Le 7 categorie dell’elettore italiano

(Mio post per http://www.lolingtonpost.it)

 

Se n’è parlato per mesi delle elezioni 2013, abbiamo ascoltato, riso, discusso ma soprattutto ci siamo indignati. Perché l’elettore italiano medio si fa un’idea, si documenta e poi si disgusta ritraendosi in una smorfia. Capito quale, no? Distaccato, alza un sopracciglio, trae le sue conclusioni e dispensa consigli su come e dove votare, il voto utile, quello rimborsato, quello strillato, quello preciso. Di seguito una lista di comportamenti individuati dopo ripetuti appostamenti presso il seggio vicino casa e tre denunce per stalking agli scrutatori. Tranquilli, hanno deciso di ritirarle grazie alla teglia di melanzane ripiene che ho fatto trovare loro sulle urne.

I tipi di elettore:

  1. L’elettore di Monti parcheggia a 5 km dal seggio pur di non mettere l’auto in doppia fila, poi prosegue a piedi controllando, una per una,  che le auto in sosta siano dotate del tagliando a pagamento. Qualora dovesse trovare delle irregolarità provvederà, chiamando la polizia di quartiere, per sanzionare l’incivile comportamento. L’elettore di Monti, almeno una volta nella vita, farà un viaggio verso la mecca montiana: Berlino. Arrivato nella città santa si dedicherà, secondo tradizione, ai sette giri intorno alla Merkel. Il suo piatto preferito è lo strudel accompagnato con della buona birra. Ha studiato alla Bocconi e i suoi amici sono manager sparsi per il mondo, si rivedono due volte l’anno al Rotary club. L’elettore di Monti fa la croce col righello e individua l’esatto centro con l’aiuto di un goniometro.  E’ l’unico a usare ancora le monete da 1 e 2 centesimi. Ha un cane di piccola taglia a cui dà dei nomi come empatia, apatia, afasia, allergia. Approccia le donne nei locali dicendo che lo chiede l’Europa e passa all’attacco con: “Vuoi vedere come mi si alza lo spread?”. Si piazza sul pianerottolo per verificare se è vero che ti sei fatto la macchina nuova, prendendo appunti. I suoi numeri fortunati solo il 7 ed il 30. Paga il canone Rai al 31 dicembre, cosciente del fatto che sarà prorogato fino a marzo con una piccola sovrattassa.
  2. L’elettore di Berlusconi è affetto da Geppettùdine, patologia che lo porta a giustificare qualsiasi bugia del suo candidato preferito. Privo di ironia, l’Inps gli ha assegnato un accompagnatore per la spiegazione delle battute sul Pdl. Nel 70% dei casi è cattolico, prega Dio e fotte il prossimo. Ha una busta con la dicitura “Avviso importante: rimborso IMU 2012″ nella vetrinetta, tra il servizio buono e il vaso cinese. Attende il momento giusto per sventolarla davanti a uno sportello postale.  Si ciba esclusivamente di alimenti ottenuti in dono grazie alle  public relations,  roba che proviene da cesti natalizi, pasquali e campioni omaggio.  Si imbuca ai catering e la sua cena è un aperitivo da 8 euro. Però  ha una fuoriserie in leasing che riesce a malapena a pagare, prenota il privé e si brucia due mesi di lavoro. Indossa abiti aderenti che non può permettersi. Per meglio identificarsi col suo leader chiama la mamma “Rosa” e dopo la messa passa in tangenziale a raccogliere una fetta d’amore clandestino. Qualsiasi critica mossa al partito che adora riceve una posata e garbata risposta: “Sucaaaa”. Specie resistentissima a morbi, epidemie ed eventuali zombies. Esisterà finché sarà disponibile prosciutto per i suoi occhi.
