Corea del Nord: Kim Jong Un e lo sgarro di Obama

Pezzo scritto per www.lolingtonpost.it

 

N.B.: Se state leggendo questo articolo siete sopravvissuti a un attacco nucleare. Oppure non vi è stato nessun attacco nucleare.

Mi stavo rimboccando le coperte quandoall’improvviso ho sentito notizie allarmanti ai tg: “Gli italiani non sanno dove passare le vacanze estive”. Poi, in piccolo, noto che scorre l’annuncio dell’autorizzazione da Pyongyangper l’attacco agli americani. Attacco nucleare, Signori. E si sa che i bambini amano toccare i giocattoli nuovi. Anche se pare che le loro bombe abbiano una gittata così corta che si sospetta si affidino all’ultima classificata nelle gare di lancio del giavellotto. Il leader nordcoreano Kim Jong Un, successore del padre Kim Jong II, si è trovato a gestire l’impero dopo la morte del genitore e non sa come dimostrare ai sudditi di avercelo più lungo. Ehy, niente facili battute sulle dimensioni orientali del pene! A guardarlo sembra inoffensivo come un chihuahua. Grassottello, taglio di capelli ridicolo, fattezze di un cartone animato. Chi si sognerebbe di dire: “Pikatchu ci ha dichiarato guerra?”. Infatti Obama nel frattempo parla e twitta di altro, attuando la tecnica che le tate consigliano da secoli: se il bambino fa i capricci, ignoratelo. Le cause scatenanti di questo avvertimento sono diverse:

-”Caro Obama, ho visto le ultime puntate di The Following, la trama diventa banale e tende allo sdolcinato. Ti attacco”.
-”Ti avevo detto di regalarmi il cappellino per il mio animaletto di Pet Society, Obama sei brutto e cattivo. Arriva la bomba”
-”Vorrei tanto un Mc Donald’s in Corea del Nord ma la dittatura medievale a cui sottopongo queste terre non lo permette, quindi conquisterò l’America col plutonio
-”Ho letto che in Italia vogliono proporre Prodi al Quirinale, per questo farò scoppiare il mondo, su richiesta di Cetty D.”
-”Non ho superato la fine di Desperate Housewives, non merito di vivere. E con me, altri 7 miliardi di persone!”
-”Barack, ti ho detto mille volte di non metterti occupato su WhatsApp, non mi lasci altra scelta. Cordialmente Kim”
-”Mi prendono in giro per il taglio da coglione, conquisterò il mondo e obbligherò uomini e donne allo stesso stile”.

Ma queste sono tessere di una storia che ha radici molto più lontane. Anni fa, Kim Jong Un e il padre, erano dei richiestissimi comici. Poi, con l’apertura di un blog, tutto è cambiato. La continua crescita (e non c’entra il fatto che la popolazione avesse accesso a quel solo indirizzo web) hanno instillato in Kim Senior e Jr. la voglia di creare qualcosa di grande insieme. Hanno instituito il B- Day (Bomb Day), poi è stata la volta del GangGnam Tour che ha toccato le principati città coreane, per finire con: “Apriremo gli Stati Uniti come una scatoletta di alghe!”.

Altri famosi slogan nordcoreani:
“일어나!!11!1!!” (traduzione: ”SVEGLIAAAAAAAA!!11!1!!”)
“Siete tutti americani morti!1!”
“Mandiamoli a casa degli americani!”
“Non daremo la fiducia a nessuno”
“L’avete sentito il Boom?”
“Usate la washball”
“Obama sei uno zombie1!1″
“Chi ha votato per Grasso verrà sparato sulla Corea del Sud”
“Per costruire una graziosa bomba nucleare in casa compra il mio dvd sul sito”.

Guns n’ Toys

Mi piacerebbe, ma davvero moltissimo, non essere qui a scrivere.  Perché vorrebbe dire che dall’altra parte del mondo 20 bambini sono ancora vivi nell’attesa dei regali da scartare. Ma dannazione (vorrei dire che abbiamo smesso di credere a Babbo Natale da un pezzo ma capisco sia fuori luogo) le cose sono andate diversamente ed adesso non restano che i cocci di uno Stato tanto attraente  quanto in balìa di armi ed assicurazioni sanitarie. Le stelle e strisce ci affascinano finché pensiamo ad Hollywood, ai wallmart aperti 24/7, alle maxi size di qualsiasi cosa, alle luci di Times Square, le spiagge californiane, la Route 66 ma soprattutto alla possibilità di crearsi da soli. Negli USA si respira la possibilità di farcela. Ti offre tanto, in tutti i sensi. E dà la possibilità a chiunque lo voglia di realizzare i propri sogni. E, democraticamente, dà a chiunque lo voglia di realizzare i tuoi incubi. E’ quel che è successo in una scuola del Connecticut. E non voglio vedere le foto di quei bambini, perché fa già tanto male immaginarlo quegli occhi, non è necessario spiaccicarli ovunque. E la cosa che vi fa più male è riconoscerci l’infanzia che fu, la vostra, perché in quelle facce ci rivediamo un tempo che non tornerà più. Fine, chiuso.

