Se il PD fallisce è colpa di Twitter

Post scritto per www.lolingtonpost.it

La notizia del giorno è che una cosa che non esiste più come il PD ha dato la colpa a una cosa che non è mai esistita, vale a dire il“popolo della rete”. Secondo l’ex segretarioBersani, i tweet e i commenti avrebbero influenzato e fatto cadere in errore i parlamentari. Poi l’effetto domino ha peggiorato l’evolversi degli eventi, sapete come funzionano certe cose…

Uno schema aiuterà a capire meglio il problema:
-Scrivi un tweet
-Premi invio
-Il PD collassa

Tutto chiaro, no? Adesso quando entreremo su Facebook potremo guardarli dall’alto in basso dicendo: “E voi? Avete combinato qualcosa coi like?”. Come lo sceriffo che entra nel saloon e cattura l’attenzione degli ubriaconi al bar, con tanto di gilet in pelle e stivali borchiati da piazzare sul tavolo. Per sicurezza ho lasciato un bigliettino sul mio profilo: “Per ringraziamenti e doni rivolgersi presso @ItsCetty, si organizzano fallimenti di partito e feste di compleanno”.

Ammetto di aver chiamato subito l’avvocato, temevo un’accusa per omicidio preterintenzionale, ma fortunatamente mi ha tranquillizzata. Ci siamo solo trovati su una scena del delitto, serve semplicemente un coroner.

Se davvero Twitter fosse così determinante a quest’ora: Berlusconi sarebbe morto, Dell’Utri al 41 bis, Formigoni al reparto daltonici gravi, Gigi D’Alessio sconosciuto, Barbara D’Ursosenza uno straccio di trasmissione, Fidel Castro il nuovo Lazzaro, una rivoluzione 3 volte al dì, i talenti che fanno strada e gli incapaci che restano a casa, l’Italia piena di sola gente romantica e/o simpaticissima e Moccia idraulico. La questione è: o non ci impegniamo abbastanza, o qualcuno non ha il coraggio di dire che è colpa di chi di strategie politiche non ne aveva la minima idea. Ma magari fossimo in grado di essere così determinanti nella vita del Paese, in fondo credo voglia lusingarci, ma caro PierLuigi, tu lo sai (e anche noi) come sono andate le cose.

P.S. E adesso tutti concentrati e compatti sul PdL.

P.P.S. Gli utenti ringraziano per l’hashtag #ÈColpaDiTwitter.

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Un viaggio nella politica italiana: il treno più pazzo del mondo