  3. L’elettore di Bersani è un uomo d’altri tempi. Se t’invita fuori a cena ti consiglio d’ indossare un bustino e la cuffietta, passerà a prenderti con l’auto d’epoca che usa due volte l’anno. Vale a dire quando si concede il carnale piacere, meglio conosciuto come sesso. Attenzione donna, l’elettore di Bersani non ha ancora scoperto i contraccettivi, prendi le dovute precauzioni.  Cattolico di ritorno dopo un periodo di ribellione (quindi anche se li conosce, non li usa) ha da tempo eliminato dalla dieta i bambini di cui molti lo accusano d’esser ghiotto. Causa dei continui rotolamenti di Marx, il bersaniano è abitudinario, solitamente dipendente pubblico annoiato dalla routine. Il massimo della trasgressione risale a quella volta che, nel 1989, entrò al cinema senza pagare il biglietto. Ha aperto una ditta di “Posizionamento tacchini sui tetti” che va a gonfie vele. Purtroppo anche il tranquillo elettore di Bersani ha le sue macchie: condannato a tre mesi per la rissa causata al Conad di Sesto Fiorentino, quando dopo ripetuti “Ma no, prego, passi Lei. La prego, passi pure” ricevette un pugno, a cui reagì. Rassicurante come un nonno.
  4. L’elettore di Grillo è il testimone di Geova 2.0, si organizza in gruppi con la missione di fare almeno 10 nuovi proseliti sul web. Alla digitazione di Gri…  sarà già lì a risponderti che il suo candidato è il nuovo Messia, che ha ragione e “Che cazzo vuoi tu? SERVOOOOOOOO!!!!!!!”. Utilizzatore del caps lock in quantità, appassionato del punto esclamativo, si distingue per la diplomazia con cui esprime gli elaborati concetti a favore del programma del movimento. Tossisce quando tossisce Beppe, salta quando salta Beppe. Sul comodino ha sostituto alla foto del matrimonio, quella di Grillo e Casaleggio. Utilizza proteine per capelli, il tutto finalizzato alla crescita di una folta capigliatura, elemento caratterizzante il grillino doc. Se una cosa è scritta su internet, è tassativamente vera. Se una cosa è scritta su internet da Grillo, è legge. L’elettore grillino è una mutazione dell’elettore berlusconiano, non ancora chiarito se evoluzione o involuzione. Uscito dal coma dopo anni vuole dire la sua su tutto: le banche, la politica, la salute, la natura, i fiocchi rossi e gli ombrelli a pois.
  5. L’elettore di Giannino proviene da una capsula del 18° secolo, catapultato in un’Italia piena di corruzione, nepotismo, qualunquismo e fannulloni. Modifica il profilo facebook e twitter aggiungendo al proprio nome “X FARE”, di modo che i suoi colleghi possano riconoscerlo e appoggiare qualsiasi pixel prodotto dal suddetto. Apprezza il gusto raffinato di Oscar e soprassiede quella storiaccia delle lauree inventate. E su quella dello Zecchino d’Oro, in fondo a chi vuoi che importi cosa dice Mago Zurlì? Un invidioso che ambisce al guardaroba del leader. Indossa una maglietta con su scritto “Zingales infame” e tifa per la squadra di football del Chicago. Insolitamente educato, viene sbeffeggiato dai sostenitori degli altri partiti perché crede in cose inventate come Harry potter, Narnia, la meritocrazia e la cultura.
  6. L’elettore di Ingroia è l’unico ad essere riuscito a seguire un comizio del Pm, per un totale di 679 sbuffi, 298 occhi al cielo e 200 sbadigli. Conosce il numero di abitanti per metro quadro del Guatemala, poi aggiunge: “Ma dove minchia si trova?”. Non ha ancora capito il programma del partito, in realtà non l’ha ascoltato perché Ingroia non è mai andato oltre il punto 1. L’ingroiano crede alla versione eroe del Pm ed è per questo che, detonatore e polvere alla mano, cerca di realizzargli il sogno di diventare il secondo Falcone. Inoltre, pare sappia cosa diceva Borsellino della Boccassini.
  7. L’elettore di Vendola è determinato, frequenta i centri sociali, mangia solo cibi equo solidali ed acquista rigorosamente abiti di seconda mano. Ha ascoltato tutti i comizi di Vendola, è gentile, si confronta con educazione ed è sordo.

