“Silvio non mi invita più”: la drammatica solitudine di Emilio Fede

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Scritto per http://www.lolingtonpost.it/2013/05/14/la-solitudine-di-emilio-fede/

Maggio 2013, luogo: segreto, stato d’animo: empatico.

Questa è una storia molto toccante, suggerisco ai soggetti particolarmente sensibili di cambiare lettura se  non vogliono ritrovarsi col lenzuolone a soffiarsi il naso.
Mentre state là fuori a lamentarvi della crisi, delle tasse, di un Governo che va a fare le scampagnate, delle ferie che non arrivano, del lavoro che non c’è, di chi spezza gli spaghetti e del caldo troppo caldo… C’è un uomo che soffre.  Emilio Fede.

«Su di me bugie. E Silvio non mi invita più»

Approfitta del processo Ruby per ribadire la sua verità: “Non sapevo fosse minorenne, dimostrava 28 anni”.  E rimarca la credibilità delle sue parole: “Non sono io a dire che sono bugie, ma Berlusconi, Mora e la stessa Ruby”. Quindi un bugiardo cronico, un tizio al soldo del bugiardo cronico e una che ha scucito quasi 5 milioni di euro al bugiardo cronico. Come non credergli? Nel fiore della giovinezza, 81 anni, si ritrova a casa da solo come un pensionato qualunque. Immaginiamolo nel buio della sua cameretta, mutanda ascellare, canottiera bucata e tv accesa su un vecchio filmino ad Arcore. Dallo stereo le note di Apicella.

Eppure ha dato tanto al Paese: 

– ha intrattenuto le nonne di almeno 4 generazioni con servizi lievemente faziosi;
– ha fornito un termine di paragone negativo per chiunque volesse fare il giornalista: “Sì, ma impegnati, non vorrai mica essere il nuovo Fede?”;
– è stato un Case Study nelle più famose università del mondo sul tema: “Come un uomo che sembra apparentemente senza qualità si rivela realmente senza qualità”;
– è stata una presenza fissa di “Blob” per almeno 2834 puntate;
– ha avuto la faccia tosta di definire un guadagno mensile di 20mila euro una cifra incongrua;
– ha messo in imbarazzo dalle 12 alle 14 razze canine che si sono sentite affiancare al soggetto ivi trattato;
– si è speso nel contrabbando di fette di prosciutto per gli occhi dei fedelissimi del Tg4;
– ha inveito contro tecnici e registi della tv pubblica e privata;
– ha sfoggiato genuflessioni al cospetto di Silvio che richiedono un’elasticità muscolare non indifferente (ore e ore di stretching);
– ha reso possibile il luogo comune nonni-tg poco credibili a cui crederanno solo i nonni;
– responsabile della rimozione forzata del tasto 4 da milioni di telecomandi.

Nonostante ciò l’Italia si dimostra indegna e non dà merito a gente come Emilio, confermandosi poco adatta ai giovani con esperienza, come accade al nostro amico.  Mi chiedo come possiate dormire sonni tranquilli, sapendo che là fuori c’è una persona che non riceve più inviti per festini trash che andranno a ingolfare il sistema giuridico italiano per anni. Prima o poi pagherete per tutto questo dolore. Qualcuno ha reso possibile la ghettizzazione di una persona perbene che amava semplicemente essere servizievole col datore di lavoro.
Nell’attesa che queste brutta vicenda si sistemi, fatemi un favore, stasera aggiungete un posto a tavola, una statuetta di Priapo come segnaposto, due mignotte sul divano e chiamate Fede: “Ti aspettiamo”.

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Piazza dell’obolo

Twitcronaca di una delle giornate più nere per la salute mentale: la manifestazione del PDL a Piazza del Popolo, Roma. I più coraggiosi (e io non mi tiro mai indietro) hanno commentato online.

Alle ore 15 manifestazione PDL in Piazza del Popolo. Cardiopatici e soggetti facilmente impressionabili sono pregati di stare alla larga.

Per chi volesse recarsi presso Piazza del Popolo: vietato dare cibo ai manifestanti e avvicinarsi troppo, alcuni sono aggressivi.

Dio, se ci ami manda un gruppo di balene volanti con la diarrea sulla manifestazione PDL. Thanks.

Il mercato delle comparse era fermo, il 23 marzo 2013 Silvio Berlusconi li salvò dal baratro comprandone migliaia [Libri di storia futuri].

A Piazza del Popolo il coro “Giù le mani da Berlusconi”. Meglio affidarsi ad armi di precisione.

Ho cliccato per seguire la diretta PDL online e il pc mi ha dato errore 508: “Cazzo, mi stai deludendo”.

Berlusconi accolto sul palco con l’inno italiano. Mameli si sta reincarnando in un buttafuori per andarlo a picchiare.

Guardate la diretta e se riconoscete qualcuno segnalatelo alle autorità, al 100% si tratta di un evasore.

“Siamo quelli che sanno ridere e sorridere, che sanno combattere la malinconia”. Sembra una canzone di Nino D’Angelo.

“Ci dicono che siamo corrotti, impresentabili, collusi..”. Amano minimizzare.

Berlusconi fa un appello per i marò. Adesso la pena di morte è certa.

Berlusconi manda un saluto a Gianfranco Fini. Le solite scaramucce tra ex.

Ragazzi, se stiamo uniti possiamo farcela. Negate quanto sta avvenendo a #piazzadelpopolo. All’estero non devono saperlo.

Economia in crescita. +50 euro nelle tasche di qualche migliaio di italiani presenti a #piazzadelpopolo.

Qualcuno si sente male nelle prime file della manifestazione. Nella preghierina avevo detto “sul palco”.

Beccate alcune parlamentari PDL leccare l’obelisco. Sono convinte che smettendo si ammosci.

E pensare che una settimana fa era cieco. Adesso parla col sole in faccia. Miracolo!

I manifestanti salutano alle telecamere, sanno che i familiari non li faranno più rientrare in casa.

Silvio parla da un’ora e lo spread è già a 1000.

Standard & Poor’s comunica che il rating italiano è a XYZ per scempio in luogo pubblico.

“Solo io potevo resistere al dolore di queste vicende ed al fango di questi anni!”. Superman, non sei nessuno.

Alla manifestazione è presente la “Shame camera”. Sorridi, sei del PDL!

Berlusconi cita Gandhi. Da bravo, prendi esempio, lui la galera se l’è fatta.

Silvio si attarda sul palco per la benedizione, qualcuno gli passa i neonati da baciare.

Arriva Alfano sul palco, la gente lo acclama: “Per me due panini e un’acqua piccola”.

La telecamera mostra tanti giovani in prima fila. Potevano avere una vita normale..spiace.

“Scontrino o fattura?” – “Ehi, nessuno dei due! Siamo del PDL 😉 ” – “Scusa compa’, ci vediamo alla prossima manifestazione”.

Gandhi non ha gradito la citazione e sta chiedendo di reincarnarsi nell’uveite.

Secondo il PDL ci stavano 300mila persone a #piazzadelpopolo ma si respira scetticismo. “Possiamo dimostrarlo, qui c’è lo scontrino”.

