Se il PD fallisce è colpa di Twitter

Post scritto per www.lolingtonpost.it

La notizia del giorno è che una cosa che non esiste più come il PD ha dato la colpa a una cosa che non è mai esistita, vale a dire il“popolo della rete”. Secondo l’ex segretarioBersani, i tweet e i commenti avrebbero influenzato e fatto cadere in errore i parlamentari. Poi l’effetto domino ha peggiorato l’evolversi degli eventi, sapete come funzionano certe cose…

Uno schema aiuterà a capire meglio il problema:
-Scrivi un tweet
-Premi invio
-Il PD collassa

Tutto chiaro, no? Adesso quando entreremo su Facebook potremo guardarli dall’alto in basso dicendo: “E voi? Avete combinato qualcosa coi like?”. Come lo sceriffo che entra nel saloon e cattura l’attenzione degli ubriaconi al bar, con tanto di gilet in pelle e stivali borchiati da piazzare sul tavolo. Per sicurezza ho lasciato un bigliettino sul mio profilo: “Per ringraziamenti e doni rivolgersi presso @ItsCetty, si organizzano fallimenti di partito e feste di compleanno”.

Ammetto di aver chiamato subito l’avvocato, temevo un’accusa per omicidio preterintenzionale, ma fortunatamente mi ha tranquillizzata. Ci siamo solo trovati su una scena del delitto, serve semplicemente un coroner.

Se davvero Twitter fosse così determinante a quest’ora: Berlusconi sarebbe morto, Dell’Utri al 41 bis, Formigoni al reparto daltonici gravi, Gigi D’Alessio sconosciuto, Barbara D’Ursosenza uno straccio di trasmissione, Fidel Castro il nuovo Lazzaro, una rivoluzione 3 volte al dì, i talenti che fanno strada e gli incapaci che restano a casa, l’Italia piena di sola gente romantica e/o simpaticissima e Moccia idraulico. La questione è: o non ci impegniamo abbastanza, o qualcuno non ha il coraggio di dire che è colpa di chi di strategie politiche non ne aveva la minima idea. Ma magari fossimo in grado di essere così determinanti nella vita del Paese, in fondo credo voglia lusingarci, ma caro PierLuigi, tu lo sai (e anche noi) come sono andate le cose.

P.S. E adesso tutti concentrati e compatti sul PdL.

P.P.S. Gli utenti ringraziano per l’hashtag #ÈColpaDiTwitter.

Un viaggio nella politica italiana: il treno più pazzo del mondo

Post scritto per www.lolingtonpost.it

Mi trovavo a casa, sulla poltrona in pelle spazzolata, col doppio whisky in una mano e la pipa sorretta dall’altra; i capelli arruffati e gli occhiali sulla scrivania completavano il quadretto da intellettuale chic con cane che parla 3 lingue. Fu allora che arrivò il sussulto,l’idea aveva percorso la schiena con un brivido e raggiunto la testa. Vi lascio immaginare il punto di partenza. Davvero, scrivere qualcosa d’interessante in questo periodo è sempre più difficile, esclusi i post sulla protoscienza e la criogenia che i miei colleghi hanno trattato fino allo sfinimento, ho pensato di optare per la politica. Potrei benissimo lamentarmi del periodo di stallo che il paese sta attraversando, poi penso a chi è stato più sfortunato di me: gliscandinavi per esempio. Loro sì che hanno di che biasimare le istituzioni. Nemmeno uno spunto per la satira, il pubblico sbeffeggio e il popolo che urla “buffone!” al potente di turno, per non parlare delle monetine che mai vedranno il volto di uno statista. E poi dicono che hanno un alto tasso di suicidi, e ci credo! Non ridono mai, tutto così perfetto e ineccepibile. Ora vi porterò in uno dei miei viaggi mentali frutto dell’LSD (acronimo di Lenticchie, Sedani rigati o Ditalini – a propria discrezione).
L’Italia è un grande treno di pochi vagoni, alcuni – per i ricchi – lussuosi e che procedono  con tutte le comodità del caso, altri – per gli sfigati – con  finestre tenute ferme dal bastoncino di un ghiacciolo. Il viaggio si snoda per tutta la nazione, da qui il nome “La Transitaliana”. Nome scelto con accuratezza ma che ha creato qualche inconveniente: Marrazzo chissà che cazzo ha capito e viaggia con noi.
Locomotrice: ai comandi troviamo un arzillo Napolitano che con la voce autoritaria del comunista che fu, ordina ai saggi “Più carbone miei prodi! E più veloce!”. Non sa dove sta andando, dopo i tentativi di lasciare il comando a Bersani ha pensato di fare tutto da solo. O almeno questa è l’impressione che vuole dare, il forzuto padre di famiglia che tira su le maniche e dà il proprio contributo fino alla fine, il 15 maggio.  Del resto Pierluigi li aveva mandati su un binario morto, quindi, marcia indietro e si ricomincia. Nota bene: dopo 10 giorni i saggi hanno lasciato, non ci hanno portati da nessuna parte, il carbone era di qualità pessima e il treno si sarà spostato di 20 metri. Però sapeste che gran festa quando sono scesi.
Primo vagone: Bersani. Ogni tanto sbircia i lavori della locomotiva e pensa ai giorni passati. Ha detto di non volere andare al mare e così, preso in parola, è stato invitato a unirsi al treno più pazzo del mondo. Lo riconosci perché condivide il tragitto con una birra e al telefono borbotta:“Se sono d’ostacolo, mi faccio da parte e scendo alla prossima fermata. Soccia..”. Si guarda in cagnesco col compagno Renzi. La loro è una storia complicata: prima avversari alle primarie, poi pranzo tra sorrisi e sguardi suadenti e ora di nuovo avversari. Se non lo sapessi li scambierei per una coppia che si è lasciata male.
Secondo vagone: qui ti senti un po’ disorientato, entri e noti pareti in velluto bordeaux, pali da lap dance, lustrini, tavolini da night club… Ma… Ma questo è il vagone del PDL! Come ho fatto a non capirlo prima? Una chaperon vestita della sola cravatta si avvicina, offre mentina e viagra e poi t’invita al tavolo del boss: Silvio. Dietro, a denocciolare le olive, ci sta Alfano. In fondo, vicino al bagno, una comitiva si lancia noccioline e parla di terùn e della Padania. Più in là,  una teca di vetro contiene una vecchia targa che enuncia: “La legge è uguale per tutti ma io c’ho Ghedini e voi no”; nel ripiano in basso la tazza che la Biancofiore gli regalò a Natale 2012: “Al Miglior Presidente degli ultimi 150 anni”. Dalla cappelliera si affacciano un costume da calciatore e uno da infermiera.
Terzo vagone: il benvenuto non è dei migliori “E tu chi cazzo sei? Che cazzo vuoi? Vaffanculo! Non ti piace il nostro movimento? Vaffanculo andata e ritorno!”. Non è necessario aggiungere altro, è il turno del Movimento 5 stelle. Sui tavolini solo snack bio coltivati tra un’insenatura e l’altra dei sedili ed erbette fresche raccolte alla stazione precedente. Unico vagone dotato di wi-fi e di angolo parrucco per la criniera di Casaleggio, che se ne sta in contemplazione dalle prime ore del mattino. Uno di loro ha perso il portafogli e piange in un angolo (R.B. non dirò altro per questioni di privacy). I viaggiatori non parlano tra loro, comunicano esclusivamente tramite internet. Il problema è che fanno tutto insieme e nello stesso momento. Stanno cercando di estrarli dal bagno proprio adesso. Il momento più divertente arriva quando si addormenta Crimi, ogni 20 minuti, e a turno gli si disegnano i capelli o gli si mette il rossetto.
Quarto vagone: Monti e i centristi. Tv al plasma con notizie finanziarie 24 ore su 24. Una cassaforte sostituisce il frigo bar. Mario è in disparte a leggere il Time mentre fantastica sulla dislocazione dei mobili al Quirinale. Non ha mai scambiato una parola con nessuno dalla partenza, ogni tanto alza un sopracciglio per mostrare disappunto verso i chiassosi slogan che arrivano dal terzo vagone.
Quinto vagone: i cittadini. Stretti e incazzati, chi si lamenta di un partito, chi del riscaldamento rotto, chi ha dimenticato i pannolini del figlio a casa ed è costretto a usare i fogli della Costituzione. Seduto in disparte un uomo umile e  vestito di bianco, Papa Francesco ha deciso di aggregarsi alla compagnia.  Richiestissimo quando, all’imbrunire, la gente si avvicina per sentirlo nella sua performance più famosa: “Buonasera”.
E io? Io scendo, che tanto ‘sto treno non porta da nessuna parte.

