Quattro chiacchiere con Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

Mi trovo qui, davanti al camino con un tenue fuoco che illumina il morbido giaciglio dal quale ti scrivo, del tè caldo alla cannella, le calze antiscivolo con le renne, la vestaglia rossa e dei dolcetti al cioccolato nel forno. Il tutto completato da fiocchi di neve che cadono dolcemente fuori dalla finestra.   Mi piacerebbe continuare con queste smielate parole che riportano il lettore a ricordi piacevoli .  Li vedo già i sorrisi sui loro volti. 

Ma dal momento che non siete su al femminile vi tocca beccarvi una storia diversa. Avrei da ridire sul “vi tocca”, ci siete venuti apposta.

Torniamo a noi. Innanzitutto, scusa il ritardo, ma sai sono una donna e quella storie sul procrastinare tutto, sui 5 minuti che diventano 55 e che quando diciamo NO è Sì e viceversa, sono vere.  Te lo spiego perché, a parte la befana, non pare tu sia esperto in fatto di donne. Lo dimostrano i maglioni in acrilico (quelli che quando li togli fanno le scintille), i bagnoschiuma alla merda di elefante, le candele nocive ed i pigiami in flanella fantasia “Orso di Chernobyl” che mi sono capitate nel corso degli anni.

Io ti ho sempre creduto, sia chiaro, hai guadagnato la mia stima e simpatia da quando ho capito che qualcosa poteva essere immortale senza essere necessariamente crocifisso.  Per il resto non vi differenziate moltissimo eh, lo ammetto. Consumismo da parte tua, consumismo da parte sua. Tu punti sulla tecnologia e gli spot pubblicitari, lui su croci, statuette e sul passaparola che lo vogliono come il Messia (ci vedo solo io una punta di egocentrismo?). Tu sei un vecchio ciccione che veste di rosso e sei il simbolo della ricchezza, lui ha uno straccio intorno agli scarni fianchi che, paradossalmente, mi ricordano l’opulenza. Tu la raccolta punti la fai durare un anno che spesso si traducono in un iPad, nell’altro caso bisogna aspettare una vita per finire in un posto affollato da Brignano e caffè espresso.

Ma non amo divagare, quindi dritta al punto. In realtà non lo so cosa voglio per Natale, sono un’eterna indecisa. La buona notizia è che non sono l’unica, se fossi un politico finirei nel gruppo misto, che è un modo diplomatico per dire che non sanno a chi vendersi prima. Una volta vogliamo mandare via Monti, appena va via lo rimpiangiamo che “Prima almeno non facevamo figure di merda”. Poi parliamo tanto di giovani e di ricambio generazionale ma alle primarie vince il compagno perfetto di briscola, che è un brav’uomo per carità ma le uniche decisioni di polso che conosce sono quelle per roteare la mano. Siamo il popolo che predica bene e razzola male. Ma chi voglio prendere in giro. Siamo un popolo di stronzi. E tu, caro Babbo Natale, non sei da meno. Anni a chiederti la casa delle bambole e mai una risposta. Poi da bambina non avevo un camino, ti lasciavo la finestra aperta e tu sapevi benissimo che era da lì che dovevi entrare. Avevi una mappa della casa? Una talpa in famiglia? Quindi leggi solo le cose che ti convengono. Mi ricordi il mio ex fidanzato.

E credi davvero che basti apparire una volta l’anno per fare felice qualcuno? In fondo non lo sei nemmeno tu. Dannazione, chi vorrebbe vivere in Lapponia, in mezzo alla neve per la maggior parte dell’anno, circondato da nani, senza uno straccio di donna, con lo stesso vestito e con evidenti problemi di metabolismo? Perché la leggenda popolare ci ha consegnato uno sfigato del genere? La verità è che amiamo misurarci col resto del mondo ed il confronto con Babbo Natale ci vede sempre vincenti.

Alla fine Santa Claus, San Nicolas e Babbo Natale sono tre modi diversi di chiamare il bancomat di qualcun altro. Per il resto dell’anno si lavora per trovarlo, quel microchip con le gambe.  Ripensare a quell’omone barbuto in età adulta è davvero diverso.  Ragionando per logica, uno che veste sempre di rosso, con tanti piccoli aiutanti apparentemente tutti uguali, bassi e denutriti..beh, secondo me è cinese.

Bando alle ciance, ripensandoci credo di sapere cosa vorrei, andrò per esclusione:

  • la pace nel mondo NO perché c’avranno pensato le miss dei 2 mila concorsi in giro per il mondo
  • trovare l’amore NO perché non ho tempo per controllargli mail, sms, whatsapp, facebook e twitter. Diventare amica dei suoi amici, ricordare il compleanno suo, della sorella, del fratello, della madre e del padre. Stamparmi un sorriso finto in viso quando mi dirà che non piaccio alla madre mentre dico “l’importante è piacere a te”.
  • sperare che l’Italia cambi e dia spazio a chi non ha il padre politico o lo zio vescovo è troppo faticoso e morirei disperata.

Voglio essere altruista (mi costa tantissimo, sono talmente venale che mi spiace non avere una seconda madre da vendere) e ti chiedo di far trovare sotto l’albero: senso critico, meno indignazione da poltrona e più dinamismo, una dose di coraggio che permetta di puntare l’indice verso se stessi ogni tanto e..voglia di rischiare: rischiare di dire la propria pur sembrando impopolari, di fare una scelta diversa dal solito, rischiare di essere liberi dagli schemi che una società cresciuta a pane e corruzione ci ha offerto.

Deal?

PS: l’anno scorso ho trovato una pistola sotto l’albero, in un primo momento ho creduto conoscessi i miei parenti..poi ho letto il bigliettino: “With Love, Mommy”, qualcuno nel mondo sta provando a sparare col mio iPad. 

Cetty

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2 thoughts on “Quattro chiacchiere con Babbo Natale

  1. Uno primo passo l’hai fatto, hai condiviso con noi questi pensieri e se non altruismo cosè!? 😉 bellissima, spero ti dia ascolto.. Il vecchiaccio c’ha ignorati per troppo tempo!! 😛

    Buon Natale 😉

    xoxo

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