Eppure quella è la parte che giornali e tv preferiscono, la colonna sonora di “Every breathe you take” con 26 primi piani scorrere lentamente sullo schermo mentre analizzano minuziosamente la vita delle vittime. Purtroppo, data la giovane età non hanno trovato molto di cui raccontare. Anche se i più accaniti pare siano alla ricerca delle ecografie e, perché no, dei dettagli sul concepimento. Per non parlare del killer. Non amava farsi fotografare e non aveva facebook (conosceva Studio Aperto e la loro fissazione per questo genere di cose) quindi da 3 giorni in giro per il mondo si vede un’immagine di 6 anni fa, un ragazzino come tanti altri. Un ragazzino che una mattina ha deciso di doversi caricare l’arsenale presente in casa e dare un senso a quelle lezioni al poligono che la mamma gli aveva fatto prendere con tanto amore. E lei è stata la prima ad essere eliminata, prendiamolo per un “Grazie”.  Adesso tutti a parlare di autismo, Asperger, esperti di disturbi comportamentali che affollano i talk show e confondono la pazzia con la patologia. Come se adesso fosse colpa degli autistici e non di uno Stato che permette l’acquisto di armi da fuoco a chiunque. Uno Stato che piange, fa le veglie, nomina Dio e poi dorme con la pistola sotto al cuscino.  Ma sì, che bello creare una barriera in più ad un autistico, farlo tornare a scuola in questi giorni ed i compagni che lo guardano con sospetto “Questo ci ammazza” è davvero un’ottima mossa. Per Obama è la quarta strage da quando è in carica, ha persino imparato dopo quanti minuti è opportuno mostrare liquido dai condotti lacrimali  e quando è necessario smettere. Poi non cambia nulla, la lobby delle armi è troppo potente ed una regolamentazione più severa è auspicabile ma chissà quando realizzabile. Inoltre ogni Stato ha una legislazione a parte, quindi potrebbe essere vietato nel Connecticut ma basterebbe scegliere quale confine puntare per aggirare il problema.

Il peggio sapete qual è? Che non sarà l’ultima.

E quaggiù qualcosa che fa arrabbiare, ma soprattutto, pensare. (Per ovvie ragioni non tutte adatte al pubblico di Twitter)

C’è una cosa che unisce tutti i presidenti degli Stati Uniti: uno zerbino per la lobby delle armi sulla schiena.

Obama piange i bambini della scuola. Non saranno mai grandi per comprare una pistola.

L’America ed il mondo sono sconvolti per quanto accaduto nella scuola elementare. “Di nuovo?”.

Obama: “Ci siamo passati troppe volte”. E voi smettetela di concedergli il bis.

Newton è una tranquilla cittadina circondata da boschi dove non succede mai nulla. E’ così che iniziano tutti i film horror.

Il quadro delle indagini appare molto confuso. Un macello.

L’America è sconvolta: “Mica facile con 26 bersagli in movimento, mito!”.

Tutti gli stragisti delle scuole alla fine si suicidano. Sarebbe deplorevole dire che sono stati i cecchini.

Il killer avrebbe avuto un litigio con alcuni dipendenti il giorno prima. Permaloso.

Il killer avrebbe avuto un litigio con alcuni dipendenti il giorno prima. Sperate non abbia un gemello italiano, cari impiegati delle Poste.

Per il Papa è una “strage insensata”. Incredibile che la religione non c’entri.

La polizia ha diffuso i nomi delle vittime. Dalla A alla Z, per un totale di 315 milioni.

Il killer avrebbe imparato a sparare dalla madre. Se l’avesse risparmiata sarebbe fiera di lui.

Lanza avrebbe ucciso la madre con un’arma della sua collezione. “Anche io avrei scelto quella, campione!” le sue ultime parole.

Chi è affetto da autismo tende a ripetere sempre le stesse cose. Alla fine si scoprirà che voleva ammazzarne uno.

La strage ha toccato nel profondo gli americani. Non entreranno in armeria fino all’anno prossimo.

La strage ha scioccato gli americani. Chi l’avrebbe mai detto che un segnaposto potesse sparare?

Spunta un post in rete con elementi che sembravano preannunciare la tragedia. E’ una cartina degli USA.