Elogio di Bersani

(Mio post per http://www.Lolingtonpost.it)

“Non la ricordavamo così accomodante” The New York Times
“Ha ceduto alle tangenti e adesso è più ossequiosa di Mollica” The Telegraph
“Si è venduta, scandalo! Tutto sul prossimo numero” TIME
“Sono profondamente deluso, la leggevo con dedizione” David Letterman
“Ora che è cambiata la voglio tra i miei” Bruno Vespa
Non fermatevi alle prime 4 righe come hanno fatto loro, non mi venderei nemmeno per mille miliardi di euro (si fa per dire, fornisco IBAN in privato).

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Eccovi un personaggio che ha dato lustro alla letteratura delle metafore, che verrà studiato tra cento anni in tutti i migliori licei europei per la sua irriverenza, il carisma e per il suadente potere presso le masse.  Un uomo che è riuscito nell’impossibile, ha sollevato tacchini sui tetti come fossero passeri, bevuto birre in solitudine col sex appeal di James Dean, rimandato al mittente la bizzarra idea di un ricambio generazionale con Matteo Renzi.  “Ma siam passi?” deve aver esclamato quando la possibilità del toscano  a capo del PD diventava sempre più reale. In fondo non ha nemmeno tutti i capelli bianchi, i denti sembrano essere i suoi, e non necessita di un respiratore artificiale come i colleghi parlamentari.  E poi cos’è questa mania di cercare i pregi alla gente? Guardiamo i non difetti: mai ricevuto una casa a sua insaputa, mai organizzato festini con minorenni, né occupato un intero reparto ospedaliero per accertamenti o coperto buchi di miliardi di euro della banca più antica del mondo per poi fingere indifferenza. Ah no, forse l’ultimo punto è da perfezionare, ma non soffermiamoci sui dettagli.  Per non parlare del brevetto da bagnino che gli è stato utile per la  respirazione bocca a bocca a figure politiche che credevamo accantonate per sempre, ma che in realtà non sono mai state più di tre passi lontano dallo scranno del potere. In una parola sola: Prodi.

Raccattatore di peluche in polverosi programmi televisivi  e mittente di lettere che non trattano  rimborsi tasse. Una figura fondamentale nella regione natìa, al pari del venditore di piade.  Indimenticabile la sua performance al confronto pre-primarie, il comunista meno comunista della storia, ha esaltato un Papa e dissotterrato Marx, che da allora vaga piangendo tra le lapidi.

E che sarà mai se poi twitta una foto di Piazza Duomo stracolma che non corrisponde alla realtà? Si sarà confuso. Stava lì, tra le immagini della Giornata mondiale della gioventù  e quelle del funerale del Che. Non l’ha fatto apposta, e se credete che sia stato studiato ad hoc per mascherare una partecipazione più magra del previsto alla manifestazione del PD, beh, siete delle brutte persone.  Voglio infine spendere due parole sulle malelingue che lo hanno definito poco presente durante questa campagna elettorale, che con pure spirito polemico hanno alluso ad un suo cullarsi sui sondaggi che lo vedevano in netto vantaggio. Vi sbagliate, mentre gli altri si spendevano in tv, radio e cartaceo inflazionando la propria immagine, lui, il nostro eroe, distillava la propria presenza su volantini inviati via fax, annunci via grammofono e spot elettorali in codice morse.  Tecnica vecchia direbbe qualcuno senza tatto, si dice “vintage”.

 

(foto di http://www.flickr.com/photos/fabiovenni)

Vedo la gente quasi morta

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(ho deciso di importare qui i post che scriverò per il Lolingtonpost. A proposito, sapete cos’è? Un blog collettivo fondato dalla sottoscritta insieme ad altri 8 bravi ragazzi. A turni scriviamo post per farvi ridere, riflettere ed incazzare)

–> LolingtonPost

Era un pomeriggio di febbraio, arrivare in quello studio con la neve aveva comportato qualche disagio in più, oltre al consueto traffico, ma doveva sapere cosa gli stava succedendo. Quei sintomi erano strani, al limite della schizofrenia, e Carlo non poteva permettersi d’impazzire a 38 anni.