(Secondo voci di corridoio la paga delle comparse è stata ben al di sotto della mia stima. Solo 10 euro. Ammetto che la mia sfiducia nel genere umano mi fa pensare che la maggior parte si sia recata gratis e convinta di stare lì per Berlusconi).

Il post è complementare a  questo, leggendolo capirete perché https://itscetty.wordpress.com/2013/03/24/usciamo-dalla-crisi-in-una-semplice-mossa/

Le 7 categorie dell’elettore italiano

(Mio post per http://www.lolingtonpost.it)

 

Se n’è parlato per mesi delle elezioni 2013, abbiamo ascoltato, riso, discusso ma soprattutto ci siamo indignati. Perché l’elettore italiano medio si fa un’idea, si documenta e poi si disgusta ritraendosi in una smorfia. Capito quale, no? Distaccato, alza un sopracciglio, trae le sue conclusioni e dispensa consigli su come e dove votare, il voto utile, quello rimborsato, quello strillato, quello preciso. Di seguito una lista di comportamenti individuati dopo ripetuti appostamenti presso il seggio vicino casa e tre denunce per stalking agli scrutatori. Tranquilli, hanno deciso di ritirarle grazie alla teglia di melanzane ripiene che ho fatto trovare loro sulle urne.

I tipi di elettore:

  1. L’elettore di Monti parcheggia a 5 km dal seggio pur di non mettere l’auto in doppia fila, poi prosegue a piedi controllando, una per una,  che le auto in sosta siano dotate del tagliando a pagamento. Qualora dovesse trovare delle irregolarità provvederà, chiamando la polizia di quartiere, per sanzionare l’incivile comportamento. L’elettore di Monti, almeno una volta nella vita, farà un viaggio verso la mecca montiana: Berlino. Arrivato nella città santa si dedicherà, secondo tradizione, ai sette giri intorno alla Merkel. Il suo piatto preferito è lo strudel accompagnato con della buona birra. Ha studiato alla Bocconi e i suoi amici sono manager sparsi per il mondo, si rivedono due volte l’anno al Rotary club. L’elettore di Monti fa la croce col righello e individua l’esatto centro con l’aiuto di un goniometro.  E’ l’unico a usare ancora le monete da 1 e 2 centesimi. Ha un cane di piccola taglia a cui dà dei nomi come empatia, apatia, afasia, allergia. Approccia le donne nei locali dicendo che lo chiede l’Europa e passa all’attacco con: “Vuoi vedere come mi si alza lo spread?”. Si piazza sul pianerottolo per verificare se è vero che ti sei fatto la macchina nuova, prendendo appunti. I suoi numeri fortunati solo il 7 ed il 30. Paga il canone Rai al 31 dicembre, cosciente del fatto che sarà prorogato fino a marzo con una piccola sovrattassa.
  2. L’elettore di Berlusconi è affetto da Geppettùdine, patologia che lo porta a giustificare qualsiasi bugia del suo candidato preferito. Privo di ironia, l’Inps gli ha assegnato un accompagnatore per la spiegazione delle battute sul Pdl. Nel 70% dei casi è cattolico, prega Dio e fotte il prossimo. Ha una busta con la dicitura “Avviso importante: rimborso IMU 2012″ nella vetrinetta, tra il servizio buono e il vaso cinese. Attende il momento giusto per sventolarla davanti a uno sportello postale.  Si ciba esclusivamente di alimenti ottenuti in dono grazie alle  public relations,  roba che proviene da cesti natalizi, pasquali e campioni omaggio.  Si imbuca ai catering e la sua cena è un aperitivo da 8 euro. Però  ha una fuoriserie in leasing che riesce a malapena a pagare, prenota il privé e si brucia due mesi di lavoro. Indossa abiti aderenti che non può permettersi. Per meglio identificarsi col suo leader chiama la mamma “Rosa” e dopo la messa passa in tangenziale a raccogliere una fetta d’amore clandestino. Qualsiasi critica mossa al partito che adora riceve una posata e garbata risposta: “Sucaaaa”. Specie resistentissima a morbi, epidemie ed eventuali zombies. Esisterà finché sarà disponibile prosciutto per i suoi occhi.
  3. L’elettore di Bersani è un uomo d’altri tempi. Se t’invita fuori a cena ti consiglio d’ indossare un bustino e la cuffietta, passerà a prenderti con l’auto d’epoca che usa due volte l’anno. Vale a dire quando si concede il carnale piacere, meglio conosciuto come sesso. Attenzione donna, l’elettore di Bersani non ha ancora scoperto i contraccettivi, prendi le dovute precauzioni.  Cattolico di ritorno dopo un periodo di ribellione (quindi anche se li conosce, non li usa) ha da tempo eliminato dalla dieta i bambini di cui molti lo accusano d’esser ghiotto. Causa dei continui rotolamenti di Marx, il bersaniano è abitudinario, solitamente dipendente pubblico annoiato dalla routine. Il massimo della trasgressione risale a quella volta che, nel 1989, entrò al cinema senza pagare il biglietto. Ha aperto una ditta di “Posizionamento tacchini sui tetti” che va a gonfie vele. Purtroppo anche il tranquillo elettore di Bersani ha le sue macchie: condannato a tre mesi per la rissa causata al Conad di Sesto Fiorentino, quando dopo ripetuti “Ma no, prego, passi Lei. La prego, passi pure” ricevette un pugno, a cui reagì. Rassicurante come un nonno.
  4. L’elettore di Grillo è il testimone di Geova 2.0, si organizza in gruppi con la missione di fare almeno 10 nuovi proseliti sul web. Alla digitazione di Gri…  sarà già lì a risponderti che il suo candidato è il nuovo Messia, che ha ragione e “Che cazzo vuoi tu? SERVOOOOOOOO!!!!!!!”. Utilizzatore del caps lock in quantità, appassionato del punto esclamativo, si distingue per la diplomazia con cui esprime gli elaborati concetti a favore del programma del movimento. Tossisce quando tossisce Beppe, salta quando salta Beppe. Sul comodino ha sostituto alla foto del matrimonio, quella di Grillo e Casaleggio. Utilizza proteine per capelli, il tutto finalizzato alla crescita di una folta capigliatura, elemento caratterizzante il grillino doc. Se una cosa è scritta su internet, è tassativamente vera. Se una cosa è scritta su internet da Grillo, è legge. L’elettore grillino è una mutazione dell’elettore berlusconiano, non ancora chiarito se evoluzione o involuzione. Uscito dal coma dopo anni vuole dire la sua su tutto: le banche, la politica, la salute, la natura, i fiocchi rossi e gli ombrelli a pois.
  5. L’elettore di Giannino proviene da una capsula del 18° secolo, catapultato in un’Italia piena di corruzione, nepotismo, qualunquismo e fannulloni. Modifica il profilo facebook e twitter aggiungendo al proprio nome “X FARE”, di modo che i suoi colleghi possano riconoscerlo e appoggiare qualsiasi pixel prodotto dal suddetto. Apprezza il gusto raffinato di Oscar e soprassiede quella storiaccia delle lauree inventate. E su quella dello Zecchino d’Oro, in fondo a chi vuoi che importi cosa dice Mago Zurlì? Un invidioso che ambisce al guardaroba del leader. Indossa una maglietta con su scritto “Zingales infame” e tifa per la squadra di football del Chicago. Insolitamente educato, viene sbeffeggiato dai sostenitori degli altri partiti perché crede in cose inventate come Harry potter, Narnia, la meritocrazia e la cultura.
  6. L’elettore di Ingroia è l’unico ad essere riuscito a seguire un comizio del Pm, per un totale di 679 sbuffi, 298 occhi al cielo e 200 sbadigli. Conosce il numero di abitanti per metro quadro del Guatemala, poi aggiunge: “Ma dove minchia si trova?”. Non ha ancora capito il programma del partito, in realtà non l’ha ascoltato perché Ingroia non è mai andato oltre il punto 1. L’ingroiano crede alla versione eroe del Pm ed è per questo che, detonatore e polvere alla mano, cerca di realizzargli il sogno di diventare il secondo Falcone. Inoltre, pare sappia cosa diceva Borsellino della Boccassini.
  7. L’elettore di Vendola è determinato, frequenta i centri sociali, mangia solo cibi equo solidali ed acquista rigorosamente abiti di seconda mano. Ha ascoltato tutti i comizi di Vendola, è gentile, si confronta con educazione ed è sordo.