Menzione speciale, fuori categoria:

L’astenuto è un ex amante della politica, uno di quelli che guardava tutte le tribune politiche ed esibiva tronfio la spilletta del partito.  Si piazza dietro la tenda in pizzo della finestra e spia quei poveretti che, saltellando, si recano al seggio. Borbotta qualcosa e inveisce contro la classe dirigente, la sfortuna, la vita, l’Italia, la Costituzione, la geografia e il compito in classe in cui prese F in quarta ginnasio. Minaccia di recarsi al municipio per consegnare la tessera elettorale. La colonna sonora de “Il gladiatore” gli fa compagnia mentre l’impiegato in lacrime lo scongiura di non rinunciare al proprio diritto. E lui, con sguardo sprezzante: “NO! Rinuncio!” e una risata diabolica finale. O almeno, così immagina.  In realtà: “Voglio restituire la mia tessera elettorale” – “Ok, la metta lì. Arrivederci”.

Rinunciare al voto non è un dispetto ai politici ma la rinuncia di un diritto. Anche di lamentela.

Vedo la gente quasi morta

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(ho deciso di importare qui i post che scriverò per il Lolingtonpost. A proposito, sapete cos’è? Un blog collettivo fondato dalla sottoscritta insieme ad altri 8 bravi ragazzi. A turni scriviamo post per farvi ridere, riflettere ed incazzare)

–> LolingtonPost

Era un pomeriggio di febbraio, arrivare in quello studio con la neve aveva comportato qualche disagio in più, oltre al consueto traffico, ma doveva sapere cosa gli stava succedendo. Quei sintomi erano strani, al limite della schizofrenia, e Carlo non poteva permettersi d’impazzire a 38 anni.

Così bussò e ci trovò una dozzina di pazienti in attesa. In questi casi la scocciatura è una sola: gli altri hanno già preso la rivista più interessante e a te non resta altro che un numero di 6 mesi fa di “Chi”. Si alzò per prenderlo ma una punta di orgoglio lo fermò prima dell’irreparabile, non poteva sputtanarsi davanti a degli sconosciuti, tornò al posto e si mise a smanettare con lo smartphone: era caduto nella ruzzle psicosi. Ma non si trovava lì per questo. Una timida infermiera sbucò in sala e, scusandosi per l’eccezionalità del caso, chiamò il nostro protagonista. Era una questione di priorità e non poteva attendere.
“Prego si sieda”. Viso scavato, preoccupante pallidume e mancanza di equilibrio furono le prime cose che il medico notò.
“Ho capito la situazione e ho dato la precedenza a Lei, non lo faccio mai”
“Grazie dottore, credo d’essere in procinto d’impazzire” disse stringendogli nervosamente la mano.
“Mi dica che sintomi avverte, alla sua età è insolito”
“Sento delle voci! Ovunque, sempre le stesse, che promettono grandi cose: riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, una legge sul conflitto d’interessi, condono tombale, e poi…  Senta questa: la costruzione del Ponte sullo Stretto! Ho dolore alle orecchie. E vedo la gente morta, o meglio, non proprio morta, ma quasi, che vuole governare il Paese che gestisce da anni senza dare spazio ai giovani. E poi queste voci litigano tra loro, fanno la pace, litigano di nuovo, si alleano, vogliono fare il confronto, non vogliono farlo più. Accendo la tv e sono lì, accendo la radio e sono lì. Due giorni fa giocavo con mia figlia, suona il telefono della Chicco, rispondo e mi viene offerto il rimborso della tassa Imu. Vado a lavoro e li vedo sui cartelloni pubblicitari, ritiro la posta e ci trovo le loro splendide dentiere sorridenti su mille volantini, vado al bar e ne parlano tutti. Insomma, dottore, sto morendo?”
“Ma no, perché così negativo? Trattasi di classica sindrome da campagna elettorale. Adesso vada a casa, riposi e non ci pensi più, passerà prestissimo. Il 26 febbraio dovrebbe essere totalmente guarito”.
Carlo si alzò rassicurato: “Grazie Dottor Mario, farò come dice lei” e si diresse verso la porta, quando venne stoppato: “Ah, un’ultima cosa: Monti, mi raccomando, mi chiamo Mario Monti. Cerchi di non sbagliare con quella scheda”.

photo credit: bayat via photopin cc

La verità sui politici italiani [quello che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirvi]

Vi siete mai chiesti per quale motivo vi siano sempre gli stessi politici attaccati alla poltrona?  E se la verità fosse un’altra? Grazie a fonti segretissime in questo post viene svelata la vera identità di alcuni dei personaggi cardine degli ultimi 30 anni della politica italiana (con incursioni di giornalisti o presunti tali).