Così bussò e ci trovò una dozzina di pazienti in attesa. In questi casi la scocciatura è una sola: gli altri hanno già preso la rivista più interessante e a te non resta altro che un numero di 6 mesi fa di “Chi”. Si alzò per prenderlo ma una punta di orgoglio lo fermò prima dell’irreparabile, non poteva sputtanarsi davanti a degli sconosciuti, tornò al posto e si mise a smanettare con lo smartphone: era caduto nella ruzzle psicosi. Ma non si trovava lì per questo. Una timida infermiera sbucò in sala e, scusandosi per l’eccezionalità del caso, chiamò il nostro protagonista. Era una questione di priorità e non poteva attendere.
“Prego si sieda”. Viso scavato, preoccupante pallidume e mancanza di equilibrio furono le prime cose che il medico notò.
“Ho capito la situazione e ho dato la precedenza a Lei, non lo faccio mai”
“Grazie dottore, credo d’essere in procinto d’impazzire” disse stringendogli nervosamente la mano.
“Mi dica che sintomi avverte, alla sua età è insolito”
“Sento delle voci! Ovunque, sempre le stesse, che promettono grandi cose: riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, una legge sul conflitto d’interessi, condono tombale, e poi…  Senta questa: la costruzione del Ponte sullo Stretto! Ho dolore alle orecchie. E vedo la gente morta, o meglio, non proprio morta, ma quasi, che vuole governare il Paese che gestisce da anni senza dare spazio ai giovani. E poi queste voci litigano tra loro, fanno la pace, litigano di nuovo, si alleano, vogliono fare il confronto, non vogliono farlo più. Accendo la tv e sono lì, accendo la radio e sono lì. Due giorni fa giocavo con mia figlia, suona il telefono della Chicco, rispondo e mi viene offerto il rimborso della tassa Imu. Vado a lavoro e li vedo sui cartelloni pubblicitari, ritiro la posta e ci trovo le loro splendide dentiere sorridenti su mille volantini, vado al bar e ne parlano tutti. Insomma, dottore, sto morendo?”
“Ma no, perché così negativo? Trattasi di classica sindrome da campagna elettorale. Adesso vada a casa, riposi e non ci pensi più, passerà prestissimo. Il 26 febbraio dovrebbe essere totalmente guarito”.
Carlo si alzò rassicurato: “Grazie Dottor Mario, farò come dice lei” e si diresse verso la porta, quando venne stoppato: “Ah, un’ultima cosa: Monti, mi raccomando, mi chiamo Mario Monti. Cerchi di non sbagliare con quella scheda”.

photo credit: bayat via photopin cc

La verità sui politici italiani [quello che nessuno ha mai avuto il coraggio di dirvi]

Vi siete mai chiesti per quale motivo vi siano sempre gli stessi politici attaccati alla poltrona?  E se la verità fosse un’altra? Grazie a fonti segretissime in questo post viene svelata la vera identità di alcuni dei personaggi cardine degli ultimi 30 anni della politica italiana (con incursioni di giornalisti o presunti tali).

Attenzione: ad alto rischio strozzaggio. Non bere o mangiare durante la lettura.

Questo è il primo post a 4 mani.  Ringrazio @ReNudo79 (su Twitter)  per l’accompagnamento nel delirio.

Berlusconi è un venditore di folletto porta a porta. Divenuto ricco dopo averne venduti 3.000 ad un vecchio malato d’Alzhaimer, viene promosso a capo area fino a diventare il responsabile marketing dell’azienda. Stanco del successo nelle aspirapolveri tenta la strada con un altro elettrodomestico: il frullatore. Un giorno mentre sperimenta una ricetta nuova (grazie ai suggerimenti di “Cucina con Ale”) sforna una roba senza sapore e senza carattere: Alfano. Scioccato per il pessimo risultato si butta sulla televisione. Per un guasto al quadro elettrico chiama un tecnico, ma dall’enel capiscono male e gli spediscono uno stalliere. L’eccessiva educazione lo costringe ad accettarlo in casa e ad offrirgli un pasto caldo per molti anni. Appassionato di Barbie, ha una collezione di 400 bambole, che darà via una volta capito che non avevano il buco sotto. Con l’obiettivo di conquistare l’universo ammorba 60 milioni di cittadini per ore finchè, durante l’ultimo contradditorio a skytg24, non esplodono i punti del lifting e si scopre la verità: è Saddam Hussein.

Bersani è una casalinga di Carpi con un disturbo della personalità che si crede Raul Casadei. Fu la prima in Italia a fare l’operazione di cambio di sesso. Ora è Raul Casadei con un disturbo della personalità e si crede il segretario di un partito anche se non ricorda sempre quale. Ex donna, ex ministro del lavoro, ex ministro dei trasporti, ex ministro dello sviluppo. Praticamente non ha mai lavorato. Famoso sia per la riga al centro che per i suoi problemi con l’alcol. La foto di lui che prepara un discorso con davanti una birra ha fatto il giro del mondo. I diritti di quell’immagine sono stati comprati dagli A.A. che ne faranno una campagna virale contro la dipendenza da alcol:
“Se non vuoi diventare come lui smetti ora!”
Il suo staff cerca di arginare il problema portando il segretario a parlare per lo più tra gli alpini e ai convegni degli ex partigiani. Dopo 5 minuti di solito sono tutti così ubriachi che nessuno si accorge di Bersani. Come il resto della sua vita.
Sarà il prossimo Premier. Ma ancora nessuno sa di quale Paese.

Monti è figlio di un pescatore di tonni e di una ballerina del Crazy Horse. Concepito durante una pausa dello spettacolo della madre nasce a Milano, dove studia presso una scuola di periferia col desiderio di arrivare molto lontano. In effetti qualche tempo dopo il suo desiderio viene esaudito e si trasferiscono a Cinisello Balsamo. Il padre intanto perde il lavoro e si ricicla come delinquente. Durante una rapina in banca chiede a Mario di fare da palo ma viene dimenticato alla cassa 1. Viene adottato dalla sede 5 della Banca popolare di Milano e giura amore eterno al bancomat all’angolo. La prima limonata è impressa nei suoi occhi: una banconota da 100mila lire nuova e croccante. Durante l’università conosce una tedesca di nome Angela e perde la verginità. Si ritroveranno qualche tempo dopo a fare il culo all’Europa.

Ingroia è un magistrato, giornalista, politico e venditore di noccioline guatemalteco. Stanco della vita stressante e dei ritmi frenetici dello stato centroamericano affitta una canoa e parte per la Giamaica. Le sue scarse capacità di navigatore lo portano invece a Palermo dove da semplice venditore di frutta secca si trova alla guida della procura. Per ironia della sorte lo mandano in Guatemala a capo di un’unità di investigazione per la lotta al narcotraffico. Al fine di tornare in Italia fonda un movimento civile. Punti cardine del programma sono la liberalizzazione della frutta secca e l’obbligo di studio delle rotte nautiche del centroamerica.

Grillo è il paziente zero di Cesare Ragazzi, nato pelato e rimasto tale fino ai 28 anni si sottopone all’intervento che prevede il trapianto dei peli del culo in testa. Operazione riuscita talmente bene da causare un’esplosione tricotica che intacca anche chi gli sta intorno: il Re Mida del capello. La sua prima parola è stata “Vaffanculo Papà”. Nasce come povero comico, vive come ricco comico. Si attiva con un Pin in dotazione a Casaleggio, santone sosia di John Lennon. Alcuni maligni ritengono che Grillo e Casaleggio siano la stessa persona, un Giano Bifronte moderno. Altri ritengono che Beppe viva nel microsistema parruccoide del santone.