Menzione speciale, fuori categoria:

L’astenuto è un ex amante della politica, uno di quelli che guardava tutte le tribune politiche ed esibiva tronfio la spilletta del partito.  Si piazza dietro la tenda in pizzo della finestra e spia quei poveretti che, saltellando, si recano al seggio. Borbotta qualcosa e inveisce contro la classe dirigente, la sfortuna, la vita, l’Italia, la Costituzione, la geografia e il compito in classe in cui prese F in quarta ginnasio. Minaccia di recarsi al municipio per consegnare la tessera elettorale. La colonna sonora de “Il gladiatore” gli fa compagnia mentre l’impiegato in lacrime lo scongiura di non rinunciare al proprio diritto. E lui, con sguardo sprezzante: “NO! Rinuncio!” e una risata diabolica finale. O almeno, così immagina.  In realtà: “Voglio restituire la mia tessera elettorale” – “Ok, la metta lì. Arrivederci”.

Rinunciare al voto non è un dispetto ai politici ma la rinuncia di un diritto. Anche di lamentela.

Vedo la gente quasi morta

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(ho deciso di importare qui i post che scriverò per il Lolingtonpost. A proposito, sapete cos’è? Un blog collettivo fondato dalla sottoscritta insieme ad altri 8 bravi ragazzi. A turni scriviamo post per farvi ridere, riflettere ed incazzare)

–> LolingtonPost

Era un pomeriggio di febbraio, arrivare in quello studio con la neve aveva comportato qualche disagio in più, oltre al consueto traffico, ma doveva sapere cosa gli stava succedendo. Quei sintomi erano strani, al limite della schizofrenia, e Carlo non poteva permettersi d’impazzire a 38 anni.

Così bussò e ci trovò una dozzina di pazienti in attesa. In questi casi la scocciatura è una sola: gli altri hanno già preso la rivista più interessante e a te non resta altro che un numero di 6 mesi fa di “Chi”. Si alzò per prenderlo ma una punta di orgoglio lo fermò prima dell’irreparabile, non poteva sputtanarsi davanti a degli sconosciuti, tornò al posto e si mise a smanettare con lo smartphone: era caduto nella ruzzle psicosi. Ma non si trovava lì per questo. Una timida infermiera sbucò in sala e, scusandosi per l’eccezionalità del caso, chiamò il nostro protagonista. Era una questione di priorità e non poteva attendere.
“Prego si sieda”. Viso scavato, preoccupante pallidume e mancanza di equilibrio furono le prime cose che il medico notò.
“Ho capito la situazione e ho dato la precedenza a Lei, non lo faccio mai”
“Grazie dottore, credo d’essere in procinto d’impazzire” disse stringendogli nervosamente la mano.
“Mi dica che sintomi avverte, alla sua età è insolito”
“Sento delle voci! Ovunque, sempre le stesse, che promettono grandi cose: riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, una legge sul conflitto d’interessi, condono tombale, e poi…  Senta questa: la costruzione del Ponte sullo Stretto! Ho dolore alle orecchie. E vedo la gente morta, o meglio, non proprio morta, ma quasi, che vuole governare il Paese che gestisce da anni senza dare spazio ai giovani. E poi queste voci litigano tra loro, fanno la pace, litigano di nuovo, si alleano, vogliono fare il confronto, non vogliono farlo più. Accendo la tv e sono lì, accendo la radio e sono lì. Due giorni fa giocavo con mia figlia, suona il telefono della Chicco, rispondo e mi viene offerto il rimborso della tassa Imu. Vado a lavoro e li vedo sui cartelloni pubblicitari, ritiro la posta e ci trovo le loro splendide dentiere sorridenti su mille volantini, vado al bar e ne parlano tutti. Insomma, dottore, sto morendo?”
“Ma no, perché così negativo? Trattasi di classica sindrome da campagna elettorale. Adesso vada a casa, riposi e non ci pensi più, passerà prestissimo. Il 26 febbraio dovrebbe essere totalmente guarito”.
Carlo si alzò rassicurato: “Grazie Dottor Mario, farò come dice lei” e si diresse verso la porta, quando venne stoppato: “Ah, un’ultima cosa: Monti, mi raccomando, mi chiamo Mario Monti. Cerchi di non sbagliare con quella scheda”.

photo credit: bayat via photopin cc

Pare sia tornato lo spread dalle vacanze (E qui vi spieghiamo il perché)

di @ItsCetty e @ReNudo79

Il Signor Spread dopo anni di alti e bassi aveva deciso di ritirarsi a vita privata assieme alla moglie Angela.
Finalmente poteva godersi l’aria pura delle montagne tedesche ed assaporare la bellezza delle cose semplici.
Ma la campagna elettorale in Italia cambia tutto. Proprio mentre stava addentando il suo piatto preferito (spaghetti, wurstel e crauti) ecco che campeggia in tv la faccia del vecchio italiano. No, non Toni. Proprio Berlusconi.
Ed eccolo qui. Suo malgrado a scendere e salire per la scala.

Allora si accinge per tornare al suo lavoro, lucida gli indici di borsa, indossa il suo BTP preferito e quel BOND che gli ricorda suo nonno. Sta per scendere in garage quando mette un piede in fallo e cade rovinosamente. Costretto a stare buono per almeno tre settimane, mentre in Italia tutti credono si sia ritirato per sempre.