Attenzione: ad alto rischio strozzaggio. Non bere o mangiare durante la lettura.

Questo è il primo post a 4 mani.  Ringrazio @ReNudo79 (su Twitter)  per l’accompagnamento nel delirio.

Berlusconi è un venditore di folletto porta a porta. Divenuto ricco dopo averne venduti 3.000 ad un vecchio malato d’Alzhaimer, viene promosso a capo area fino a diventare il responsabile marketing dell’azienda. Stanco del successo nelle aspirapolveri tenta la strada con un altro elettrodomestico: il frullatore. Un giorno mentre sperimenta una ricetta nuova (grazie ai suggerimenti di “Cucina con Ale”) sforna una roba senza sapore e senza carattere: Alfano. Scioccato per il pessimo risultato si butta sulla televisione. Per un guasto al quadro elettrico chiama un tecnico, ma dall’enel capiscono male e gli spediscono uno stalliere. L’eccessiva educazione lo costringe ad accettarlo in casa e ad offrirgli un pasto caldo per molti anni. Appassionato di Barbie, ha una collezione di 400 bambole, che darà via una volta capito che non avevano il buco sotto. Con l’obiettivo di conquistare l’universo ammorba 60 milioni di cittadini per ore finchè, durante l’ultimo contradditorio a skytg24, non esplodono i punti del lifting e si scopre la verità: è Saddam Hussein.

Bersani è una casalinga di Carpi con un disturbo della personalità che si crede Raul Casadei. Fu la prima in Italia a fare l’operazione di cambio di sesso. Ora è Raul Casadei con un disturbo della personalità e si crede il segretario di un partito anche se non ricorda sempre quale. Ex donna, ex ministro del lavoro, ex ministro dei trasporti, ex ministro dello sviluppo. Praticamente non ha mai lavorato. Famoso sia per la riga al centro che per i suoi problemi con l’alcol. La foto di lui che prepara un discorso con davanti una birra ha fatto il giro del mondo. I diritti di quell’immagine sono stati comprati dagli A.A. che ne faranno una campagna virale contro la dipendenza da alcol:
“Se non vuoi diventare come lui smetti ora!”
Il suo staff cerca di arginare il problema portando il segretario a parlare per lo più tra gli alpini e ai convegni degli ex partigiani. Dopo 5 minuti di solito sono tutti così ubriachi che nessuno si accorge di Bersani. Come il resto della sua vita.
Sarà il prossimo Premier. Ma ancora nessuno sa di quale Paese.

Monti è figlio di un pescatore di tonni e di una ballerina del Crazy Horse. Concepito durante una pausa dello spettacolo della madre nasce a Milano, dove studia presso una scuola di periferia col desiderio di arrivare molto lontano. In effetti qualche tempo dopo il suo desiderio viene esaudito e si trasferiscono a Cinisello Balsamo. Il padre intanto perde il lavoro e si ricicla come delinquente. Durante una rapina in banca chiede a Mario di fare da palo ma viene dimenticato alla cassa 1. Viene adottato dalla sede 5 della Banca popolare di Milano e giura amore eterno al bancomat all’angolo. La prima limonata è impressa nei suoi occhi: una banconota da 100mila lire nuova e croccante. Durante l’università conosce una tedesca di nome Angela e perde la verginità. Si ritroveranno qualche tempo dopo a fare il culo all’Europa.

Ingroia è un magistrato, giornalista, politico e venditore di noccioline guatemalteco. Stanco della vita stressante e dei ritmi frenetici dello stato centroamericano affitta una canoa e parte per la Giamaica. Le sue scarse capacità di navigatore lo portano invece a Palermo dove da semplice venditore di frutta secca si trova alla guida della procura. Per ironia della sorte lo mandano in Guatemala a capo di un’unità di investigazione per la lotta al narcotraffico. Al fine di tornare in Italia fonda un movimento civile. Punti cardine del programma sono la liberalizzazione della frutta secca e l’obbligo di studio delle rotte nautiche del centroamerica.