D’Alema comincia a parlare in una lingua incomprensibile e viene portato via da una navicella spaziale a forma di yacht. Gli alieni iniziano a studiarlo ma dopo un paio d’ore abbandonano il corpo sul lettino per una partita all’Xbox. Si sbarazzano di lui dopo un paio di giorni e da allora vaga su Marte scrivendo lettere d’amore a Curiosity e sperando accetti un suo invito a cena.

Prodi ammette d’essere una spia del KGB e viene processato “smerciava mortadella farlocca sotto gli occhi del consorzio”. Uscito dal carcere cerca di reinventarsi in una nuova vita, si trasferisce in campagna. Adesso lo conoscete tutti come la Lola della pubblicità del latte (Oooh, è quello della sòla..) ed ogni mattina attende impaziente la mungitura del nerboruto pastore.

Bossi in realtà non ha avuto nessun ictus. É morto nel 2000 e da allora Calderoli e Borghezio lo portano in giro come nel film “Weekend con il morto”.

Il trota è uno scienziato che si finge stupido per farci sentire tutti più intelligenti, siamo delle cavie, alla fine dell’esprimento redigerà un trattato sul razzismo nei confronti dei microcefali.

Madre Teresa di Calcutta non è mai morta. Continua la sua opera sotto mentite spoglie: Borghezio

Formigoni è un fine stilista dall’etica invidiabile, infiltrato della guardia di finanza nel pirellone, combatte la corruzione dall’interno. Le sue soffiate hanno fatto arrestare moltissimi consiglieri. Si finge coglione ed amante delle vacanze a scrocco. Non è un caso se non è ancora finito dentro..

Veltroni è un congolese venuto in Italia in pedalò negli anni ’70. A donargli il colorito che porta è stata la vicinanza a Occhetto,  che farebbe ammalare e morire anche l’albero della vita. Walter torna di tanto in tanto nella sua amata Africa. Amore che non è contraccambiato, viene rimandato indietro con il gommone ogni estate.

Andreotti morì 10 anni fa, all’età di 84 anni mentre stava per recarsi in questura a dire tutto ciò che sapeva sulle stragi italiane e sulla trattativa Stato-mafia. Sfortunatamente scivolò su una caramella gommosa fatta cadere dal piccolo Matteo (divenuto poi sindaco di Firenze), battendo la testa. Quello che vediamo oggi è un ologramma perfettamente riuscito.

Fassino  Scambiato per un para spifferi sin dalla tenera età, inizia la carriera politica mimetizzandosi tra gli stuzzicadenti di un buffet al Senato.

La Russa è la 17° reincarnazione del Buddha. L’umanità ha perso la sua occasione di raggiungere il Nirvana molto tempo fa.

Gasparri è un esperimento di Mengele. Ha fatto accoppiare un camaleonte e un comodino per avere un oggetto d’arredo capace di guardare in più direzioni.

Fini ha sempre sognato di entrare nel cast di “Vendo casa disperatamente”, una volta fallito il 34esimo provino ha fatto da solo acquistando un appartamento a Montecarlo. Purtroppo prima di poter aggiungere i faretti ed un soppalco è stato sgamato dai veri conduttori che per punizione gli hanno assegnato un cognato coglione.

Vendola è nato senza difetti di pronuncia e con un’ invidiabile capacità della sintesi. Un giorno mentre giocava col cuginetto ha inghiottito una radio da 7 chili. Tutti i tentativi di estrarla sono stati inutili, venne persino fissato un montacarichi al lobo sinistro, oggi non resta che un orecchino a ricordare quella complessa operazione.

Bettino Craxi non è ancora morto, è un placido pensionato che vive a Rosarno, in inverno sfrutta dei ragazzi di colore per raccogliere le arance e nei weekend vende anduja al mercato. Ad Hammamet non ha mai messo piede per una strana allergia alle “m”. Ricorda con commozione il lancio delle monetine ed ogni tanto ripete costringendo i nipoti a lanciargli quelle di cioccolato.

Fede è Nixon che si sta vendicando con il mondo del giornalismo per lo scandalo “Watergate” cercando di minarlo dall’interno. La sua fragile psicologia è messa a dura prova ogni volta che è nei pressi di un casinò ed ha l’impulso di entrare e giocarsi tutto. Si narra che abbia barattato la propria dignità per una manciata di poche fiches nel 1963.

Maroni è nato Gennaro Esposito da una famiglia partenopea e fu adottato in tenera età da uno dei testicoli di Bossi e da qui il nuovo cognome. Tifa Napoli e si nutre solo con pizza, babà e caffè. É molto legato al proprio genitore-gonade e per non fargli un torto finge un odio viscerale per i terroni.

Scajola cerca disperatamente chi gli ha comprato casa davanti al Colosseo anni fa. Vedendo che tutte le sue ricerche sono state vane ha chiesto ed ottenuto di lavorare per il catasto. Ora vaga per i corridoi gridando “Non la voglio! Riprenditela! Pago un botto di IMU!!”. Si pensa che l’appartamento sia stato un regalo di Giovanardi che voleva così rivelargli il proprio amore omosessuale. Ma Carlo è un timidone.

Scilipoti è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. Non dotato del pollice opponibile, rappresenta in parlamento i suoi simili. Votato per alzata di banana, usa passare da un partito all’altro facendo uso di una comoda liana. Propenso a liti scenografiche bastano un paio di arachidi per farlo tornare in sè.

Tremonti in un universo parallelo ha sconfitto la crisi e creato un sistema monetario basato sullo scambio della erre moscia. Ecco perché, anche lì, è un uomo molto ricco. Nel tempo libero alleva furetti e ridipinge cessi vecchi.

Mastella è un cyborg. Ultimato nel 1976, la DC lo lancia alla conquista della camera dei deputati sperando in una nuova generazione che mandasse in pensione i dinosari della politica. Purtroppo il progetto viene accantonato alla fine degli anni 80 ma Clementex ormai gode dell’affetto dei dirigenti dello scudo crociato. Nel 1994 a causa di un corto circuito passa con Berlusconi e da allora avendo i firewall bruciati viene hackerato ad ogni elezioni e si alterna tra destra e sinistra.

Fiorito fino ai 24 anni è un gracile ragazzo della provincia romana. Poi per un problema immunitario gli si gonfiano le ossa a dismisura, facendolo passare per un falso grasso. Stanco di passare per ciò che non è decide di mangiarsi più soldi possibili per diventare un vero ciccione. Testimonial onorario della federaizione mondiale di ostriche, usa fare pediluvi di champagne e maschere al caviale. Ha passato un breve periodo in un centro di dimagrimento con le sbarre alle finestre.