Mister Spread aveva passato anni nel più completo anonimato. Lavorava da più di 30 anni conosciuto solo dagli addetti ai lavori. Il solito tran tran, si sale e si scende ma sempre e solo nel suo ambito e con persone rispettabili. Questo per quasi tutta la sua vita. La gente che lo circondava lo riconosceva e lo stimava, e questo a lui piaceva. Non era un lavoro bellissimo ma lui lo faceva bene e con dignità.
Poi, a fine 2011 i riflettori della politica italiana. Il suo operato, la sua professionalità svuotate di qualsiasi senso. Sotto gli occhi di tutti gli italiani, sbattuto al tg delle 13 sul tavolo degli italiani tra le orecchiette alle cime di rape e il brasato. In bocca a chiunque dai politici di qualsiasi colore a Gasparri.
E questa è la storia dell’inizio dell’alcolismo di Spread. Come biasimarlo.

Ormai era un inferno. Non poteva fare più nulla che il pubblico non venisse a sapere.

Si alzava dal letto la mattina? Ed ecco i mercati preoccupati.
Si abbassava per allacciarsi le scarpe? Perfetto, tutti contenti.
Correva perché era in ritardo per prendere i figli a scuola? Tutti a chiedersi cosa sarebbe successo.
Si faceva una sana scopata con la moglie Angela? E anche lì riflettori puntati e tutti a gridare “Lo spread schizza alle stelle”.
Ma cristo santo!
Non ce la faceva più, era uno straccio.
Fu allora che al vizio della bottiglia accostò l’abuso di droghe. Tutta colpa della situazione, certo, ma anche di chi sfruttava la sua immagine. Un giorno lo volevano giù, uno su, un altro euforico e poi ancora giù. E allora cominciava a prendere eccitanti, barbiturici, amfetamine, libri di Vespa, cocaina, lsd, poesie di Bondi. Era diventato un tossico.

Da allora è passato oltre un anno, Angela ha iscritto Spread agli incontri degli ATEA – Alcolisti termini economici anonimi. E’ lì che ha conosciuto startup, marketing e rating. Bravissimi ragazzi che c’erano passati prima di lui dal girone dei discorsi da bar. Vittime di battute e oggetto di scherno tra i bifolchi in pausa piscia all’autogrill di Calascibetta. E lo avevano rassicurato: “Vedrai, si dimenticheranno di te, devi solo pregare che scoprano un altro termine del vocabolario, spera solo che non sia un tuo parente”. E lui aveva creduto loro, erano sinceri, la pacca sulla spalla della mano invisibile lo aveva convinto. Sono tuttora in contatto ed i figli sono divenuti grandi amici, è possibile vederli giocare al NYSE ed alla Borsa di Milano.

Come avrete capito Mister Spread ne aveva viste di tutti i colori negli ultimi anni, dalla tossicodipendenza, alla necrofilia (lo so, Angela è ancora viva, ma sembra un pezzo di ghiaccio a letto) all’alcolismo. Poi la brutta caduta che lo tiene basso per settimane, e tutti a credere che sia merito di Monti. La cera sulle scale, altroché! Ma ora è tornato in forma, pronto a scattare in alto appena sente la pronuncia della lettera B. Così, messo in valigia il necessario (preoccupazione degli italiani, risparmiatori intimoriti e speculatori che si sfregano le mani) parte per l’Italia. E’ leggendo un giornale in aereo che capirà di doversi trattenere fuori a lungo: “Rimborserò l’Imu, toglierò l’Irap e la patrimoniale”. Il responsabile è sempre lo stesso, il mandante di quella missione.

Atterraggio a Linate. Mister Spread riconosce gli sguardi di odio delle hostess e degli avventori del bar dello scalo. Prova a prendere un caffè, per smorzare la tensione e mischiarsi coi comuni cittadini, ma il barista lo riconosce: “1,50euro. Prima del tuo arrivo costava un 1,30, stronzo!“.  Attraversando Milano su un taxi si accorge che la situazione è anche peggiore del previsto. Radio che non fanno che parlare delle reazioni alle parole del vecchio e di indici e economia, social network impazziti per le dichiarazioni della campagna elettorale, mercati preoccupati, gente senza licenza media con il Sole24ore, la moglie Angela che cerca inutilmente di tranquillizzare i cittadini allarmati per il ritorno del nemico giurato. E poi scorge Balotelli fuori da un ristorante (pieno!) che saltella con i tifosi del Pdl. É proprio tornato in Italia

Più di un anno sotto i riflettori. Più di un anno sulla bocca di tutti. Mesi e mesi senza riposare, senza potersi fermare. Su e giù, su e giù, continuamente. Sempre. Come un’olgettina qualsiasi.
Più di un anno ad essere additato come il male supremo. Ad essere dipinto come una specie di gerarca nazista ma ancora più cattivo e antipatico, ai livelli di La Russa. Lui, lui che è buono come un bimbo, puro come un angelo e fiducioso come Alfano.
Un anno senza poter mettere il naso fuori dalla porta senza essere insultato. Voleva solo tornare alla normalità. All’anonimato. Voleva solo riposare. Avrebbe fatto di tutto. Avrebbe anche cambiato sesso. Avrebbe addirittura votato per Bersani.

Ebbene sì, avete capito. Spread era tornato in Italia in missione, chiamato da Berlusconi lavorava per la vittoria di Bersani. Un insider. Oramai la vecchiaia era una realtà, voleva solo finire nel dimenticatoio insieme alle cambiali, ai libri cartacei, alle VHS, alla meritocrazia, i soldini mulino bianco ed alle pennette alla vodka. Quell’ultimo viaggio era l’assicurazione per la sua pensione e ce l’avrebbe messa tutta. Innanzitutto all’alba chiamava i colleghi di Tokyo e li faceva morire di paura, i valori salivano a livelli spaventosi creando un effetto domino passando da Londra, New York, ma soprattutto Milano. Nel giro di pochi giorni era salito ai livelli del 2012, pare dormisse su una guglia del Duomo. Nel frattempo chiamava telefonicamente, uno per uno, gli elettori per assicurarsi il voto di Bersani. Coi più conservatori procedeva con la visita a casa (spacciandosi per rappresentante tupperware).

*Qualche settimana dopo* Adesso non restava che sperare che tutti questi sforzi non venissero vanificati, questo pensava mentre rimetteva in valigia le sue quattro options ed un paio di dirigenti Mps a pezzi. Inforcò gli occhiali scuri, i baffi finti ed il sorriso di una ripresa economica. Arrivò inosservato fino al gate, ma qualcuno lo riconobbe..

Mister Spread in un momento di relax
DISCLAIMER: Non è stata assunta alcuna droga durante la stesura del post. Anzi, se ne avete…

La verità sui politici italiani [quello che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirvi]

Vi siete mai chiesti per quale motivo vi siano sempre gli stessi politici attaccati alla poltrona?  E se la verità fosse un’altra? Grazie a fonti segretissime in questo post viene svelata la vera identità di alcuni dei personaggi cardine degli ultimi 30 anni della politica italiana (con incursioni di giornalisti o presunti tali).

Attenzione: ad alto rischio strozzaggio. Non bere o mangiare durante la lettura.

Questo è il primo post a 4 mani.  Ringrazio @ReNudo79 (su Twitter)  per l’accompagnamento nel delirio.