Grillo è il paziente zero di Cesare Ragazzi, nato pelato e rimasto tale fino ai 28 anni si sottopone all’intervento che prevede il trapianto dei peli del culo in testa. Operazione riuscita talmente bene da causare un’esplosione tricotica che intacca anche chi gli sta intorno: il Re Mida del capello. La sua prima parola è stata “Vaffanculo Papà”. Nasce come povero comico, vive come ricco comico. Si attiva con un Pin in dotazione a Casaleggio, santone sosia di John Lennon. Alcuni maligni ritengono che Grillo e Casaleggio siano la stessa persona, un Giano Bifronte moderno. Altri ritengono che Beppe viva nel microsistema parruccoide del santone.

D’Alema comincia a parlare in una lingua incomprensibile e viene portato via da una navicella spaziale a forma di yacht. Gli alieni iniziano a studiarlo ma dopo un paio d’ore abbandonano il corpo sul lettino per una partita all’Xbox. Si sbarazzano di lui dopo un paio di giorni e da allora vaga su Marte scrivendo lettere d’amore a Curiosity e sperando accetti un suo invito a cena.

Prodi ammette d’essere una spia del KGB e viene processato “smerciava mortadella farlocca sotto gli occhi del consorzio”. Uscito dal carcere cerca di reinventarsi in una nuova vita, si trasferisce in campagna. Adesso lo conoscete tutti come la Lola della pubblicità del latte (Oooh, è quello della sòla..) ed ogni mattina attende impaziente la mungitura del nerboruto pastore.

Bossi in realtà non ha avuto nessun ictus. É morto nel 2000 e da allora Calderoli e Borghezio lo portano in giro come nel film “Weekend con il morto”.

Il trota è uno scienziato che si finge stupido per farci sentire tutti più intelligenti, siamo delle cavie, alla fine dell’esprimento redigerà un trattato sul razzismo nei confronti dei microcefali.

Madre Teresa di Calcutta non è mai morta. Continua la sua opera sotto mentite spoglie: Borghezio

Formigoni è un fine stilista dall’etica invidiabile, infiltrato della guardia di finanza nel pirellone, combatte la corruzione dall’interno. Le sue soffiate hanno fatto arrestare moltissimi consiglieri. Si finge coglione ed amante delle vacanze a scrocco. Non è un caso se non è ancora finito dentro..

Veltroni è un congolese venuto in Italia in pedalò negli anni ’70. A donargli il colorito che porta è stata la vicinanza a Occhetto,  che farebbe ammalare e morire anche l’albero della vita. Walter torna di tanto in tanto nella sua amata Africa. Amore che non è contraccambiato, viene rimandato indietro con il gommone ogni estate.

Andreotti morì 10 anni fa, all’età di 84 anni mentre stava per recarsi in questura a dire tutto ciò che sapeva sulle stragi italiane e sulla trattativa Stato-mafia. Sfortunatamente scivolò su una caramella gommosa fatta cadere dal piccolo Matteo (divenuto poi sindaco di Firenze), battendo la testa. Quello che vediamo oggi è un ologramma perfettamente riuscito.

Fassino  Scambiato per un para spifferi sin dalla tenera età, inizia la carriera politica mimetizzandosi tra gli stuzzicadenti di un buffet al Senato.

La Russa è la 17° reincarnazione del Buddha. L’umanità ha perso la sua occasione di raggiungere il Nirvana molto tempo fa.

Gasparri è un esperimento di Mengele. Ha fatto accoppiare un camaleonte e un comodino per avere un oggetto d’arredo capace di guardare in più direzioni.

Fini ha sempre sognato di entrare nel cast di “Vendo casa disperatamente”, una volta fallito il 34esimo provino ha fatto da solo acquistando un appartamento a Montecarlo. Purtroppo prima di poter aggiungere i faretti ed un soppalco è stato sgamato dai veri conduttori che per punizione gli hanno assegnato un cognato coglione.

Vendola è nato senza difetti di pronuncia e con un’ invidiabile capacità della sintesi. Un giorno mentre giocava col cuginetto ha inghiottito una radio da 7 chili. Tutti i tentativi di estrarla sono stati inutili, venne persino fissato un montacarichi al lobo sinistro, oggi non resta che un orecchino a ricordare quella complessa operazione.

Bettino Craxi non è ancora morto, è un placido pensionato che vive a Rosarno, in inverno sfrutta dei ragazzi di colore per raccogliere le arance e nei weekend vende anduja al mercato. Ad Hammamet non ha mai messo piede per una strana allergia alle “m”. Ricorda con commozione il lancio delle monetine ed ogni tanto ripete costringendo i nipoti a lanciargli quelle di cioccolato.