Casini è uno dei Village People. Il poliziotto. Quello con i pantaloni di pelle ma con le chiappe al vento per intenderci. Basta che si tolga i baffi e ritorna ad essere un esponente del Vaticano in missione in Italia per cancellare il mondo gay, le coppie di fatto, il testamento biologico, l’8 x 1000 ad altri enti, l’Islam e il gusto pistacchio. Vive con sofferenza la doppia vita da una parte il membro di uno dei peggiori gruppi dance anni 70/80 e dall’altro uno dei peggiori esponenti della Bologna bigotta. Lo stress lo induce alle volte a cercare di soffocare una delle due realtà. Ricordiamo in tal senso il suo avvicinamento a Berlusconi nella speranza di divenire etero. Da allora colleziona vaselina.

Di Pietro, laurea honoris causa in lettere, tenta il test al MENSA. Passa a pieni voti e decide di festeggiare con un party organizzato dalla sorella Concetta: rosario di gruppo, preghiera in piscina e racconti su apparizioni mariane in costume. Durante un tuffo nella fonte benedetta perde i sensi e dimentica tutto, grammatica compresa.

Bertinotti è il fondatore di Forza Nuova. Non riuscendo ad andare oltre l’1% con il suo movimento si è fatto prestare la DeLorean da Martin McFly, è tornato indietro nel tempo ed ha affossato il comunismo in Italia.

 

ItsCetty si è occupata di: Berlusconi, Monti, Grillo, Fassino,  Il trota, Formigoni, Andreotti, Fini, Vendola, Craxi, Scilipoti, Tremonti, Fiorito, Di Pietro, D’Alema.

ReNudo si è occupato di: Bersani, Ingroia, Mastella, Scajola, Bertinotti, Bossi, Borghezio, Veltroni, La Russa, Gasparri, Fede, Maroni, Casini, D’Alema.

Il mago di Oz e le elezioni 2013

Ero affaccendata in una ricerca astrofisica, quando, dalla tv (sì, si fanno con la tv accesa le ricerche, la Via lattea venne individuata durante una puntata di Carosello) una voce esclamava: “Bersani dovrebbe avere più coraggio”.  Solo dopo avrei capito che si trattava di Monti. Ed il retaggio cultural-fantastico mi conduce in pochi attimi in un mondo inesistente, fatto di personaggi senza cervello e  senza cuore dall’aspetto ridicolo: la Padania. Un attimo..certa che gli ultimi anni d’attualità abbiano inquinato i miei ricordi, mi sforzo qualche secondo in più alla ricerca di quell’ambiente così estroso ed affascinante che ha segnato l’infanzia di chi è nato negli anni ’80. Ma certo! Il mago di Oz, Dorothy, il leone codardo, lo spaventapasseri senza cervello e l’uomo di latta senza cuore (Per donne o uomini dai gusti eccentrici: non dimentichiamo quelle fantastiche scarpette rosse che vendono da Harrod’s e prima o poi saranno mie).

Accolgo il suggerimento di Mario e quindi..

Il candidato premier codardo: Bersani, l’acqua cheta rompe i ponti, ha pacatamente vinto le primarie e poi si è fermato. Mentre Monti e Berlusconi si scornano in tv lui dà  filo da torcere via grammofono. Non escludo che possa lanciarsi con strumenti di pura avanguardia: volantinaggio, piccioni viaggiatori, telefono senza fili (a proposito, anche a voi capitava di partire con sasso e finire con cazzo in mezzo ai sorrisi timidi dei compagni di classe, o era un problema solo mio?).  Ricomparso dopo le vacanze natalizie, a otto e mezzo della Gruber, dice che la tv non è il solo mezzo per fare politica, ha ragione, sì, potrebbe sempre chiamarmi a casa per spiegare il programma del suo partito. Dillo chiaramente Pierluigi, sei il favorito ed i sondaggi ti danno un considerevole vantaggio sugli avversari, ti stai grattando. Rinnova il partito, manda la Bindi ad un pellegrinaggio di 200 anni. Apprezzabile il tentativo di recuperare Renzi con un pranzo, non so perché ma avrei puntato sul lecca-lecca. E poi immagino la scena al momento delle ordinazioni: “Primo o un secondo?” – “E basta parlare di primarie!”. Consiglio: la prossima volta per farvi notare di più non andate in un ristorante chiedendo il tavolo che dà sulla vetrina, mettetevi direttamente in piazza San Pietro. Risparmiami l’ipocrisia. Adesso punta tutto sui giovani, o meglio, su chi vota per la prima volta. E su, chi non ha fatto cazzate a quell’età? Durante una conferenza con i neo votanti ha spiegato perché e per come votare PD, quando sarebbe bastato promettere un paio di App gratuite o l’abbonamento annuale a Whatsapp.

Il politico  di latta senza cuore, Monti. Gliel’ha chiesto l’Europa di salvarci, di “salire” in politica. Arriva lui ed il classico “scendere in campo” diventa obsoleto, scopriamo che se vuoi fare politica devi prendere un fottuto ascensore, per alcuni scende e per altri sale. Alcuni poi, restano bloccati tra un piano e l’altro per anni, l’importante è trovare la botta di fortuna e scendere al momento giusto o rischi di andare a lavorare sul serio. Il professore, aspetto algido e rispettabile, chi non si è mai trovato di fronte ad uno come lui ad un esame universitario? Sembra non ti ascolti, e mentre stai raccontando che prodotto usi per ammorbidire i panni si sveglia e ti fa il culo a strisce. Più o meno è andata così, ha finto di non interessarsi all’inquinatissimo ambiente politico, in fondo non gli conveniva nemmeno passare dalla mano invisibile all’etica invisibile..eppure eccolo qui. Ed è agguerritissimo, come un robot, punta l’obiettivo, divenuto più prezzemolino di Berlusconi ha ottime chances di farcela. Peccato per il chip che gli ha installato il Vaticano, proprio dietro l’orecchio destro, ed è tutto un ripetersi della sintesi di un anno di Angelus: “No ai matrimoni gay, famiglia solo tra uomo e donna”.