Berlusconi è un venditore di folletto porta a porta. Divenuto ricco dopo averne venduti 3.000 ad un vecchio malato d’Alzhaimer, viene promosso a capo area fino a diventare il responsabile marketing dell’azienda. Stanco del successo nelle aspirapolveri tenta la strada con un altro elettrodomestico: il frullatore. Un giorno mentre sperimenta una ricetta nuova (grazie ai suggerimenti di “Cucina con Ale”) sforna una roba senza sapore e senza carattere: Alfano. Scioccato per il pessimo risultato si butta sulla televisione. Per un guasto al quadro elettrico chiama un tecnico, ma dall’enel capiscono male e gli spediscono uno stalliere. L’eccessiva educazione lo costringe ad accettarlo in casa e ad offrirgli un pasto caldo per molti anni. Appassionato di Barbie, ha una collezione di 400 bambole, che darà via una volta capito che non avevano il buco sotto. Con l’obiettivo di conquistare l’universo ammorba 60 milioni di cittadini per ore finchè, durante l’ultimo contradditorio a skytg24, non esplodono i punti del lifting e si scopre la verità: è Saddam Hussein.

Bersani è una casalinga di Carpi con un disturbo della personalità che si crede Raul Casadei. Fu la prima in Italia a fare l’operazione di cambio di sesso. Ora è Raul Casadei con un disturbo della personalità e si crede il segretario di un partito anche se non ricorda sempre quale. Ex donna, ex ministro del lavoro, ex ministro dei trasporti, ex ministro dello sviluppo. Praticamente non ha mai lavorato. Famoso sia per la riga al centro che per i suoi problemi con l’alcol. La foto di lui che prepara un discorso con davanti una birra ha fatto il giro del mondo. I diritti di quell’immagine sono stati comprati dagli A.A. che ne faranno una campagna virale contro la dipendenza da alcol:
“Se non vuoi diventare come lui smetti ora!”
Il suo staff cerca di arginare il problema portando il segretario a parlare per lo più tra gli alpini e ai convegni degli ex partigiani. Dopo 5 minuti di solito sono tutti così ubriachi che nessuno si accorge di Bersani. Come il resto della sua vita.
Sarà il prossimo Premier. Ma ancora nessuno sa di quale Paese.

Monti è figlio di un pescatore di tonni e di una ballerina del Crazy Horse. Concepito durante una pausa dello spettacolo della madre nasce a Milano, dove studia presso una scuola di periferia col desiderio di arrivare molto lontano. In effetti qualche tempo dopo il suo desiderio viene esaudito e si trasferiscono a Cinisello Balsamo. Il padre intanto perde il lavoro e si ricicla come delinquente. Durante una rapina in banca chiede a Mario di fare da palo ma viene dimenticato alla cassa 1. Viene adottato dalla sede 5 della Banca popolare di Milano e giura amore eterno al bancomat all’angolo. La prima limonata è impressa nei suoi occhi: una banconota da 100mila lire nuova e croccante. Durante l’università conosce una tedesca di nome Angela e perde la verginità. Si ritroveranno qualche tempo dopo a fare il culo all’Europa.

Ingroia è un magistrato, giornalista, politico e venditore di noccioline guatemalteco. Stanco della vita stressante e dei ritmi frenetici dello stato centroamericano affitta una canoa e parte per la Giamaica. Le sue scarse capacità di navigatore lo portano invece a Palermo dove da semplice venditore di frutta secca si trova alla guida della procura. Per ironia della sorte lo mandano in Guatemala a capo di un’unità di investigazione per la lotta al narcotraffico. Al fine di tornare in Italia fonda un movimento civile. Punti cardine del programma sono la liberalizzazione della frutta secca e l’obbligo di studio delle rotte nautiche del centroamerica.

Grillo è il paziente zero di Cesare Ragazzi, nato pelato e rimasto tale fino ai 28 anni si sottopone all’intervento che prevede il trapianto dei peli del culo in testa. Operazione riuscita talmente bene da causare un’esplosione tricotica che intacca anche chi gli sta intorno: il Re Mida del capello. La sua prima parola è stata “Vaffanculo Papà”. Nasce come povero comico, vive come ricco comico. Si attiva con un Pin in dotazione a Casaleggio, santone sosia di John Lennon. Alcuni maligni ritengono che Grillo e Casaleggio siano la stessa persona, un Giano Bifronte moderno. Altri ritengono che Beppe viva nel microsistema parruccoide del santone.

D’Alema comincia a parlare in una lingua incomprensibile e viene portato via da una navicella spaziale a forma di yacht. Gli alieni iniziano a studiarlo ma dopo un paio d’ore abbandonano il corpo sul lettino per una partita all’Xbox. Si sbarazzano di lui dopo un paio di giorni e da allora vaga su Marte scrivendo lettere d’amore a Curiosity e sperando accetti un suo invito a cena.

Prodi ammette d’essere una spia del KGB e viene processato “smerciava mortadella farlocca sotto gli occhi del consorzio”. Uscito dal carcere cerca di reinventarsi in una nuova vita, si trasferisce in campagna. Adesso lo conoscete tutti come la Lola della pubblicità del latte (Oooh, è quello della sòla..) ed ogni mattina attende impaziente la mungitura del nerboruto pastore.

Bossi in realtà non ha avuto nessun ictus. É morto nel 2000 e da allora Calderoli e Borghezio lo portano in giro come nel film “Weekend con il morto”.

Il trota è uno scienziato che si finge stupido per farci sentire tutti più intelligenti, siamo delle cavie, alla fine dell’esprimento redigerà un trattato sul razzismo nei confronti dei microcefali.

Madre Teresa di Calcutta non è mai morta. Continua la sua opera sotto mentite spoglie: Borghezio

Formigoni è un fine stilista dall’etica invidiabile, infiltrato della guardia di finanza nel pirellone, combatte la corruzione dall’interno. Le sue soffiate hanno fatto arrestare moltissimi consiglieri. Si finge coglione ed amante delle vacanze a scrocco. Non è un caso se non è ancora finito dentro..

Veltroni è un congolese venuto in Italia in pedalò negli anni ’70. A donargli il colorito che porta è stata la vicinanza a Occhetto,  che farebbe ammalare e morire anche l’albero della vita. Walter torna di tanto in tanto nella sua amata Africa. Amore che non è contraccambiato, viene rimandato indietro con il gommone ogni estate.

Andreotti morì 10 anni fa, all’età di 84 anni mentre stava per recarsi in questura a dire tutto ciò che sapeva sulle stragi italiane e sulla trattativa Stato-mafia. Sfortunatamente scivolò su una caramella gommosa fatta cadere dal piccolo Matteo (divenuto poi sindaco di Firenze), battendo la testa. Quello che vediamo oggi è un ologramma perfettamente riuscito.

Fassino  Scambiato per un para spifferi sin dalla tenera età, inizia la carriera politica mimetizzandosi tra gli stuzzicadenti di un buffet al Senato.

