Elogio di Bersani

(Mio post per http://www.Lolingtonpost.it)

“Non la ricordavamo così accomodante” The New York Times
“Ha ceduto alle tangenti e adesso è più ossequiosa di Mollica” The Telegraph
“Si è venduta, scandalo! Tutto sul prossimo numero” TIME
“Sono profondamente deluso, la leggevo con dedizione” David Letterman
“Ora che è cambiata la voglio tra i miei” Bruno Vespa
Non fermatevi alle prime 4 righe come hanno fatto loro, non mi venderei nemmeno per mille miliardi di euro (si fa per dire, fornisco IBAN in privato).

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Eccovi un personaggio che ha dato lustro alla letteratura delle metafore, che verrà studiato tra cento anni in tutti i migliori licei europei per la sua irriverenza, il carisma e per il suadente potere presso le masse.  Un uomo che è riuscito nell’impossibile, ha sollevato tacchini sui tetti come fossero passeri, bevuto birre in solitudine col sex appeal di James Dean, rimandato al mittente la bizzarra idea di un ricambio generazionale con Matteo Renzi.  “Ma siam passi?” deve aver esclamato quando la possibilità del toscano  a capo del PD diventava sempre più reale. In fondo non ha nemmeno tutti i capelli bianchi, i denti sembrano essere i suoi, e non necessita di un respiratore artificiale come i colleghi parlamentari.  E poi cos’è questa mania di cercare i pregi alla gente? Guardiamo i non difetti: mai ricevuto una casa a sua insaputa, mai organizzato festini con minorenni, né occupato un intero reparto ospedaliero per accertamenti o coperto buchi di miliardi di euro della banca più antica del mondo per poi fingere indifferenza. Ah no, forse l’ultimo punto è da perfezionare, ma non soffermiamoci sui dettagli.  Per non parlare del brevetto da bagnino che gli è stato utile per la  respirazione bocca a bocca a figure politiche che credevamo accantonate per sempre, ma che in realtà non sono mai state più di tre passi lontano dallo scranno del potere. In una parola sola: Prodi.

Raccattatore di peluche in polverosi programmi televisivi  e mittente di lettere che non trattano  rimborsi tasse. Una figura fondamentale nella regione natìa, al pari del venditore di piade.  Indimenticabile la sua performance al confronto pre-primarie, il comunista meno comunista della storia, ha esaltato un Papa e dissotterrato Marx, che da allora vaga piangendo tra le lapidi.

E che sarà mai se poi twitta una foto di Piazza Duomo stracolma che non corrisponde alla realtà? Si sarà confuso. Stava lì, tra le immagini della Giornata mondiale della gioventù  e quelle del funerale del Che. Non l’ha fatto apposta, e se credete che sia stato studiato ad hoc per mascherare una partecipazione più magra del previsto alla manifestazione del PD, beh, siete delle brutte persone.  Voglio infine spendere due parole sulle malelingue che lo hanno definito poco presente durante questa campagna elettorale, che con pure spirito polemico hanno alluso ad un suo cullarsi sui sondaggi che lo vedevano in netto vantaggio. Vi sbagliate, mentre gli altri si spendevano in tv, radio e cartaceo inflazionando la propria immagine, lui, il nostro eroe, distillava la propria presenza su volantini inviati via fax, annunci via grammofono e spot elettorali in codice morse.  Tecnica vecchia direbbe qualcuno senza tatto, si dice “vintage”.

 

(foto di http://www.flickr.com/photos/fabiovenni)

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