Post scritto per www.lolingtonpost.it

Mi trovavo a casa, sulla poltrona in pelle spazzolata, col doppio whisky in una mano e la pipa sorretta dall’altra; i capelli arruffati e gli occhiali sulla scrivania completavano il quadretto da intellettuale chic con cane che parla 3 lingue. Fu allora che arrivò il sussulto,l’idea aveva percorso la schiena con un brivido e raggiunto la testa. Vi lascio immaginare il punto di partenza. Davvero, scrivere qualcosa d’interessante in questo periodo è sempre più difficile, esclusi i post sulla protoscienza e la criogenia che i miei colleghi hanno trattato fino allo sfinimento, ho pensato di optare per la politica. Potrei benissimo lamentarmi del periodo di stallo che il paese sta attraversando, poi penso a chi è stato più sfortunato di me: gliscandinavi per esempio. Loro sì che hanno di che biasimare le istituzioni. Nemmeno uno spunto per la satira, il pubblico sbeffeggio e il popolo che urla “buffone!” al potente di turno, per non parlare delle monetine che mai vedranno il volto di uno statista. E poi dicono che hanno un alto tasso di suicidi, e ci credo! Non ridono mai, tutto così perfetto e ineccepibile. Ora vi porterò in uno dei miei viaggi mentali frutto dell’LSD (acronimo di Lenticchie, Sedani rigati o Ditalini – a propria discrezione).
L’Italia è un grande treno di pochi vagoni, alcuni – per i ricchi – lussuosi e che procedono  con tutte le comodità del caso, altri – per gli sfigati – con  finestre tenute ferme dal bastoncino di un ghiacciolo. Il viaggio si snoda per tutta la nazione, da qui il nome “La Transitaliana”. Nome scelto con accuratezza ma che ha creato qualche inconveniente: Marrazzo chissà che cazzo ha capito e viaggia con noi.
Locomotrice: ai comandi troviamo un arzillo Napolitano che con la voce autoritaria del comunista che fu, ordina ai saggi “Più carbone miei prodi! E più veloce!”. Non sa dove sta andando, dopo i tentativi di lasciare il comando a Bersani ha pensato di fare tutto da solo. O almeno questa è l’impressione che vuole dare, il forzuto padre di famiglia che tira su le maniche e dà il proprio contributo fino alla fine, il 15 maggio.  Del resto Pierluigi li aveva mandati su un binario morto, quindi, marcia indietro e si ricomincia. Nota bene: dopo 10 giorni i saggi hanno lasciato, non ci hanno portati da nessuna parte, il carbone era di qualità pessima e il treno si sarà spostato di 20 metri. Però sapeste che gran festa quando sono scesi.
Primo vagone: Bersani. Ogni tanto sbircia i lavori della locomotiva e pensa ai giorni passati. Ha detto di non volere andare al mare e così, preso in parola, è stato invitato a unirsi al treno più pazzo del mondo. Lo riconosci perché condivide il tragitto con una birra e al telefono borbotta:“Se sono d’ostacolo, mi faccio da parte e scendo alla prossima fermata. Soccia..”. Si guarda in cagnesco col compagno Renzi. La loro è una storia complicata: prima avversari alle primarie, poi pranzo tra sorrisi e sguardi suadenti e ora di nuovo avversari. Se non lo sapessi li scambierei per una coppia che si è lasciata male.
Secondo vagone: qui ti senti un po’ disorientato, entri e noti pareti in velluto bordeaux, pali da lap dance, lustrini, tavolini da night club… Ma… Ma questo è il vagone del PDL! Come ho fatto a non capirlo prima? Una chaperon vestita della sola cravatta si avvicina, offre mentina e viagra e poi t’invita al tavolo del boss: Silvio. Dietro, a denocciolare le olive, ci sta Alfano. In fondo, vicino al bagno, una comitiva si lancia noccioline e parla di terùn e della Padania. Più in là,  una teca di vetro contiene una vecchia targa che enuncia: “La legge è uguale per tutti ma io c’ho Ghedini e voi no”; nel ripiano in basso la tazza che la Biancofiore gli regalò a Natale 2012: “Al Miglior Presidente degli ultimi 150 anni”. Dalla cappelliera si affacciano un costume da calciatore e uno da infermiera.
Terzo vagone: il benvenuto non è dei migliori “E tu chi cazzo sei? Che cazzo vuoi? Vaffanculo! Non ti piace il nostro movimento? Vaffanculo andata e ritorno!”. Non è necessario aggiungere altro, è il turno del Movimento 5 stelle. Sui tavolini solo snack bio coltivati tra un’insenatura e l’altra dei sedili ed erbette fresche raccolte alla stazione precedente. Unico vagone dotato di wi-fi e di angolo parrucco per la criniera di Casaleggio, che se ne sta in contemplazione dalle prime ore del mattino. Uno di loro ha perso il portafogli e piange in un angolo (R.B. non dirò altro per questioni di privacy). I viaggiatori non parlano tra loro, comunicano esclusivamente tramite internet. Il problema è che fanno tutto insieme e nello stesso momento. Stanno cercando di estrarli dal bagno proprio adesso. Il momento più divertente arriva quando si addormenta Crimi, ogni 20 minuti, e a turno gli si disegnano i capelli o gli si mette il rossetto.
Quarto vagone: Monti e i centristi. Tv al plasma con notizie finanziarie 24 ore su 24. Una cassaforte sostituisce il frigo bar. Mario è in disparte a leggere il Time mentre fantastica sulla dislocazione dei mobili al Quirinale. Non ha mai scambiato una parola con nessuno dalla partenza, ogni tanto alza un sopracciglio per mostrare disappunto verso i chiassosi slogan che arrivano dal terzo vagone.
Quinto vagone: i cittadini. Stretti e incazzati, chi si lamenta di un partito, chi del riscaldamento rotto, chi ha dimenticato i pannolini del figlio a casa ed è costretto a usare i fogli della Costituzione. Seduto in disparte un uomo umile e  vestito di bianco, Papa Francesco ha deciso di aggregarsi alla compagnia.  Richiestissimo quando, all’imbrunire, la gente si avvicina per sentirlo nella sua performance più famosa: “Buonasera”.
E io? Io scendo, che tanto ‘sto treno non porta da nessuna parte.