La Russa è la 17° reincarnazione del Buddha. L’umanità ha perso la sua occasione di raggiungere il Nirvana molto tempo fa.

Gasparri è un esperimento di Mengele. Ha fatto accoppiare un camaleonte e un comodino per avere un oggetto d’arredo capace di guardare in più direzioni.

Fini ha sempre sognato di entrare nel cast di “Vendo casa disperatamente”, una volta fallito il 34esimo provino ha fatto da solo acquistando un appartamento a Montecarlo. Purtroppo prima di poter aggiungere i faretti ed un soppalco è stato sgamato dai veri conduttori che per punizione gli hanno assegnato un cognato coglione.

Vendola è nato senza difetti di pronuncia e con un’ invidiabile capacità della sintesi. Un giorno mentre giocava col cuginetto ha inghiottito una radio da 7 chili. Tutti i tentativi di estrarla sono stati inutili, venne persino fissato un montacarichi al lobo sinistro, oggi non resta che un orecchino a ricordare quella complessa operazione.

Bettino Craxi non è ancora morto, è un placido pensionato che vive a Rosarno, in inverno sfrutta dei ragazzi di colore per raccogliere le arance e nei weekend vende anduja al mercato. Ad Hammamet non ha mai messo piede per una strana allergia alle “m”. Ricorda con commozione il lancio delle monetine ed ogni tanto ripete costringendo i nipoti a lanciargli quelle di cioccolato.

Fede è Nixon che si sta vendicando con il mondo del giornalismo per lo scandalo “Watergate” cercando di minarlo dall’interno. La sua fragile psicologia è messa a dura prova ogni volta che è nei pressi di un casinò ed ha l’impulso di entrare e giocarsi tutto. Si narra che abbia barattato la propria dignità per una manciata di poche fiches nel 1963.

Maroni è nato Gennaro Esposito da una famiglia partenopea e fu adottato in tenera età da uno dei testicoli di Bossi e da qui il nuovo cognome. Tifa Napoli e si nutre solo con pizza, babà e caffè. É molto legato al proprio genitore-gonade e per non fargli un torto finge un odio viscerale per i terroni.

Scajola cerca disperatamente chi gli ha comprato casa davanti al Colosseo anni fa. Vedendo che tutte le sue ricerche sono state vane ha chiesto ed ottenuto di lavorare per il catasto. Ora vaga per i corridoi gridando “Non la voglio! Riprenditela! Pago un botto di IMU!!”. Si pensa che l’appartamento sia stato un regalo di Giovanardi che voleva così rivelargli il proprio amore omosessuale. Ma Carlo è un timidone.

Scilipoti è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. Non dotato del pollice opponibile, rappresenta in parlamento i suoi simili. Votato per alzata di banana, usa passare da un partito all’altro facendo uso di una comoda liana. Propenso a liti scenografiche bastano un paio di arachidi per farlo tornare in sè.

Tremonti in un universo parallelo ha sconfitto la crisi e creato un sistema monetario basato sullo scambio della erre moscia. Ecco perché, anche lì, è un uomo molto ricco. Nel tempo libero alleva furetti e ridipinge cessi vecchi.

Mastella è un cyborg. Ultimato nel 1976, la DC lo lancia alla conquista della camera dei deputati sperando in una nuova generazione che mandasse in pensione i dinosari della politica. Purtroppo il progetto viene accantonato alla fine degli anni 80 ma Clementex ormai gode dell’affetto dei dirigenti dello scudo crociato. Nel 1994 a causa di un corto circuito passa con Berlusconi e da allora avendo i firewall bruciati viene hackerato ad ogni elezioni e si alterna tra destra e sinistra.

Fiorito fino ai 24 anni è un gracile ragazzo della provincia romana. Poi per un problema immunitario gli si gonfiano le ossa a dismisura, facendolo passare per un falso grasso. Stanco di passare per ciò che non è decide di mangiarsi più soldi possibili per diventare un vero ciccione. Testimonial onorario della federaizione mondiale di ostriche, usa fare pediluvi di champagne e maschere al caviale. Ha passato un breve periodo in un centro di dimagrimento con le sbarre alle finestre.

Casini è uno dei Village People. Il poliziotto. Quello con i pantaloni di pelle ma con le chiappe al vento per intenderci. Basta che si tolga i baffi e ritorna ad essere un esponente del Vaticano in missione in Italia per cancellare il mondo gay, le coppie di fatto, il testamento biologico, l’8 x 1000 ad altri enti, l’Islam e il gusto pistacchio. Vive con sofferenza la doppia vita da una parte il membro di uno dei peggiori gruppi dance anni 70/80 e dall’altro uno dei peggiori esponenti della Bologna bigotta. Lo stress lo induce alle volte a cercare di soffocare una delle due realtà. Ricordiamo in tal senso il suo avvicinamento a Berlusconi nella speranza di divenire etero. Da allora colleziona vaselina.

Di Pietro, laurea honoris causa in lettere, tenta il test al MENSA. Passa a pieni voti e decide di festeggiare con un party organizzato dalla sorella Concetta: rosario di gruppo, preghiera in piscina e racconti su apparizioni mariane in costume. Durante un tuffo nella fonte benedetta perde i sensi e dimentica tutto, grammatica compresa.

Bertinotti è il fondatore di Forza Nuova. Non riuscendo ad andare oltre l’1% con il suo movimento si è fatto prestare la DeLorean da Martin McFly, è tornato indietro nel tempo ed ha affossato il comunismo in Italia.

 

ItsCetty si è occupata di: Berlusconi, Monti, Grillo, Fassino,  Il trota, Formigoni, Andreotti, Fini, Vendola, Craxi, Scilipoti, Tremonti, Fiorito, Di Pietro, D’Alema.

ReNudo si è occupato di: Bersani, Ingroia, Mastella, Scajola, Bertinotti, Bossi, Borghezio, Veltroni, La Russa, Gasparri, Fede, Maroni, Casini, D’Alema.

Il mago di Oz e le elezioni 2013

Ero affaccendata in una ricerca astrofisica, quando, dalla tv (sì, si fanno con la tv accesa le ricerche, la Via lattea venne individuata durante una puntata di Carosello) una voce esclamava: “Bersani dovrebbe avere più coraggio”.  Solo dopo avrei capito che si trattava di Monti. Ed il retaggio cultural-fantastico mi conduce in pochi attimi in un mondo inesistente, fatto di personaggi senza cervello e  senza cuore dall’aspetto ridicolo: la Padania. Un attimo..certa che gli ultimi anni d’attualità abbiano inquinato i miei ricordi, mi sforzo qualche secondo in più alla ricerca di quell’ambiente così estroso ed affascinante che ha segnato l’infanzia di chi è nato negli anni ’80. Ma certo! Il mago di Oz, Dorothy, il leone codardo, lo spaventapasseri senza cervello e l’uomo di latta senza cuore (Per donne o uomini dai gusti eccentrici: non dimentichiamo quelle fantastiche scarpette rosse che vendono da Harrod’s e prima o poi saranno mie).

Accolgo il suggerimento di Mario e quindi..