Obama ha voluto scrivere da solo il suo discorso. Irriverente far notare che lui la scuola l’ha finita.

Peter Lanza: “Sono senza parole”. Quindi il ragazzo non era autistico, ma tutto suo padre.

In casa Romney pistole a mezz’asta. Analisi poco seria delle presidenziali #USA2012

Fonte: da qualche parte nel web

Dopo 17 mesi e 3 miliardi di dollari bruciati con la campagna elettorale finalmente si conosce il nome del nuovo presidente degli Stati Uniti: è il vecchio. Mesi fa si aveva l’impressione che Obama non ce la facesse, poca fiducia in lui e nel suo operato e qualche promessa non mantenuta non facevano sperare nulla di buono. In compenso non era stato coinvolto in nessuno scandalo che ne annientasse del tutto la carriera. Poi arrivò Romney, un ricchissimo americano, guerrafondaio, espressione della fetta upper class americana che guarda con la puzza sotto il naso tutti coloro che percepiscono meno di 200mila dollari l’anno.  Le gaffes continue non ne hanno migliorato l’immagine, dagli stupri che sono “volontà di Dio” per mano di un componente del suo entourage all’infelice espressione sugli americani poveri. E poi come fai a fidarti di un uomo con le basette di un colore ed i capelli di un altro? Sembra il Leoluca Orlando oltreoceano e con 50 chili di mascella.

Il circo mediatico ci ha però divertiti ed incuriositi, a partire dalle conventions con spillette, palloncini e striscioni ai look delle first lady to be.  Gli americani amano essere plateali del resto, come non menzionare i commossi sguardi di complicità tra marito e moglie sul palco (da far invidia al più bravo degli attori della Actor’s Studio), ai decantati valori della famiglia, del rispetto del prossimo e dell’uguaglianza. Il tutto pronunciato in uno Stato che mette armi nei distributori di patatine. Le dolci contraddizioni made in USA. A proposito, da quant’è che non sparano in una scuola? Non vorrei si perdesse l’abitudine (e poi ho puntato 20 euro sul college di Cincinnati).

Ad un certo punto per Obama le cose son sembrate così tragiche che temevo si procurasse un camper per girare i 50 stati americani con lo slogan “Now!” con tanto di mentore George Gory a muoverne i fili. Fortunatamente c’hanno ripensato ed hanno scelto di puntare sulle cose semplici ma che impressionano se le fa il presidente degli Stati Uniti. Tipo Obama che entra in un fast food ed ordina un panino “Oh cazzo! Anche lui mangia! I can’t believe it! OMG!!!” oppure Obama che chiama gli indecisi la notte delle elezioni. Bello mio, anche qua se sei indeciso ti telefonano per andare a votare, quindi ammetti che ti sei ispirato al modello italiano (che trova conferma nel fatto che per vincere ti sei fatto appoggiare dal boss). Scommetto che tra qualche tempo si scoprirà che ha comprato 4mila voti a Little Italy e si giustificherà dicendo: “Ma io non credevo che quei signori in gessato, col mandolino sotto braccio e la pizza tra le mani fossero italiani”.

Ma passiamo alle belle notizie: ha vinto Obama e noi come dei coglionazzi ci siamo appassionati talmente tanto che nemmeno alla recita di prima elementare del pupo.  Gli Stati che sulla cartina diventavano blu o rossi a seconda del presidente favorito, gli exit poll fatti dai colleghi di Pagnoncelli, le previsioni degli sciamani e delle fattucchiere, la lettura dei fondi di caffè, delle interiora di animali e dei tarocchi. Ma alla fine l’ha spuntata l’afroamericano nato alle Hawaii. Modestamente lo sospettavo, voglio dire, avete visto bene Romney? Uno col fucile come spazzolino del cesso, che ha 2 negri che gli lucidano il ciuffo e pasteggia con champagne e uova di rarissimo fenicottero bordeaux. Qualcuno ha detto: “Ha perso perché bianco e ricchissimo”. Secondo me invece perché stronzo e basta.

Queste elezioni ci hanno insegnato che se hai più soldi dell’altro non è detto che tu vinca per forza, che esiste l’Ohio e che alla fine chiamano i cantanti, come alle feste patronali.

PS: A proposito, mi ha chiamato la cugina da Boston e dice che loro per le primarie rimarranno svegli per restituirci il favore. Poi ha smesso di ridere e mi ha detto che ci attacchiamo al cazzo (ha detto proprio così).

Sbattutazze:

Ohio, Obama e Romney dipendono da uno Stato col nome dall’esclamazione di un fumetto.