Le 7 categorie dell’elettore italiano

(Mio post per http://www.lolingtonpost.it)

 

Se n’è parlato per mesi delle elezioni 2013, abbiamo ascoltato, riso, discusso ma soprattutto ci siamo indignati. Perché l’elettore italiano medio si fa un’idea, si documenta e poi si disgusta ritraendosi in una smorfia. Capito quale, no? Distaccato, alza un sopracciglio, trae le sue conclusioni e dispensa consigli su come e dove votare, il voto utile, quello rimborsato, quello strillato, quello preciso. Di seguito una lista di comportamenti individuati dopo ripetuti appostamenti presso il seggio vicino casa e tre denunce per stalking agli scrutatori. Tranquilli, hanno deciso di ritirarle grazie alla teglia di melanzane ripiene che ho fatto trovare loro sulle urne.

I tipi di elettore:

  1. L’elettore di Monti parcheggia a 5 km dal seggio pur di non mettere l’auto in doppia fila, poi prosegue a piedi controllando, una per una,  che le auto in sosta siano dotate del tagliando a pagamento. Qualora dovesse trovare delle irregolarità provvederà, chiamando la polizia di quartiere, per sanzionare l’incivile comportamento. L’elettore di Monti, almeno una volta nella vita, farà un viaggio verso la mecca montiana: Berlino. Arrivato nella città santa si dedicherà, secondo tradizione, ai sette giri intorno alla Merkel. Il suo piatto preferito è lo strudel accompagnato con della buona birra. Ha studiato alla Bocconi e i suoi amici sono manager sparsi per il mondo, si rivedono due volte l’anno al Rotary club. L’elettore di Monti fa la croce col righello e individua l’esatto centro con l’aiuto di un goniometro.  E’ l’unico a usare ancora le monete da 1 e 2 centesimi. Ha un cane di piccola taglia a cui dà dei nomi come empatia, apatia, afasia, allergia. Approccia le donne nei locali dicendo che lo chiede l’Europa e passa all’attacco con: “Vuoi vedere come mi si alza lo spread?”. Si piazza sul pianerottolo per verificare se è vero che ti sei fatto la macchina nuova, prendendo appunti. I suoi numeri fortunati solo il 7 ed il 30. Paga il canone Rai al 31 dicembre, cosciente del fatto che sarà prorogato fino a marzo con una piccola sovrattassa.
  2. L’elettore di Berlusconi è affetto da Geppettùdine, patologia che lo porta a giustificare qualsiasi bugia del suo candidato preferito. Privo di ironia, l’Inps gli ha assegnato un accompagnatore per la spiegazione delle battute sul Pdl. Nel 70% dei casi è cattolico, prega Dio e fotte il prossimo. Ha una busta con la dicitura “Avviso importante: rimborso IMU 2012″ nella vetrinetta, tra il servizio buono e il vaso cinese. Attende il momento giusto per sventolarla davanti a uno sportello postale.  Si ciba esclusivamente di alimenti ottenuti in dono grazie alle  public relations,  roba che proviene da cesti natalizi, pasquali e campioni omaggio.  Si imbuca ai catering e la sua cena è un aperitivo da 8 euro. Però  ha una fuoriserie in leasing che riesce a malapena a pagare, prenota il privé e si brucia due mesi di lavoro. Indossa abiti aderenti che non può permettersi. Per meglio identificarsi col suo leader chiama la mamma “Rosa” e dopo la messa passa in tangenziale a raccogliere una fetta d’amore clandestino. Qualsiasi critica mossa al partito che adora riceve una posata e garbata risposta: “Sucaaaa”. Specie resistentissima a morbi, epidemie ed eventuali zombies. Esisterà finché sarà disponibile prosciutto per i suoi occhi.