Il wannabe spaventapasseri, Berlusconi. Qualcuno dal senso dell’umorismo facile (ma che va fortissimo al bar dello sport o all’edicola di Fiorello) direbbe lo spaventapassere, ma non sono d’accordo.  Le rianima a suon di euro. Qualche giorno fa ha detto di preferire di essere Ministro dell’Economia piuttosto che premier, ché tanto quello non conta nulla, è come uno spaventapasseri.  Quindi si spiega perché continui a spingere per Alfano, io non lo prenderei come un complimento. Gira come una trottola, col suo quadretto sotto braccio corre per gli studi televisivi, alternando monologhi a sketch comici. Un uomo dalle mille sfumature, e mi riferisco ai capelli. Un imprenditore che ha dato da vivere a 56mila persone, e da incazzarsi a  60 milioni. E poi, ve l’ho già detto che è nonno per la settima volta? Immaginiamo la vita di un piccolo Berluschino: nasce, spende, muore. E noi che da bambini andavamo da nonno per 10 mila lire: “Tieni, comprati un gelato”. Ecco, ora riadattiamolo al BerluscJunior: “Tieni, comprati un gelataio”.  Secondo i suoi calcoli ha ancora 100 ore di credito in tv, pare stia trattando una collaborazione con David Guetta pur di finire su Mtv. E durante l’intervista alla Gruber chiede: “Perché non dite le cose belle che ho fatto?”. Ma sai, amiamo parlar bene della gente quando muore..(mettici alla prova).

Non so come andrà a finire, intanto ordino quelle scarpe online.

Siamo tutti Oscar Giannetto. Il confronto tv meno di sinistra della storia #csxfactor

Questo post inizia malissimo, oggi è la giornata mondiale della gentilezza e sono costretta ad essere delicata. Come se non lo fossi anche gli altri giorni.

Lo aspettavamo da giorni il confronto tv, Sky ci dava il contentino pubblicando di tanto in tanto qualche dettaglio o  nuova regoletta manco fosse il terzo segreto di Fatima. In realtà era solo un modo per mostrare quanto ce l’hanno lungo, senza risparmiare qualche pacata frecciatina all’indirizzo delle altre reti:

“Stasera ospiteremo il primo confronto tv tra i candidati alle primarie del centrosinistra, solo da noi,  alla faccia di Mentana e tutta la palazzina sua”.

Cinque candidati, tra cui una donna, una mummia ed vocabolario vivente. Mi fido della vostra arguzia per capire a chi io faccia riferimento. La location scelta è lo studio di X Factor, anche se qualcuno avrebbe preferito il Teatro dell’Antoniano, per ragioni di privacy non dirò chi. Nel pomeriggio il sito web del PD si affida ad un barbone ubriaco  che pubblica un fotomontaggio, anche se non so se sia il termine esatto per chi ritaglia le facce e le attacca sul corpo di un altro, chiamiamolo collage o, se preferite, schifo.

Un manifesto che ritrae i politici nelle vesti dei fantastici 4, diventati per l’occasione i fantastici 5, sì, credo sia un 5 quel numero sgangherato disegnato con Paint.    Le reazioni sono state le più disparate, da “Hanno hackerato il sito?” “Non posso crederci” fino al puntiglioso Renzi che non l’ha presa per nulla bene, gli accordi non erano questi, s’era d’accordo per i Gormiti. Io sono rimasta scioccata, ma davvero il PD ha un sito internet? E da quando?

Nel frattempo il PDL rispondeva col fotomontaggio dei tre porcellini,  ignoti i motivi della scelta.

Un solo moderatore, sconosciuto fino al momento della trasmissione, ed anche dopo. La posizione dei posti del pubblico è stata stabilita da un sorteggio. Che culo la Parietti che, giusto giusto, è finita in seconda fila alle spalle del conduttore. Coincidenze. Le risposte non devono superare i 90 secondi (Vendola aveva capito i 90 minuti, altrimenti non si sarebbe nemmeno preso il disturbo d’uscire di casa). I candidati possono avvicinarsi al pubblico, ma solo per raccogliere le noccioline anche se è caldamente consigliato non dargli da mangiare.

Sono quasi le 20:30 e gli italiani si posizionano davanti alla tv, al pc, chi con la radiolina da lavoro mentre guarda la corazzata potemkin. L’importante è twittarne, parlarne e dire la propria. Si accendono le luci e la prima delusione è sotto gli occhi di tutti: si sono presentati davvero. Si procede alla “carta d’identità” che a me ricorda il gioco delle coppie, una voce fuori campo introduce il candidato uno per uno indicandone nome, stato civile, età, da quanto tempo è in politica, cosa gli piace fare nel tempo libero e se preferisce le fragole con o senza panna. Poi ognuno si dirige verso la postazione trasparente, Bersani diventa un tutt’uno col leggìo, la cravatta si rivelerà determinante per individuare l’esatta altezza della testa.  Si comincia da Tabacci, quello che puzza di naftalina e che per tutta la serata terrà un indice teso verso il conduttore, non scopriremo mai se aveva un’ingessatura trasparente o se appartiene a quella fastidiosa schiera che quando parla deve indicarti manco gli avessi pisciato le scarpe nuove. Ci ricorda quello che ha fatto per Milano (non uscire più di casa credo) e della sua infanzia, dell’aver perso il padre da giovane ed altri trucchetti per commuovere il pubblico di C’è posta per te, lo conferma il fatto che durante l’appello finale non ha chiesto di votarlo ma di aprire la busta. Per accontentarlo è poi arrivato Pisapia con delle lettere, deduco che al posto del Sindaco di Milano ci sia un postino adesso.

Poi Renzi, il gggiovane della compagnia, 37enne, sfoggia una cravatta viola contravvenendo alla superstizione degli studi televisivi. Un pupazzetto di Pikachu in tasca come portafortuna e tanta voglia di dimostrare che l’Italia può cambiare. Io ci credo, lui ha cambiato il nostro modo di vedere le cose. Se passa un camper non pensiamo più ai tedeschi in villeggiatura ma a Matteo. Vi pare poco?

Si prosegue con Vendola, il pugliese tutto d’un pezzo, colui che ha dato un senso alle parole con più di 5 sillabe, che si ribella ogni giorno alla volgarizzazione dell’italiano. Nichi porta avanti una protesta silenziosa, se inventi un’abbreviazione lui sarà lì a tirar fuori un vocabolo del 1300. Il candidato più svantaggiato dagli stretti tempi televisivi ma che dopo 7 camicie e 5 orecchini sudati è riuscito a portare a casa il risultato. Non so quale però mi piace come suona. Ed infine Bersani l’unico che stava nei tempi, parole chiare e lente, come leader non gli darei due lire ma come nonno che racconta le fiabe prima di addormentarmi lo vedo benissimo. “E alora..ragassa..ti racconto la favola di quel segretario che voleva fare il premier”.

Ah, dimenticavo la Puppato. C’era anche lei, bella signora, sì.