Obama ha un +4% rispetto Romney. Anche nei sondaggi.

Battute finali per Romney. “La sapete quella del negro che voleva restare alla Casa Bianca?”

La campagna elettorale è costata tre miliardi di dollari. Vabbè, tanto poi si dichiara guerra ad un paese col petrolio.

Bill Clinton sostiene Obama, ex avversario della moglie. Per la legge “Chi è nemico del mio nemico è mio amico”.

Obama sarebbe in vantaggio in 18 Stati importanti, è bastato ricordare alle donne l’endorsement dal mondo porno.

Determinanti i risultati dell’Ohio e dell’Iowa. Cosa darei per sentire la notizia da Luca Giurato.

I due sfidanti a caccia di celebrità per lo sprint finale. Rissa tra i rispettivi staff per accaparrarsi il Mago Otelma.

L’Italia osserva con curiosità le elezioni USA: “Ma perchè votano di martedì?”

Sandy ha spostato 60 seggi elettorali negli Stati Uniti. Meno fortunato chi dovrà recarsi in mare per votare.

Stevie Wonder si schiera e suona al comizio finale di Obama. Lo aspettavano da Romney.

Obama sposa il metodo italiano e per accaparrare voti punta sul boss.

Usa 2012, una lotta sul filo di lana per i candidati. Di cotone per Obama.

Obama e Romney alla ricerca di celebrità per accaparrarsi voti. Io chiamerei Dexter, poi chi vuol capire capisce.

Queste elezioni ci hanno insegnato tanto. Come i nomi di tutti gli Stati americani.

Obama conclude il comizio con una lacrima ed aggiunge: “Fatemi vincere o Michelle mi mena, avete visto che braccia ha, vero?”

L’Africa sostiene Obama. Immaginavo.

USA 2012 “Chiunque vinca, occhio alla finanza pubblica” ha dichiarato Monti leccando la foto di Wall Street.

Obama e Romney si sono sfidati su sanità, tasse e spesa pubblica. Quando sarebbe bastato promettere big mac in omaggio per 4 anni.

Obama: “Difendo i vostri sogni!”. Ok, ma adesso puoi anche andare via, non mi piace essere guardata mentre dormo.

Obama telefona personalmente agli indecisi: “Allora, passi a fastweb?”

(Peccato non essere negli USA, passerei il tempo a chiamare tutti spacciandomi per Obama)

Pennsylvania, voti di Obama per errore a Romney. Uno dei due pagherà le conseguenze, l’altro ha già pagato.

Romney: “Avevo già scritto il discorso della vittoria”. Non male come ghost writer di Obama.

Alle urne meno bianchi, più latini, neri stabili ed un pizzico di noce moscata.

Obama è il vecchio Presidente.

Barack Obama verso la vittoria. Un chiarissimo “V’ho purgato ancora” sul suo volto

Un Kennedy torna al congresso. Morte violenta entro 3,2,1..

Prime dichiarazioni di Obama: “E adesso la Casa Bianca la ridipingo come cazzo mi pare!”

Sciamano keniota aveva previsto la vittoria di Obama leggendo le conchiglie. E se le avvicini all’orecchio senti “Yes, he won. Buy a newspaper asshole!”.

Obama riconfermato alla Casa Bianca. Stavolta potrà addirittura salire sugli stessi bus dei bianchi.

Obama rieletto alla Casa Bianca, lo attendono nuove sfide. Come far smettere di bestemmiare quel Nobel alla pace.

Romney: “Prego per il Presidente”. O almeno così ha detto a chi l’ha beccato infilare uno spillone in una bambolina nera.

Romney ha chiamato Obama cinque volte per congratularsi, le prime quattro coi singhiozzi era incomprensibile.

Romney prega per Obama affinché possa guidare al meglio la nazione. Per quanto sia possibile da un letto d’ospedale.

Romney ha ritardato a congratularsi con Obama perché sperava che il suo amico hacker potesse risolvere il gap di voti.

Obama: “Finirò quello che ho iniziato”. Se necessario usando una cannuccia in fondo a quel fottuto pozzo.

“Voglio dare ai nostri figli un’America sicura, avranno un bazooka nella culla”

«Crediamo in un’America generosa, compassionevole e tollerante». E tanto che ci sei pure sottopeso.

Obama: “Vogliamo un Paese in cui tutti possano avere accesso alle migliori scuole”. O, mal che vada, decesso.

Romney contesta l’elezione di Obama: “E adesso ricontiamo tutti i retweet”.

Romney ha ingoiato il discorso.

E comunque Romney presidente sarebbe durato meno di 48 ore, quello al primo giro sull’Air Force One avrebbe aperto il finestrino e addio.