  3. L’elettore di Bersani è un uomo d’altri tempi. Se t’invita fuori a cena ti consiglio d’ indossare un bustino e la cuffietta, passerà a prenderti con l’auto d’epoca che usa due volte l’anno. Vale a dire quando si concede il carnale piacere, meglio conosciuto come sesso. Attenzione donna, l’elettore di Bersani non ha ancora scoperto i contraccettivi, prendi le dovute precauzioni.  Cattolico di ritorno dopo un periodo di ribellione (quindi anche se li conosce, non li usa) ha da tempo eliminato dalla dieta i bambini di cui molti lo accusano d’esser ghiotto. Causa dei continui rotolamenti di Marx, il bersaniano è abitudinario, solitamente dipendente pubblico annoiato dalla routine. Il massimo della trasgressione risale a quella volta che, nel 1989, entrò al cinema senza pagare il biglietto. Ha aperto una ditta di “Posizionamento tacchini sui tetti” che va a gonfie vele. Purtroppo anche il tranquillo elettore di Bersani ha le sue macchie: condannato a tre mesi per la rissa causata al Conad di Sesto Fiorentino, quando dopo ripetuti “Ma no, prego, passi Lei. La prego, passi pure” ricevette un pugno, a cui reagì. Rassicurante come un nonno.
  4. L’elettore di Grillo è il testimone di Geova 2.0, si organizza in gruppi con la missione di fare almeno 10 nuovi proseliti sul web. Alla digitazione di Gri…  sarà già lì a risponderti che il suo candidato è il nuovo Messia, che ha ragione e “Che cazzo vuoi tu? SERVOOOOOOOO!!!!!!!”. Utilizzatore del caps lock in quantità, appassionato del punto esclamativo, si distingue per la diplomazia con cui esprime gli elaborati concetti a favore del programma del movimento. Tossisce quando tossisce Beppe, salta quando salta Beppe. Sul comodino ha sostituto alla foto del matrimonio, quella di Grillo e Casaleggio. Utilizza proteine per capelli, il tutto finalizzato alla crescita di una folta capigliatura, elemento caratterizzante il grillino doc. Se una cosa è scritta su internet, è tassativamente vera. Se una cosa è scritta su internet da Grillo, è legge. L’elettore grillino è una mutazione dell’elettore berlusconiano, non ancora chiarito se evoluzione o involuzione. Uscito dal coma dopo anni vuole dire la sua su tutto: le banche, la politica, la salute, la natura, i fiocchi rossi e gli ombrelli a pois.
  5. L’elettore di Giannino proviene da una capsula del 18° secolo, catapultato in un’Italia piena di corruzione, nepotismo, qualunquismo e fannulloni. Modifica il profilo facebook e twitter aggiungendo al proprio nome “X FARE”, di modo che i suoi colleghi possano riconoscerlo e appoggiare qualsiasi pixel prodotto dal suddetto. Apprezza il gusto raffinato di Oscar e soprassiede quella storiaccia delle lauree inventate. E su quella dello Zecchino d’Oro, in fondo a chi vuoi che importi cosa dice Mago Zurlì? Un invidioso che ambisce al guardaroba del leader. Indossa una maglietta con su scritto “Zingales infame” e tifa per la squadra di football del Chicago. Insolitamente educato, viene sbeffeggiato dai sostenitori degli altri partiti perché crede in cose inventate come Harry potter, Narnia, la meritocrazia e la cultura.
  6. L’elettore di Ingroia è l’unico ad essere riuscito a seguire un comizio del Pm, per un totale di 679 sbuffi, 298 occhi al cielo e 200 sbadigli. Conosce il numero di abitanti per metro quadro del Guatemala, poi aggiunge: “Ma dove minchia si trova?”. Non ha ancora capito il programma del partito, in realtà non l’ha ascoltato perché Ingroia non è mai andato oltre il punto 1. L’ingroiano crede alla versione eroe del Pm ed è per questo che, detonatore e polvere alla mano, cerca di realizzargli il sogno di diventare il secondo Falcone. Inoltre, pare sappia cosa diceva Borsellino della Boccassini.
  7. L’elettore di Vendola è determinato, frequenta i centri sociali, mangia solo cibi equo solidali ed acquista rigorosamente abiti di seconda mano. Ha ascoltato tutti i comizi di Vendola, è gentile, si confronta con educazione ed è sordo.

