Vivisezione della TwitStar

Uno dei grandi misteri di Twitter è la Twitstar.

Dopo uno studio durato 8 mesi, 6 settimane, 5 giorni, 4 ore e 45 minuti posso affermare di sapere cos’è una Twitstar. Partiamo dalle basi:

Etimologia del nome: Twitstar, da Twitter + Star. Stella nel cielo di Twitter. 

(I miei ricercatori ci tengono a precisare che come tutti gli studi possono esservi margini di errore, si scusano da adesso. Siate clementi.)

Come si finisce nel cielo stellato di Twitter? Twitstar è una denominazione dispregiativa? Risponderò a queste domande con ordine.

La Twitstar è una sorta di Vip di Twitter, che quasi tutti conoscono, molti seguono, tanti criticano ma di sicuro non lascia indifferente nessuno. Cosa ha fatto per meritarsi questo “successo”? Vi sono diverse correnti di pensiero, alcune credibili, altre meno.

Legenda:*=possibile **=bizzarra ***=impossibile

Sei Twitstar se:

  • superi i 1000 followers, ricevi il tesserino di Twitstar e vieni iscritto al sindacato di categoria, hai diritto a 5 giorni di vacanza la settimana ed a 100 stelline al giorno***
  • hai un numero di tweet inferiore al numero di followers, un numero di following moltiplicato per 3, 14 diviso il numero dei RT delle ultime 3 settimane***
  • hai un numero di followers esagerato per motivi sconosciuti*
  • ti sei distinto/a in qualcosa che attira l’attenzione ed accumuli followers per quello che scrivi*
  • sei un pseudo vip che frequenta il giro giusto e ti sponsorizzi a vicenda con altri pseudo vip, frequenti il Twillionaire ed hai una stella col tuo nome***
  • hai comprato un pacco di followers*
  • mostri una parte anatomica del  corpo attirando orde di maniaci/ninfomani*

Nella maggior parte dei casi il termine Twitstar viene usato con tono dispregiativo, ad indicare una persona che snobba la maggior parte degli utenti per rispondere solo a chi conosce o ad altrettante Twitstars. Twitta ma non risponde mai, segue pochissima gente e soltanto se può essergli utile. Non retwitta mai, non è interessante. Si ciba di code di topo e sangue umano, esce solo la notte, rifugge la luce del sole e pare che nasconda operai minorenni in cantina. Scrive i tweet intingendo il pollice nel veleno, possiede lingua biforcuta e occhi spiritati. Un mostro. Twitter stipendia queste figure con mille euro a tweet, quando escono per strada decine di followers li fermano per chiedere un retweet ed un autografo sul profilo, il delirio.

Essere seguiti dalla Twistar equivale alla vincita della lotteria, con tanto di caroselli intorno al palazzo, fuochi pirotecnici e festeggiamenti col parentame  intorno a due vassoi di paste. Ho visto gente snobbare il Papa e portare i figli alla Twitstar: “Mi prenda in braccio il picciriddo che facciamo una foto!”. I più organizzati stampano magliette e cappellini con lo slogan “Ma n’do vai se la Twistar non ce l’hai?”. L’ultima domenica di settembre si celebra la Twitstar,  i follower a turno la portano in spalla e chiedono la grazia di essere retwittati almeno una volta nella vita.

Non è detto che la twitstar goda di bell’aspetto, ma questo è irrilevante, i suoi Direct Messages saranno roventi da mattina a sera. Uscirci equivale a farsi largo tra i flash dei paparazzi e rispondere “No comment” a chi fa pruriginose domande. Una volta finito il flirt ci si saluta con serenità “Ci si retwitta in giro eh!”.  Pare che alcuni/e fortunate abbiano inserito nel CV questa strabiliante esperienza. E siccome ho i miei agganci vi propongo uno stralcio dell’intervista fatta all’ex di una twitstar che, per chiari motivi, preferisce mantenere l’anonimato.

Ciao, come stai?

R: Bene, grazie.

Allora, come vi siete conosciuti?

R: Lui ha iniziato a corteggiarmi col follow, poi con mazzi di retweet e scatole di menzioni. Ma si è davvero esposto con l’#FF..

Continua, per favore

R: Ero molto lusingata e gli ho mandato un DM. E’ iniziata la corrispondenza. Il mio primo ed ultimo tweet della giornata era sempre dedicato a lui.

Com’è stato incontrarlo?

R: E’ stato un vero colpo da TL!

Ed a letto, com’è messo?

