse, pinne ed occhiali.
  3. Come riconoscere un parlamentare in ferie/3: mobilita i bagnanti per togliere la fiducia al bagnino.

 

  • “Noi siamo gente seria”. Con questa dichiarazione #Alfano si candida alla prossima edizione de “La sai l’ultima?”
  • La #Fornero dice che sarà un autunno caldo. Ora esigo che il colonnello Giuliacci sappia l’esatto numero degli esodati.

9 agosto

  • Tour dei politici in carcere per far pentire Provenzano. Poi toccherà al boss recarsi a Montecitorio per ravvedere i parlamentari.
  • Petrucci: “Alex #Schwazer sia testimonial della lotta al doping”. E monumento alla gogna mediatica.
  • La crisi compie cinque anni. Stasera tutti alla festa sotto il ponte.
  • “Beppe Grillo è un patacca”. Con questa affermazione #Josefa Idem si aggiudica l’oro nella disciplina del “Cantargliene quattro”.
  • Medaglie dal pugilato italiano. Inversione di tendenza per un Paese che è abituato a prenderle #Londra2012
  • Petrucci: “La Pellegrini è un monumento”. Ecco che si spiegano tutti quegli scarabocchi addosso.
  • Samsung sfrutta minorenni in fabbrica. Samyoung.
  • Alfano pronto ad allearsi con la Lega. Eccolo, vuol fare ingelosire l’ex andando col primo che incontra.
  • Vasco Rossi solidarizza con le Pussy Riot. O almeno così ha capito il suo traduttore.
  • Pare che il sonno perfetto sia di 30 minuti e sul divano. Puntualizza Alfano: “E non avete mai provato le poltroncine in Parlamento!”.
  • Nicole Minetti beccata a leggere 50 sfumature di grigio. Dice d’essere arrivata alla pagina grigio perla. (e no, grigio pirla non mi piaceva)
  • A Bergamo nove cinesi su Opel Corsa in contromano.  E poi come finisce??
  • Silvio Berlusconi fotografato senza capelli. Visibile ora quella netta riga in mezzo.
  • Martina Grimaldi ci regala la prima medaglia nel nuoto. Bravissima! Allenati, credici sempre e non uscire con Magnini #Londra2012
  • #Bolt stasera ad un passo dalla leggenda. Per essere il primo velocista a non dire: “Scusa, non era mai successo prima”.
  • Spero che i giudici del lancio del giavellotto abbiano una buona assicurazione sulla vita #Londra2012
  • Avete sentito che la Rai, visto il pessimo servizio offerto per le Olimpiadi, insiste nel rimborsare il canone? No, nemmeno io. #Londra2012
  • Una sentenza ha stabilito che mangiare al ristorante senza pagare non è reato. Quindi domani vi porto tutti a cena, ci vediamo al #.

Vi aspetto!

 

Cose non twittate:

  • Schwazer, parla la Kostner: “Io rimango al suo fianco”. Dopo l’esclusione dai giochi, un’altra mazzata per Alex.
  • Regionali Sicilia, nasce il partito dei preti Sicilia, alle regionali anche il “Partito dei Preti”. Hanno un programma della Madonna.
  • Schwazer: “Io spero che i giovani mi seguano nel senso di non fare quello che ho fatto io”. Io m’accontento che parlino meglio.
  • Schwazer ha mentito alla compagna, voleva fregare gli italiani e si è fatto da solo. Togli la maschera, Silvio!
  • Tour dei politici in carcere per far pentire i boss. Ed uno scambio di consigli.
  • Cuore da Praga a Roma grazie al web. Quelli di Amazon si stanno superando.
  • Josefa Idem non riesce a salire sul podio. Eh, l’età..
  • Alex Schwazer testimonial della lotta al doping. E Provenzano negli spot antimafia.
  • Nuove liste, Passera contro Vendola. Finora è sempre stato il contrario.

Tweets del 3 agosto: La Crociera dell’anno.

Cosa è successo oggi

Vendola terrorizza i militanti, Il Giornale organizza una crociera imperdibile, gli italiani non hanno soldi per le vacanze, Pippo Baudo non ha preso le pillole.