Il candidato premier codardo: Bersani, l’acqua cheta rompe i ponti, ha pacatamente vinto le primarie e poi si è fermato. Mentre Monti e Berlusconi si scornano in tv lui dà  filo da torcere via grammofono. Non escludo che possa lanciarsi con strumenti di pura avanguardia: volantinaggio, piccioni viaggiatori, telefono senza fili (a proposito, anche a voi capitava di partire con sasso e finire con cazzo in mezzo ai sorrisi timidi dei compagni di classe, o era un problema solo mio?).  Ricomparso dopo le vacanze natalizie, a otto e mezzo della Gruber, dice che la tv non è il solo mezzo per fare politica, ha ragione, sì, potrebbe sempre chiamarmi a casa per spiegare il programma del suo partito. Dillo chiaramente Pierluigi, sei il favorito ed i sondaggi ti danno un considerevole vantaggio sugli avversari, ti stai grattando. Rinnova il partito, manda la Bindi ad un pellegrinaggio di 200 anni. Apprezzabile il tentativo di recuperare Renzi con un pranzo, non so perché ma avrei puntato sul lecca-lecca. E poi immagino la scena al momento delle ordinazioni: “Primo o un secondo?” – “E basta parlare di primarie!”. Consiglio: la prossima volta per farvi notare di più non andate in un ristorante chiedendo il tavolo che dà sulla vetrina, mettetevi direttamente in piazza San Pietro. Risparmiami l’ipocrisia. Adesso punta tutto sui giovani, o meglio, su chi vota per la prima volta. E su, chi non ha fatto cazzate a quell’età? Durante una conferenza con i neo votanti ha spiegato perché e per come votare PD, quando sarebbe bastato promettere un paio di App gratuite o l’abbonamento annuale a Whatsapp.

Il politico  di latta senza cuore, Monti. Gliel’ha chiesto l’Europa di salvarci, di “salire” in politica. Arriva lui ed il classico “scendere in campo” diventa obsoleto, scopriamo che se vuoi fare politica devi prendere un fottuto ascensore, per alcuni scende e per altri sale. Alcuni poi, restano bloccati tra un piano e l’altro per anni, l’importante è trovare la botta di fortuna e scendere al momento giusto o rischi di andare a lavorare sul serio. Il professore, aspetto algido e rispettabile, chi non si è mai trovato di fronte ad uno come lui ad un esame universitario? Sembra non ti ascolti, e mentre stai raccontando che prodotto usi per ammorbidire i panni si sveglia e ti fa il culo a strisce. Più o meno è andata così, ha finto di non interessarsi all’inquinatissimo ambiente politico, in fondo non gli conveniva nemmeno passare dalla mano invisibile all’etica invisibile..eppure eccolo qui. Ed è agguerritissimo, come un robot, punta l’obiettivo, divenuto più prezzemolino di Berlusconi ha ottime chances di farcela. Peccato per il chip che gli ha installato il Vaticano, proprio dietro l’orecchio destro, ed è tutto un ripetersi della sintesi di un anno di Angelus: “No ai matrimoni gay, famiglia solo tra uomo e donna”.

Il wannabe spaventapasseri, Berlusconi. Qualcuno dal senso dell’umorismo facile (ma che va fortissimo al bar dello sport o all’edicola di Fiorello) direbbe lo spaventapassere, ma non sono d’accordo.  Le rianima a suon di euro. Qualche giorno fa ha detto di preferire di essere Ministro dell’Economia piuttosto che premier, ché tanto quello non conta nulla, è come uno spaventapasseri.  Quindi si spiega perché continui a spingere per Alfano, io non lo prenderei come un complimento. Gira come una trottola, col suo quadretto sotto braccio corre per gli studi televisivi, alternando monologhi a sketch comici. Un uomo dalle mille sfumature, e mi riferisco ai capelli. Un imprenditore che ha dato da vivere a 56mila persone, e da incazzarsi a  60 milioni. E poi, ve l’ho già detto che è nonno per la settima volta? Immaginiamo la vita di un piccolo Berluschino: nasce, spende, muore. E noi che da bambini andavamo da nonno per 10 mila lire: “Tieni, comprati un gelato”. Ecco, ora riadattiamolo al BerluscJunior: “Tieni, comprati un gelataio”.  Secondo i suoi calcoli ha ancora 100 ore di credito in tv, pare stia trattando una collaborazione con David Guetta pur di finire su Mtv. E durante l’intervista alla Gruber chiede: “Perché non dite le cose belle che ho fatto?”. Ma sai, amiamo parlar bene della gente quando muore..(mettici alla prova).

Non so come andrà a finire, intanto ordino quelle scarpe online.

Ritorno al passato. #Berlusconi è una DeLorean

Ci siamo. Dicembre, 2012.  Tutti a parlare da 6 mesi dei Maya e della fine del mondo. Sono riusciti a far discutere del loro calendario più di quello della Ferilli e della Marcuzzi dei tempi d’oro, quando ancora non frequentava e figliava con capitan uncino.  La verità è che ci sperate nella fine del mondo, il 17  scade la terza rata finale dell’Imu, il 24 l’ansia da consegna regali al marito/moglie o fidanzato/fidanzata, il 25 arrivano i pranzi coi parenti che vedi solo una volta l’anno e che ti sommergono di domande con tanto di luce puntata in faccia, e poi l’organizzazione del capodanno, le mutande rosse o porta male, il “tromba mi raccomando, che si sa..chi non lo fa a Capodanno..ahahahah!” e non dimenticare le lenticchie che portano tanti soldi! E invece ve li beccate anche quest’anno, mettetevi il cuore in pace, verrete risucchiati dal fantasma del consumismo: file nei negozi, file nei parcheggi, file alla cassa del supermercato e poi via ad accumulare calorie in esubero che alimenteranno il senso di colpa spingendovi a rinnovare l’abbonamento annuale in palestra “Che tanto risparmio” anche se poi sapete benissimo che varcherete quella soglia 5 volte la prima settimana e poi mai più. E rewind. 

E adesso passiamo alle brutte notizie.  Pare che Berlusconi stia tirando fuori una scusa dopo l’altra pur di tornare in mezzo agli zebedei:

  • L’Italia ha bisogno di me
  • Non posso lasciarla sul baratro
  • Me lo chiede la gente, i miei spingono per il mio ritorno
  • Vi odio ed amo farvi soffrire
  • Odio voi, ma un po’ di più Alfano
  • Non sono un anziano che si accontenta di guardare i lavori in corso dei cantieri. Preferisco stare a capo di un Paese senza lavoro
  • Mi manca il lettone di Putin
  • Sono pazzo

Indovinare le dichiarazioni vere, verosimili, false. Spoiler: non ce ne sono di false, al massimo “non diffondibili”.

E mentre i candidati alle primarie PDL si rotolavano nel letto in preda ai crampi, nelle prime ore del mattino Passera al programma del buon Vianello, Agorà, diceva la propria sul possibile ritorno del Cavaliere. Quale miglior occasione per prendere la palla al balzo e togliere la fiducia al Governo Monti? Gasparri, capogruppo PDL in Senato annuncia che non voteranno il decreto sviluppo. Il PD invita Monti a recarsi al Colle.