R: Non ti dirò molto, però mi ha fatto vedere le stelline..

E poi, perché è finita?

R: E’ stato un lento defollow, ognuno ha iniziato a menzionare altra gente. Però siamo rimasti conoscenti, ci seguiamo in lista e lui può vedere i miei followers 2 week-end al mese.

Grazie per la tua preziosa testimonianza.

Ma è davvero così terribile la Twitstar? Diciamoci la verità: le twitstar non esistono. Ed alimentare questa “leggenda” non fa altro che creare astio e dibattiti campati sul nulla, una discussione sulla fuffa. Ci sono utenti con tanto seguito per motivi più o meno validi, ma il tasto del follow è la cosa più democratica di Twitter. Puoi decidere se leggerli o meno, non ti obbliga nessuno. Personalmente vivo Twitter come uno svago, non è un lavoro, rispondere a tutti è impossibile, ma una cosa su cui non transigo è l’educazione. Quella, almeno qui, mi piacerebbe fosse più “di moda”.

I 10 personaggi da TL: ci riconosci qualcuno?

10 personaggi da TimeLine

Dopo il successo di “I 10 tipi da Twitter che non vorresti mai incontrare”   https://itscetty.wordpress.com/2012/08/11/i-10-tipi-da-twitter-che-non-vorresti-mai-incontrare/ ecco il seguito. Sono arrivate moltissime risposte e sollecitazioni per una lista “extra”, così  ho deciso di agire come usano fare i grandi registi. Dopo il boom di un film si va di sequel. Che di solito è una cagata. Quindi questo post sarà una cagata*.  Ovviamente, sapevo di non potere includere tutto nel post precedente, ma come detto si riferiva ad esperienze personalmente accadute e di cui avrei fatto volentieri a meno. 

Stavolta è diverso: i personaggi che vado ad elencare mi sono stati per la maggior parte suggeriti da altri utenti che direttamente ne hanno avuto a che fare, io mi limito a ricamarci su.  Solo sui fotocopiatori ho una larghissima esperienza.