  • Videolettera di Vendola ai militanti. Si registrano 5 in coma vigile, 10 morti di sonno e 2 feriti da termini aulici.
  • Settima giornata di Olimpiadi, tocca all’atletica. Favoriti gli italiani nei salti mortali#Londra2012
  • A settembre partirà la crociera de “Il Giornale”, a bordo Berlusconi. 60milioni di italiani rivalutano l’utilità sociale di Schettino.
  • Dal 15 al 22 settembre partirà la crociera con Berlusconi. Stiamo organizzando una colletta per l’acquisto di un iceberg. Siate generosi.
  • Draghi gela i mercati. E pensare che un tempo li infiammava #BCE
  • Domiciliari negati, #Lusi resta al fresco. Con questo caldo lo invidio.
  • Il Giornale propone ai lettori una crociera con Sallusti e Berlusconi. Interessante, il duplice omicidio è compreso nel prezzo?
  • Vacanze, 30 milioni di italiani non lasceranno le loro case. I ladri organizzeranno un sit-in di protesta domani a Milano.
  • Genova, Consigliera grillina arrestata per spaccio di droga. Movimento a 5 sballi.
  • Sassari, medici picchiavano malati di Alzheimer. Sassari, medici picchiavano malati di Alzheimer.
  • Mi piacerebbe che le medaglie fossero di cioccolato per vedere la faccia che fanno quando, mordendola, gli rimane in bocca #Londra2012
  • Mike Tyson presenta il film documentario sulla sua vita. Durante la proiezione si potrà sgranocchiare l’orecchio del vicino.
  • Baudo: “Il PD mi vuole Governatore della Sicilia”. Sarebbe capace di dire che l’ha scoperta lui.
  • Se Pippo Baudo ha rifiutato le avances di Sharon Stone non può accettare quelle di Bersani. Per una questione di gusti almeno.

Tweets del 1 agosto, Twitter mio non ti conosco

Cosa è successo oggi

Evasione fiscale, Lele Mora torna in libertà a causa dello stress, Vendola-Di Pietro-Casini-Bersani tra addii e nuove alleanze, Molmenti è oro nel kayak ma verrà ricordato per la battuta più twittata del secolo: “Molmenti d’oro” e/o “Molmenti di gloria”.

  • Lo scontrino è la specie italiana a rischio estinzione in base all’ultimo rapporto congiunto Gdf/Wwf.
  • Costa Rica, ministra destituita a causa di un video hot. Minettonji si dichiara dispiaciuta.
  • A Palermo nel 70% dei casi non si emette scontrino. Il 30% sono quei pignoli dei turisti.
  • I Carabinieri lasciano le ricerche sul superboss Messina Denaro. Il problema è che all’ordine “Cercate Denaro” si recavano al bancomat.
  • Vendola lascia e bacchetta Di Pietro. L’ennesimo caso di violenza su incapace.
  • Palermo, discarica brucia da 4 giorni. Nessun pericolo per Orlando che sta tra i riciclati.
  • Lele Mora torna in libertà per stress. In carcere non si trova un tronista manco a pagarlo oro.
  • Di Pietro: “Mi rifiuto di pensare che Vendola rinunci alle nostre battaglie”. Io fino alla quarta parola gli credo.
  • Lele Mora in carcere ha perso 50 chili. E centinaia di falsi amici.
  • Molmenti, altro oro per l’Italia. Monti l’aspetterà in aeroporto col bilancino per riscuotere la percentuale aurea #Londra2012
  • Filippo Magnini lascia Twitter. Gli hanno detto che per tornare in forma deve interrompere la sua relazione, ma non ha capito con chi.
  • #Vendola: “Oggi il centrosinistra comincia a svelare le sue carte”. Peccato conti quanto il due di briscola quando l’asso è in tavola.
  • I camaleonti invidiano la capacità di cambiare colore di Casini.
  • #Vendola si candida alle primarie. Il programma da 25000 pagine verrà presentato al più presto.
  • Bersani a Pantelleria. Credo sia un sosia, quello vero ha perso anche il traghetto.
  • Lele Mora: “Voglio cambiare vita”. Inizierà con un’esperienza nuova, spirituale e che non ha mai toccato da vicino: il lavoro.
  • Meteo, arriva il #DragoAfricano. Se le mie informazioni sono corrette il prossimo avrà il nome di un altro mostro mitologico: Sallusti.
  • Facci in risposta alla Concia:”io sono divorziato”. L’ex moglie verrà beatificata domenica prossima in Vaticano #inOnda

Cose non twittate:

  • Caso Aldrovandi, i poliziotti colpevoli ai servizi sociali. Potrebbero occuparsi di ragazzi disabili, cioè lavori non portati a termine.
  • Lele Mora conquista la libertà. L’unica femmina a cui abbia mai fatto il filo.