Menzione speciale, fuori categoria:

L’astenuto è un ex amante della politica, uno di quelli che guardava tutte le tribune politiche ed esibiva tronfio la spilletta del partito.  Si piazza dietro la tenda in pizzo della finestra e spia quei poveretti che, saltellando, si recano al seggio. Borbotta qualcosa e inveisce contro la classe dirigente, la sfortuna, la vita, l’Italia, la Costituzione, la geografia e il compito in classe in cui prese F in quarta ginnasio. Minaccia di recarsi al municipio per consegnare la tessera elettorale. La colonna sonora de “Il gladiatore” gli fa compagnia mentre l’impiegato in lacrime lo scongiura di non rinunciare al proprio diritto. E lui, con sguardo sprezzante: “NO! Rinuncio!” e una risata diabolica finale. O almeno, così immagina.  In realtà: “Voglio restituire la mia tessera elettorale” – “Ok, la metta lì. Arrivederci”.

Rinunciare al voto non è un dispetto ai politici ma la rinuncia di un diritto. Anche di lamentela.

Ritorno al passato. #Berlusconi è una DeLorean

Ci siamo. Dicembre, 2012.  Tutti a parlare da 6 mesi dei Maya e della fine del mondo. Sono riusciti a far discutere del loro calendario più di quello della Ferilli e della Marcuzzi dei tempi d’oro, quando ancora non frequentava e figliava con capitan uncino.  La verità è che ci sperate nella fine del mondo, il 17  scade la terza rata finale dell’Imu, il 24 l’ansia da consegna regali al marito/moglie o fidanzato/fidanzata, il 25 arrivano i pranzi coi parenti che vedi solo una volta l’anno e che ti sommergono di domande con tanto di luce puntata in faccia, e poi l’organizzazione del capodanno, le mutande rosse o porta male, il “tromba mi raccomando, che si sa..chi non lo fa a Capodanno..ahahahah!” e non dimenticare le lenticchie che portano tanti soldi! E invece ve li beccate anche quest’anno, mettetevi il cuore in pace, verrete risucchiati dal fantasma del consumismo: file nei negozi, file nei parcheggi, file alla cassa del supermercato e poi via ad accumulare calorie in esubero che alimenteranno il senso di colpa spingendovi a rinnovare l’abbonamento annuale in palestra “Che tanto risparmio” anche se poi sapete benissimo che varcherete quella soglia 5 volte la prima settimana e poi mai più. E rewind. 

E adesso passiamo alle brutte notizie.  Pare che Berlusconi stia tirando fuori una scusa dopo l’altra pur di tornare in mezzo agli zebedei:

  • L’Italia ha bisogno di me
  • Non posso lasciarla sul baratro
  • Me lo chiede la gente, i miei spingono per il mio ritorno
  • Vi odio ed amo farvi soffrire
  • Odio voi, ma un po’ di più Alfano
  • Non sono un anziano che si accontenta di guardare i lavori in corso dei cantieri. Preferisco stare a capo di un Paese senza lavoro
  • Mi manca il lettone di Putin
  • Sono pazzo

Indovinare le dichiarazioni vere, verosimili, false. Spoiler: non ce ne sono di false, al massimo “non diffondibili”.