Al termine si chiede di indicare i personaggi che li ispirano, volano nomi grossi ma fuori tema: Papa Giovanni XXIII, il Cardinale Carlo Maria Martini, Ghandi e Mandela. Ero così sorpresa che mi son girata verso mio fratello ed ho detto: “Stronzo, perché hai messo su Tele Vaticano?!? Rimetti su Cielo!”. Da qualche parte devono esserci dei preti che venerano Marx, il Che e che credono che la Terra Santa sia Cuba.  A me questi più che comunisti sembrano pronti per il seminario. Ho visto Bersani sputare un bambino e dire: “Non li digerisco più come una volta” scappando poi a piangere in un angolino per chiedere scusa a “Il Capitale” che tiene sulla mensola principale del soggiorno.   Se esiste una giustizia divina stamattina si è svegliato con la barba lunga.

Detto ciò, osservando la foto in basso vi sembrerà di vedere tre persone normali a messa che attendono arrivi il proprio turno per la lettura

Sono state due ore scandite da un gigante countdown alle spalle dei candidati, ed ogni volta s’infrangeva la piccola speranza che allo scadere del tempo accadesse qualcosa di eclatante: esplosioni, apparizione di Krusty il clown, le ricevute di Formigoni, il sacro Graal, una zebra a pois o più semplicemente qualcosa di sinistra. L’evento è stato seguito da un gruppo di ricercatori dell’università di Tor Vergata, che hanno effettuato il famoso “Fact Checking” vale a dire la verifica della veridicità delle parole dei fantastici 5. Alla fine hanno sentenziato: “Sì, sono loro l’anello mancante”.

La mia classifica: 1) il leggìo 2) le luci 3) la cravatta di Bersani 4) l’indice sempre teso di Tabacci 5) l’orecchino di Nichi

Il vincitore morale della serata è Oscar Giannetto, fratello segreto di Oscar Giannino, nato dal refuso di una delle ragazze incaricate di porre domande ai candidati. Oscar Giannetto al contrario del più famoso fratello compra i vestiti da H&M, è capellone ed ha sostituto l’uomo nero negli incubi dei bambini. Mio cugino mi ha detto che esiste una videocassetta che se la guardi dopo 7 giorni Oscar Giannetto bussa alla tua porta. Ne parlano tutti, ed è strano che dopo 5 candidati in carne e ossa ci soffermiamo su quello inesistente. Forse è l’alternativa più valida.

Non dovrei dirlo ma per moderare il futuro dibattito tra i candidati del centrodestra è stato contattato Cesar Millan, The Dog whisperer.

PS: pare che la pelliccia Annabella l’abbia vinta Vendola.

Sbattutazze:

Faccia a faccia dei candidati PD, tra Renzi e Vendola la Puppato sarà costretta ad un trucco waterproof.

Ogni candidato avrà 90 secondi a disposizione, con Bersani fanno 91.

Le regole prevedono 4 temi da affrontare. Poi si passerà alla risoluzione del problema PD.

Stabilite le regole del confronto tv: non si tirano carte, capelli e zeppole.

Guardando lo schermo televisivo, da sinistra ci sarà Bersani, poi Vendola, Renzi, Puppato, Tabacci ed il telecomando per cambiare canale.

In studio ci sarà un pubblico formato da un numero uguale di sostenitori dei 5 candidati. Per ragioni di sicurezza non verranno rivelati quelli di Bersani.

Il pubblico in studio sarà dotato di cerata ed ombrellini.

Renzi: “Duello tv, perché non da Fazio?”. Perché non è abituato a leccarne cinque per volta.

Clint Eastwood ripeterà il numero della sedia vuota con Bersani. Senza notarne la differenza.

Tra i sostenitori dei candidati: Parietti, ex conduttore Linea verde, una comparsa di Domenica In ’95 ed uno che stava andando al bagno.

Ricordiamo le regole: avete la telefonata da casa, il 50:50 e l’aiuto del pubblico

Bersani: “Se tocca me, non vi chiedo di piacervi vi chiedo di credermi e tutti insieme ne usciremo”. Bel pensiero, ma non tocca a te.

Nel futuro a scuola si studierà Vendola insieme a Ungaretti e Montale.

Tabacci: “Non ho un appello da rivolgere perché votino per me”. Sarebbe inutile.

Vendola non usa mai una parola al di sotto delle 18 lettere.

“Deve aprirsi ad un dialogo aperto”. Qualcuno favorisca un dizionario dei sinonimi a Bersani.

Vendola: “Ho un giudizio nei confronti di Casini”. Non andare oltre, abbiamo capito.

Regolamento del question time: chi risponde male salta un turno, con due errori ti tagliano una falange.

Tabacci a chi gli ha posto la domanda: “La ringrazio molto per la gentilezza con cui si è rivolta a me”. Di solito lo chiamano ehi tu stronzo.

Renzi non sa come si gioca la carta del diritto di replica. E se per cortesia gli dite anche quando bisogna tirare i dadi..

Chiedere a Vendola se è favorevole all’adozione per i gay è come domandare a Siffredi se ama le donne.

“Vendola, cosa direbbe a Marchionne?” “Ha 5 mesi liberi? Vorrei dirle due paroline”.

“Onorevole Tabacci, cosa dice ad un giovane che cerca lavoro?” “Cazzi tuoi!”

Tabacci ha la faccia di quello che se gli chiedi un’informazione ti risponde “Non sono di qua” per sfregio.

Bersani: “Siamo tutti sullo stesso treno”. No Pierluigi, è sotto. Sotto.

Il meglio ed il peggio della settimana, in poche parole

Questo post rischiava d’essere lungo più di un rotolone (di quelli che non finiscono mai), stringendo stringendo ecco cosa ne è uscito fuori.  Se vi piace, tanto meglio.

 

 