  1. Il Fotocopiatore: razza risalente a tempi antichissimi. Pare che l’uomo non camminasse ancora in posizione eretta, lo dimostra il ritrovamento di vari graffiti che ne denunciavano il problema nelle caverne africane. La storia narra la scoperta del fuoco come un copia copia generale, una gara continua a chi aveva il fuoco più bello, a chi l’aveva scoperto per primo, a chi sapeva accenderlo meglio. Ma, c’è un grosso MA: allora non esisteva il web, la cronologia e la ricerca avanzata. Oggi grazie a questi splendidi strumenti è possibile imbattersi in flotte di fotocopiatori. Certi tweet sono talmente belli che vanno subito condivisi (traduzione:copiati). Ovviamente non si tratta di pensieri che potrebbero venire in mente a chiunque (la famosa battuta facile per esempio) ma  richiedono una dose di originalità, una discreta cultura e delle volte una mente contorta. In un attimo il sospetto della coincidenza viene sostituito dalla certezza dello scopiazzamento.  “Perché retwittare quando posso copiare e beccarmi i complimenti di chi, ingenuo, crede sia io l’autore?”  Il fotocopiatore di solito agisce con dolo ed al solo scopo di incrementare i followers, è un mostro a sei teste che alimenta il proprio ego coi retweet.  Crogiola nei complimenti “genio!” “fantastico!” sperando di non essere mai scoperto.  Fino a quando..[vedi prossima categoria]
  2. Il M’hanno beccato: figlio della prima specie, è la fase discendente del fotocopiatore che, satollo di complimenti, vaga per twitter incurante e sprezzante del pericolo. Fin quando  gli autori originali scoprono d’essere stati scopiazzati senza pudore e armati di bombe a mano lo contattano. Le reazioni possono essere le più disparate. C’è chi fa finta di nulla e ti blocca, così se ti copia non puoi più vederlo. Ma hey! Vi svelo un segreto: basta fare il logout ed accedere da google e la TL è visibilissima a tutti. C’è chi mette il lucchetto, questa è una scelta difficile per il “M’hanno beccato”, non aumenterà facilmente i followers in questo modo, quindi deve scegliere tra la fama e la sopravvivenza. C’è chi nega, nega e nega ancora, danno la colpa al caso, e che in fondo il fatto che punti e virgole siano identiche è solo una coincidenza. E poi lui non voleva, ecco, gliel’ha detta suo cugino mentre andavano al mare e lui se l’è scritta con la sabbia sulla pelle. C’è chi ammette le proprie colpe, si cosparge il capo di cenere e promette di non farlo più. Lo si nota da lontano per il culo a strisce, quello che gli han fatto i followers che si son sentiti presi per i fondelli. Una volta reso pubblico il pentimento si noterà una drastica riduzione della qualità dei tweet.
  3. Il Finto ingenuo: sotto una finta aureola e delle ali di cartapesta si nasconde una faccia di bronzo incredibile. Il finto ingenuo è quello che copia incolla un tuo tweet ed una volta beccato si giustifica nei modi più bizzarri: “Scusa, non volevo, stavo per retwittarlo ma il gatto ha mangiato il tasto RT” oppure “Avrei tanto voluto ma se l’avessi fatto sarebbero morti 10 bambini africani” e ancora “C’è una potentissima scarica elettrica collegata al tasto RT del mio smartphone, se l’avessi premuto adesso non sarei più qui”. Poi sistematicamente rendono il profilo privato[vedi categoria extra]
  4. Il Menzionatore occulto: Pericolosissimo.  E senza palle. Il menzionatore occulto scrive di te, ti nomina(senza usare il nick) ma non lo scriverà mai direttamente a te. Non riuscirebbe a reggere il confronto. E’ come giocare da soli a Monopoli sapendo che vincerai tutto tu. E’ una sorta di asilo per adulti, nell’intervallo ci si ruba la merenda e poi si fa la spia. Si parla coi propri amichetti e ci si fanno le risatine in sottofondo, tanto quello non lo sa che sparliamo di lui. Ed invece no. Molto spesso i più temerari ti seguono e li segui, e per chi come me ha una TL scorrevole ma che si legge bene, fa caso a certe cose. Si va di defollow, lui/lei capirà perché.
  5. Le Virtual Groupies: Il solo nome terrorizzerebbe il Conte Dracula in persona ( o Sallusti, è lo stesso). Fino a pochi anni fa le trovavi solo nei forum dedicati ai loro beniamini, lì confinate nel loro spazietto di www, non davano fastidio a nessuno. Si spalleggiavano a vicenda nell’osannare il personaggio di turno. Adesso sono sbarcate anche su Twitter. Sono organizzatissime: ogni mattina una groupie si alza e sa che dovrà fare la ricerca nome per trovare tutti  tweet che nominano il suo amato, stellinare quelli che ne parlano bene, biasimare chi ne parla male e lanciare possibilmente insulti conditi da “!!!! ???? xke tu 6 invidiosa!!!!”. Le più pericolose, non ci crederete mai, sono quelle di Red Ronnie. E non sto scherzando, adesso diventa credibile anche l’esistenza di Babbo Natale. E’ stato uno shock sapere che esistono e camminano in mezzo a noi, sembra una barzelletta ma non lo è. Lo dice anche la mia psicanalista. Dimenticavo: requisito fondamentale per la groupie tipo è ignorare l’italiano base.