E mentre i candidati alle primarie PDL si rotolavano nel letto in preda ai crampi, nelle prime ore del mattino Passera al programma del buon Vianello, Agorà, diceva la propria sul possibile ritorno del Cavaliere. Quale miglior occasione per prendere la palla al balzo e togliere la fiducia al Governo Monti? Gasparri, capogruppo PDL in Senato annuncia che non voteranno il decreto sviluppo. Il PD invita Monti a recarsi al Colle.

Chi ricorda il gioco della sedia? Si ballava intorno a delle sedie, in numero sempre inferiore ai partecipanti, alla fine della musica chi restava in piedi era fuori. Ecco, la politica è un gigantesco gioco della sedia. Ci sta questa sontuosa poltrona da premier che va fatta sgomberare al più presto di modo che inizino le danze della campagna elettorale, dei comizi, della destra e della sinistra, della finta destra e della finta sinistra, delle bandierine che passano da un partito all’altro in base a chi offre un assegno con più zeri.  Che in fondo siamo davvero bravi ad organizzare il circo. E gli spettatori sono sempre gli stessi, come le bestie che si esibiscono.

Berlusconi: “Il Paese è sul baratro, non posso consentirlo”.  Preferisce in alto mare.

Immagino il ritorno di Berlusconi come un trailer cinematografico, musiche spaventose ed una scritta “He’s back”. Presto nelle vostre case.
Occhi sgranati, gente terrorizzata per strada, paura di non farcela. É “The Berlusconi Witch Project”.

Col ritorno di Berlusconi migliaia di italiani fanno propria la richiesta di Sallusti: “Voglio il carcere”.

La cosa peggiore della crisi del Governo Monti è che inizia con una dichiarazione di Gasparri. GASPARRI.

Egocentrici, tutti a dire la propria sul ritorno di Berlusconi. E da qualche parte Alfano piange nell’angolo di una cuccia.

Quindi tornerà per salvarci. Silvio è il Messia.

“Torni presto!” magari gliel’ha detto il panettiere e lui ha frainteso.

Tweets del 3 agosto: La Crociera dell’anno.

Cosa è successo oggi

Vendola terrorizza i militanti, Il Giornale organizza una crociera imperdibile, gli italiani non hanno soldi per le vacanze, Pippo Baudo non ha preso le pillole.

  • Videolettera di Vendola ai militanti. Si registrano 5 in coma vigile, 10 morti di sonno e 2 feriti da termini aulici.
  • Settima giornata di Olimpiadi, tocca all’atletica. Favoriti gli italiani nei salti mortali#Londra2012
  • A settembre partirà la crociera de “Il Giornale”, a bordo Berlusconi. 60milioni di italiani rivalutano l’utilità sociale di Schettino.
  • Dal 15 al 22 settembre partirà la crociera con Berlusconi. Stiamo organizzando una colletta per l’acquisto di un iceberg. Siate generosi.
  • Draghi gela i mercati. E pensare che un tempo li infiammava #BCE
  • Domiciliari negati, #Lusi resta al fresco. Con questo caldo lo invidio.
  • Il Giornale propone ai lettori una crociera con Sallusti e Berlusconi. Interessante, il duplice omicidio è compreso nel prezzo?
  • Vacanze, 30 milioni di italiani non lasceranno le loro case. I ladri organizzeranno un sit-in di protesta domani a Milano.
  • Genova, Consigliera grillina arrestata per spaccio di droga. Movimento a 5 sballi.
  • Sassari, medici picchiavano malati di Alzheimer. Sassari, medici picchiavano malati di Alzheimer.
  • Mi piacerebbe che le medaglie fossero di cioccolato per vedere la faccia che fanno quando, mordendola, gli rimane in bocca #Londra2012
  • Mike Tyson presenta il film documentario sulla sua vita. Durante la proiezione si potrà sgranocchiare l’orecchio del vicino.
  • Baudo: “Il PD mi vuole Governatore della Sicilia”. Sarebbe capace di dire che l’ha scoperta lui.
  • Se Pippo Baudo ha rifiutato le avances di Sharon Stone non può accettare quelle di Bersani. Per una questione di gusti almeno.