  • Blitz della #GdF nelle agenzie di gioco illegali. Sotto sequestro il Parlamento, scommettevano da tempo sul nostro futuro.
  • Montano: “La Pellegrini è una stronzetta, passava senza salutare”. Hai provato a togliere la maschera?
  • Azzerata la squadra antimafia di Palermo. E senza passare per Via D’Amelio.
  • Il Ministro Barca: “Gli evasori? Non sono tutti uguali”. Alcuni, poi, si credono il Papa.
  • “Voglio vedere più cantieri” così ha dichiarato il Ministro Barca, portavoce nazionale dei pensionati italiani.
  • 20 uomini di scorta per #Berlusconi. Eppure sembrava decisamente etero.
  • Florida, Porta l’amante a casa e trova la moglie a letto con 2 uomini. Si spiega quell’eliminacode all’ingresso.
  • La #Fornero annuncia nuove misure per i giovani, mostrando il campionario delle bare in vero rovere.
  • Sparatoria in spiaggia a Terracina. Tra le tante mode che importiamo dagli Usa, di questa ne farei volentieri a meno.
  • Il Fatto: “Berlusconi? Depresso. Si ricandiderà”. Per deprimere noi.
  • “Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno” arriva in Italia. «Buonasera, un biglietto senza sparatoria per me, grazie».
  • Lucifero infiamma l’Italia ma da lunedì si migliora con Beatrice. Come sempre ci penserà una donna a rimettere le cose a posto.
  • Per Lance #Armstrong, accusato di doping, perdita dei 7 Tour de France e squalifica a vita. Si chiude un’EPOca del ciclismo.
  • #Breivik condannato a 21 anni di carcere. Il tempo di un processo italiano che si conclude con “Ignoti”.
  • Sabina Began incinta di Berlusconi. A svelarlo il cartello apparso con l’ecografia: “Sono il miglior feto degli ultimi 150 anni”.
  • Per Vanity Fair Spagna il più elegante dell’anno è Lapo Elkann. Il primo riconoscimento da parte di una redazione di non vedenti.
  • Sabina Began incinta di Berlusconi. Già pronta la cameretta con lo stalliere di peluche ed il Ghedini robot.
  • Bergamo, si frattura la spalla sinistra ma le curano la destra. I medici: “Ecco un’altra pignola..”
  • Sabina Began: “Ho perso il bambino di Silvio”. Prova a ricordare, dove l’avevi messo l’ultima volta?
  • Bersani: “L’accordo c’è, no, forse”. Mi ha convinto, è pronto: per lo Stato confusionale.
  • Sabina Began ha perso il bambino di Berlusconi. [Per aborti rivolgersi a: “Avvocato Ghedini, risolverà il problema con una telefonata”]
  • Bersani: “Il PD è pronto a governare”. Va bene Pierluigi, ma il primo aprile è passato da un pezzo.

#AppleVsSamsung

  • Samsung deve 1 billion, 51 million 855 thousand dollars alla Apple. MorTouch loro#AppleVsSamsung
  • Apple ha appena querelato Dio per aver violato il brevetto Touch dotando gli uomini del tatto #AppleVsSamsung
  • Leggendo questo messaggio state violando il brevetto Retina Apple. Vi saranno sequestrati gli occhi al più presto #AppleVsSamsung

  • Gianfranco Fini, durante un’immersione, trova un’ancora del 1700. La stessa che lo tiene fisso alla poltrona.
  • #Breivik in cella avrà: tv, pc e tapis roulant. Fanghi alle 9 e bagno turco alle 10.
  • #Taranto, s’indaga se le cozze alla diossina siano riconducibili all’inquinamento siderurgico. Sì.
  • Morto Neil Armstrong, il primo uomo andato sulla Luna?
  • Esaurite le risorse di cibo che dovevano bastare per il 2012. Non vedo il problema, ho dei vicini succulentissimi.
  • L’Unità propone una guida per abbassare il prezzo della benzina in 5 fasi: Non, Uscire, Più, Di, Casa.
  • #Bersani ha già pronta la prossima mossa elettorale: rubare le merendine agli avversari.
  • Grillo: “#Bersani fallito e amico della P2”. PDue.
  • Obama: “#Armstrong tra i più grandi eroi americani”. E senza l’uso di pallottole in Afghanistan.
  • #Alfano: “Corriamo per vincere”. Rilassati, non sei Bolt.
  • Grillo: “Fallito!”. Bersani: “Non cedo alle lusinghe”.
  • Di Pietro riferendosi a Bersani: “Il bue che dice cornuto all’asino”. Si rimane nel settore zoologico.
  • Sulcis, minatori si chiudono per protesta a 400 metri di profondità. Ma non è così che si risolve il problema alla radice.
  • Promossa dai cardiologi la sigaretta elettronica. Sul pacchetto: “Il fumo provoca l’arresto del sistema”.
  • Nuora di Craxi scippata ad Hammamet. In pratica uno di famiglia.
  • Governo, Monti illustra a Napolitano il programma: †
  • Stasera Mentana presenta #BersaglioMobile con Di Pietro. Sarà più difficile, ma 5 freccette le prendo.
  • #Berlusconi: “Se torna Batman torno anch’io”. Per chiamarlo basterà proiettare una passera in cielo.

Decreto Balduzzi

  • #DecretoSanità Arrivala tassa sui superalcolici. Sarà più economico risolvere i problemi anziché affogarli.
  • Sulcis, Minatori per protesta a 400 metri di profondità con 350 kg di esplosivo. E non avrà comunque risonanza nazionale.
  • #DecretoSanità I videopoker dovranno essere ad almeno 500m dalle scuole. I pusher tranquillizzano e garantiscono il servizio in zona.
  • Il nuovo Decreto sulla Sanità rivolgerà particolare attenzione alle persone affette da malattie rare, leghisti inclusi.
  • Alemanno restauratore si arrampica sulla Fontana di Trevi. Quindi adesso dovremmo lanciargli le monetine, giusto?
  • Benigni, ospite alla festa del PD, ha intrattenuto il pubblico e fatto i complimenti al collega #Bersani.
  • Usa: arrestato vescovo in stato di ebbrezza. Test del palloncino superato, è stata la storia sull’Immacolata a far scattare le manette.
  • Pensiamo ai vantaggi che comporterà la tassazione delle bibite gassate: comizi leghisti totalmente muti.
  • #Polverini ricoverata, l’ospedale sgombera un intero reparto. Dev’essere terribile struccata.
  • Lampedusa, in rovina la villa di Berlusconi. Ha un talento innato per la distruzione.
  • Tempesta Isaac, Obama: “Siate pronti ad evacuare”. Prassi normale per eventi di questa gravità.
  • Rubata l’ampolla col sangue di Wojtyla. Ed abbandonata appena capito che non si trattava di benzina.
  • Giovedì arriva #Poppea. Ed il Tso per il meteorologo.
  • Iena fa una domanda a Barbareschi che risponde con calci e pugni. Si attende un traduttore.
  • #Merkel: “L’Agenda italiana è impressionante”. Soprattutto la copertina in pelle di contribuente tassato al 50%.
  • «Grazie, è stato bello» ha detto la #Merkel a Monti indicandogli i soldi sul comodino.
  • Grillo attacca Benigni e chiede conto del cachet alla festa PD. Che se pagano bene..
  • #Sulcis Minatore si taglia le vene per protesta. Napolitano: “Sto coi minatori”. Invertire l’ordine delle frasi.
  • Olbia, perdono il traghetto e si aggrappano alle cime. Dovevate vederli quella volta che han perso l’aereo.
  • #Sulcis Minatori in protesta hanno 600 chili di esplosivo. Per far sentire il boom a Napolitano.
  • Scoperto un pesce coi genitali in testa. Si chiama Silvio e non è un pesce.
  • Letta sul Decreto Balduzzi: “Salviamo il chinotto e la spuma bionda”. Finalmente qualcuno che punta alle priorità del Paese.
  • Dopo 25 anni Microsoft cambia logo. E punta sulla sincerità