  6. “Perfavore un pezzo di Retweet”: Questi utenti puoi trovarli nelle stazioni di tutta Italia. Una volta imploravano per un euro oppure un pezzo di pane. Adesso si sono evoluti e chiedono un pezzo di Retweet. Si tratta di utenti nuovi nel 90% dei casi che non sanno come approcciarsi bene ma che hanno capito che il retweet dimostrerà al mondo intero che loro ce l’hanno più lungo! Sì! E allora seguiranno tutti i “tizi con tanti follouè” che magari li notano e li retwittano. Ti menzioneranno con 2-3 utenti, che se va di culo uno di quei tre accetta. Nel caso in cui la tecnica non dovesse funzionare prima ti invierà una faccina triste 😦 e poi ti dirà “sì, ma non mi retwitti”. E poi defollow, perché sei cattivo, lui voleva farti vedere che ce l’aveva davvero lungo.
  7. Gli aspiranti sessuologi: la panacea a tutti i mali è la scopata e loro lo sanno bene. La consigliano a tutti ed a tutte le ore del giorno e della notte. Quando non sai come concludere una conversazione, che sia nella vita reale o sui social, si hanno due opzioni: o dire “Sei invidioso/a!” o l’evergreen “E fattela una scopata!”.  Perché dissentire su un argomento è immediatamente collegato alla scarsa vita sessuale. Loro lo sanno, gli si accenda la spia rossa del naso come nell’Allegro Chirurgo. Probabilmente hai 3 amanti e non sai come dividerti ma ti diranno sempre e comunque che il tuo pensiero è frutto di una carente vita affettiva.
  8. Dr. Jekyll e Mr Hyde: Non fatevi confondere, nulla c’entra il famosissimo libro di Stevenson. Anche se i soggetti di cui sto per scrivere andrebbero di diritto in un manuale psichiatrico  alla voce: “Non abbiamo ancora capito come curarli”. Qui ci troviamo di fronte a gente che si sdoppia, virtualmente. La caratteristica principale è l’aura meschina che li circonda. L’utente in questione ha un account con un discreto numero di followers che utilizza per interagire e twittare, in alcuni casi anche per leccare utenti più forti, fare FF stomachevoli per averne in cambio e così via. Apparentemente normale. Ed invece no! Una volta effettuato il log out gli appare un ghigno malefico in faccia, chiaro segnale che sta per trasformarsi! Con l’account segretissimo si limita ad infastidire, scrivere, insultare e mandare a fanculo, molestare, fingersi un’altra persona.   Praticamente trolla. I motivi che lo spingono a far ciò sono noti: rabbia repressa ma soprattutto la convinzione che sia una cosa divertentissima. Lui ed il suo amico immaginario si fanno un sacco di risate!  E’ risaputo che nell’80% dei casi Dr.Jekyll e Mr Hyde attacca le famose “twitstars” e si dà man forte coi due account, imbastendo un botta e risposta infinito,  alla fine si applaude anche da solo.
  9. Il Twistars fissato: non è ancora chiaro cosa siano le twitstars e probabilmente me ne occuperò in un altro post, ho assunto 5 ricercatori per studiare il fenomeno, mi costano un occhio della testa ma ne vale la pena. E’ una matassa da sbrigliare al più presto, il mondo deve sapere di cosa si tratta. Il twistars fissato è presente in qualsiasi TL. Come evidenzia la denominazione vede twistars ovunque e ci dedica almeno un tweet al giorno, se ne lamenta, non li segue, li blocca ma ne parla. Il suo sogno nel cassetto è scoprire l’indirizzo dell’utente in questione, entrare dalla finestra di casa e bloccargli l’accesso a twitter, non contento però taglierebbe anche i fili dell’adsl, ingoierebbe eventuali chiavette internet e piscerebbe sullo smartphone. Una volta finito darebbe fuoco alla casa urlando: “This is Twistar’s death!” parafrasando il famoso film 300.  Non potendo esaudire questo desiderio si limiterà a cucire una bambolina voodoo ed a mandare maledizioni in TL. E’ possibile trovare branchi di twistars fissati fuori i bar di Twitter.
  10. Il Bastian contrario: Il nome dice tutto. Per puro spirito di trasgressione, anti conformismo o semplicemente per farsi notare amano dire il contrario di ciò che gli altri scrivono. Raramente pensa ciò che twitta e nella maggior parte dei casi è solo un: “Hey!! Cagatemi!”. Il bastian contrario si manifesta durante i grandi eventi che attirano le masse: Olimpiadi, partite importanti, eventi televisivi(vedi Sanremo), eventi politici d’interesse nazionale. Il Bastian contrario non argomenta la propria decisione, gli dà noia che tutti parlino di una cosa e basta. Quando tutti parlano delle Olimpiadi lui vorrebbe parlare della fecondazione assistita in vitro ad esempio. Se tutti guardano e commentano la partita lui si paleserà così: “Oh, ma guardate tutti la partita, e che palle, non se ne può più” oppure, se intollerante, minaccerà il defollow, con una frase originalissima: “Defollow immediato per tutti quelli che guardano xyz”. Democratico.

Categoria extra: Il faccia da culo

Incontrato da me e l’amico @RubinoMauro, il faccia da culo copia i tweet ed una volta interpellato dagli autori risponde: “Scusa ma preferisco il copia-incolla al Retweet” che non sai se stringergli la mano per il facciaculismo o assestargli una testata sul naso. La sottoscritta, che un po’ gioca a testare la spigliatezza altrui, ha chiesto al faccia di culo come facesse a scrivere tweet così interessanti. Test spigliatezza: fallito. Mi ha risposto che gli vengon naturali. Ovviamente non gli vengono naturali per niente, le aveva copiate da me e da chissà quanti altri. Esperto com’è  col copia-incolla, secondo me la faccia da culo non è nemmeno sua, l’ha copiata ad un altro.

*è un trucco, vi faccio partire con basse aspettative, così mal che vada direte: “Credevo peggio!”.