Chi ricorda il gioco della sedia? Si ballava intorno a delle sedie, in numero sempre inferiore ai partecipanti, alla fine della musica chi restava in piedi era fuori. Ecco, la politica è un gigantesco gioco della sedia. Ci sta questa sontuosa poltrona da premier che va fatta sgomberare al più presto di modo che inizino le danze della campagna elettorale, dei comizi, della destra e della sinistra, della finta destra e della finta sinistra, delle bandierine che passano da un partito all’altro in base a chi offre un assegno con più zeri.  Che in fondo siamo davvero bravi ad organizzare il circo. E gli spettatori sono sempre gli stessi, come le bestie che si esibiscono.

Berlusconi: “Il Paese è sul baratro, non posso consentirlo”.  Preferisce in alto mare.

Immagino il ritorno di Berlusconi come un trailer cinematografico, musiche spaventose ed una scritta “He’s back”. Presto nelle vostre case.
Occhi sgranati, gente terrorizzata per strada, paura di non farcela. É “The Berlusconi Witch Project”.

Col ritorno di Berlusconi migliaia di italiani fanno propria la richiesta di Sallusti: “Voglio il carcere”.

La cosa peggiore della crisi del Governo Monti è che inizia con una dichiarazione di Gasparri. GASPARRI.

Egocentrici, tutti a dire la propria sul ritorno di Berlusconi. E da qualche parte Alfano piange nell’angolo di una cuccia.

Quindi tornerà per salvarci. Silvio è il Messia.

“Torni presto!” magari gliel’ha detto il panettiere e lui ha frainteso.

Silvio, mi leggi?

Nell’aria si sente qualcosa di frizzante, alcolico e contagioso.  Non è l’influenza ma il sapore dell’hangover post condanna di Berlusconi. Lo so che è solo il primo grado, che poi verrà assolto e ci rabbuieremo come quando scopri che l’ultima fetta di torta l’ha trovata qualcun altro prima di te, ma dovremo o no applicare l’inflazionato “Carpe Diem”? E allora via coi trenini e godiamoci questo strano e nuovo sapore, qualcosa di raro..ah, dite che si chiama giustizia? Mi fido.

Berlusconi è parte chiamata in causa in ben 33 processi, questa sentenza è la quarta condanna in primo grado, quest’uomo ha oberato di lavoro i tribunali italiani. E’ lui la vera causa della lentezza burocratica, senza di lui decine di giudici sarebbero disoccupati per mancanza di casi, tribunali chiusi ed abbandonati come la peggiore stazione di provincia.  In un certo senso ha contribuito all’occupazione tra Pm, cancellieri, guardie giurate..ma siamo lontani da quel milione di posti.

Certo, qualcuno dotato di malizia potrebbe dire che l’addio alla politica il giorno prima della sentenza potrebbe essere una mossa strategica, che in fondo lo sapeva già e vista l’interdizione dai pubblici uffici non poteva fare diversamente. Quel qualcuno ha ragione.

Adesso parla di paese incivile, barbaro, invivibile..insomma ha già iniziato a vantarsi dei risultati del suo Governo. E vuole espatriare. La notizia inizia a diffondersi ed il resto del mondo trema, si nota un ghigno solo nei gestori dei bordelli che contano sul +500% degli incassi.

By Frandiben

Notizie del genere suscitano letizia e felicità, insomma festa! Ieri sera è partito un carosello da Aosta che giungerà a Trapani nel pomeriggio per poi imbarcarsi per Lampedusa e continuare il tour pro-sentenza. Ed ancora sui social network, sui muri dei palazzi, in faccia, sulla pizza e sul culo del cane a scrivere la nostra, anche un semplice “Evviva”. Il bello è che pare che Silvio stia leggendo le nostre reazioni e si dichiara indignato.  La cosa mi lusinga, sapere che potrebbe leggere anche questo post fa spuntare un ghigno satanico sul mio volto, e quindi: Silvio, mi leggi? Se sì, lascia un commento, ci tengo assai. NTvb. 

Berlusconi condannato a 4 anni. Due ore in balcone a San Lorenzo, ma cazzo se ne è valsa la pena!

Berlusconi condannato a 4 anni. Domenica previsto il pienone nelle chiese di tutta Italia.

Proprio vero che la crisi colpisce tutti, Berlusconi non può permettersi più manco i soliti due giudici.

Vestitevi elegante, ore 21 c’è una festa da urlo per festeggiare la sentenza Mediaset. Citofonare Boccassini.

Chissà quanti idioti hanno scommesso qualcosa per una condanna di Berlusconi. E adesso scusate, devo fare un giro di campo nuda.

(Travaglio ha perso 5 chili in seghe)

Cicchitto: “Trattasi di tentato omicidio politico”. Odio i lavori incompleti.

Berlusconi: “Qui viene davvero voglia di espatriare, di andare a vivere all’estero”. Adesso è pure ricercatore.

“Mi vogliono vedere morto”. E chi ha detto che ti voglio vedere.

“Italia paese incivile, invivibile e barbaro”. Ha ricominciato a vantarsi del suo operato.

Alfano: “E’ una sentenza incomprensibile”. Gira il foglio.

In totale 33 processi per Berlusconi, la quarta condanna in primo grado. Come al solito, le chiavi del tribunale sono sotto lo zerbino.

Berlusconi: “La sentenza? Un avvertimento mafioso”. I soliti scherzoni tra vecchi amici.

Fini e Casini si trincerano dietro un “No comment”. Solo non si spiegano quei coriandoli tra i capelli.

Tra i messaggi di solidarietà a Berlusconi si segnalano quelli di Formigoni, Storace e Rosa ed Olindo.

Vista la Giustizia fumarsi una sigaretta dopo la sentenza Mediaset.

Berlusconi fottuto dalla Giustizia. Per una volta i ruoli s’invertono.

I giudici nella sentenza dicono che Berlusconi ebbe a che fare coi fondi neri. Diciamo che li ha toccati un po’ di tutti i colori.

Berlusconi usò fondi neri. Voglio dire, basta guardarlo in faccia.

Berlusconi condannato, ecco i prossimi passi del Cavaliere: muro muro in cella.

Berlusconi viene indicato come il responsabile di un sistema illegale. L’Italia.

Berlusconi condannato il giorno dopo l’addio alla politica. Fossi in lui mi sparerei.

Ho aperto la guida tv e mi è apparso: “Che cazzo stai a casa, niente programmi, stasera si festeggia”.

“Propensione a delinquere” per i giudici. Questa va dritta dritta nel fascicolo L come La Palisse.

Stavo dormendo quando mi è apparso uno stalliere triste in sogno, ho aperto gli occhi ed ho appreso la notizia.

Berlusconi condannato. Da ripetere tutti i giorni al mattino ed alla sera per una vita lunga e serena.

Non vedremo mai Berlusconi in carcere. Mi ci limito a pensarlo.