Fede è Nixon che si sta vendicando con il mondo del giornalismo per lo scandalo “Watergate” cercando di minarlo dall’interno. La sua fragile psicologia è messa a dura prova ogni volta che è nei pressi di un casinò ed ha l’impulso di entrare e giocarsi tutto. Si narra che abbia barattato la propria dignità per una manciata di poche fiches nel 1963.

Maroni è nato Gennaro Esposito da una famiglia partenopea e fu adottato in tenera età da uno dei testicoli di Bossi e da qui il nuovo cognome. Tifa Napoli e si nutre solo con pizza, babà e caffè. É molto legato al proprio genitore-gonade e per non fargli un torto finge un odio viscerale per i terroni.

Scajola cerca disperatamente chi gli ha comprato casa davanti al Colosseo anni fa. Vedendo che tutte le sue ricerche sono state vane ha chiesto ed ottenuto di lavorare per il catasto. Ora vaga per i corridoi gridando “Non la voglio! Riprenditela! Pago un botto di IMU!!”. Si pensa che l’appartamento sia stato un regalo di Giovanardi che voleva così rivelargli il proprio amore omosessuale. Ma Carlo è un timidone.

Scilipoti è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. Non dotato del pollice opponibile, rappresenta in parlamento i suoi simili. Votato per alzata di banana, usa passare da un partito all’altro facendo uso di una comoda liana. Propenso a liti scenografiche bastano un paio di arachidi per farlo tornare in sè.

Tremonti in un universo parallelo ha sconfitto la crisi e creato un sistema monetario basato sullo scambio della erre moscia. Ecco perché, anche lì, è un uomo molto ricco. Nel tempo libero alleva furetti e ridipinge cessi vecchi.

Mastella è un cyborg. Ultimato nel 1976, la DC lo lancia alla conquista della camera dei deputati sperando in una nuova generazione che mandasse in pensione i dinosari della politica. Purtroppo il progetto viene accantonato alla fine degli anni 80 ma Clementex ormai gode dell’affetto dei dirigenti dello scudo crociato. Nel 1994 a causa di un corto circuito passa con Berlusconi e da allora avendo i firewall bruciati viene hackerato ad ogni elezioni e si alterna tra destra e sinistra.

Fiorito fino ai 24 anni è un gracile ragazzo della provincia romana. Poi per un problema immunitario gli si gonfiano le ossa a dismisura, facendolo passare per un falso grasso. Stanco di passare per ciò che non è decide di mangiarsi più soldi possibili per diventare un vero ciccione. Testimonial onorario della federaizione mondiale di ostriche, usa fare pediluvi di champagne e maschere al caviale. Ha passato un breve periodo in un centro di dimagrimento con le sbarre alle finestre.

Casini è uno dei Village People. Il poliziotto. Quello con i pantaloni di pelle ma con le chiappe al vento per intenderci. Basta che si tolga i baffi e ritorna ad essere un esponente del Vaticano in missione in Italia per cancellare il mondo gay, le coppie di fatto, il testamento biologico, l’8 x 1000 ad altri enti, l’Islam e il gusto pistacchio. Vive con sofferenza la doppia vita da una parte il membro di uno dei peggiori gruppi dance anni 70/80 e dall’altro uno dei peggiori esponenti della Bologna bigotta. Lo stress lo induce alle volte a cercare di soffocare una delle due realtà. Ricordiamo in tal senso il suo avvicinamento a Berlusconi nella speranza di divenire etero. Da allora colleziona vaselina.

Di Pietro, laurea honoris causa in lettere, tenta il test al MENSA. Passa a pieni voti e decide di festeggiare con un party organizzato dalla sorella Concetta: rosario di gruppo, preghiera in piscina e racconti su apparizioni mariane in costume. Durante un tuffo nella fonte benedetta perde i sensi e dimentica tutto, grammatica compresa.

Bertinotti è il fondatore di Forza Nuova. Non riuscendo ad andare oltre l’1% con il suo movimento si è fatto prestare la DeLorean da Martin McFly, è tornato indietro nel tempo ed ha affossato il comunismo in Italia.

 

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