Guns n’ Toys

Mi piacerebbe, ma davvero moltissimo, non essere qui a scrivere.  Perché vorrebbe dire che dall’altra parte del mondo 20 bambini sono ancora vivi nell’attesa dei regali da scartare. Ma dannazione (vorrei dire che abbiamo smesso di credere a Babbo Natale da un pezzo ma capisco sia fuori luogo) le cose sono andate diversamente ed adesso non restano che i cocci di uno Stato tanto attraente  quanto in balìa di armi ed assicurazioni sanitarie. Le stelle e strisce ci affascinano finché pensiamo ad Hollywood, ai wallmart aperti 24/7, alle maxi size di qualsiasi cosa, alle luci di Times Square, le spiagge californiane, la Route 66 ma soprattutto alla possibilità di crearsi da soli. Negli USA si respira la possibilità di farcela. Ti offre tanto, in tutti i sensi. E dà la possibilità a chiunque lo voglia di realizzare i propri sogni. E, democraticamente, dà a chiunque lo voglia di realizzare i tuoi incubi. E’ quel che è successo in una scuola del Connecticut. E non voglio vedere le foto di quei bambini, perché fa già tanto male immaginarlo quegli occhi, non è necessario spiaccicarli ovunque. E la cosa che vi fa più male è riconoscerci l’infanzia che fu, la vostra, perché in quelle facce ci rivediamo un tempo che non tornerà più. Fine, chiuso.

Eppure quella è la parte che giornali e tv preferiscono, la colonna sonora di “Every breathe you take” con 26 primi piani scorrere lentamente sullo schermo mentre analizzano minuziosamente la vita delle vittime. Purtroppo, data la giovane età non hanno trovato molto di cui raccontare. Anche se i più accaniti pare siano alla ricerca delle ecografie e, perché no, dei dettagli sul concepimento. Per non parlare del killer. Non amava farsi fotografare e non aveva facebook (conosceva Studio Aperto e la loro fissazione per questo genere di cose) quindi da 3 giorni in giro per il mondo si vede un’immagine di 6 anni fa, un ragazzino come tanti altri. Un ragazzino che una mattina ha deciso di doversi caricare l’arsenale presente in casa e dare un senso a quelle lezioni al poligono che la mamma gli aveva fatto prendere con tanto amore. E lei è stata la prima ad essere eliminata, prendiamolo per un “Grazie”.  Adesso tutti a parlare di autismo, Asperger, esperti di disturbi comportamentali che affollano i talk show e confondono la pazzia con la patologia. Come se adesso fosse colpa degli autistici e non di uno Stato che permette l’acquisto di armi da fuoco a chiunque. Uno Stato che piange, fa le veglie, nomina Dio e poi dorme con la pistola sotto al cuscino.  Ma sì, che bello creare una barriera in più ad un autistico, farlo tornare a scuola in questi giorni ed i compagni che lo guardano con sospetto “Questo ci ammazza” è davvero un’ottima mossa. Per Obama è la quarta strage da quando è in carica, ha persino imparato dopo quanti minuti è opportuno mostrare liquido dai condotti lacrimali  e quando è necessario smettere. Poi non cambia nulla, la lobby delle armi è troppo potente ed una regolamentazione più severa è auspicabile ma chissà quando realizzabile. Inoltre ogni Stato ha una legislazione a parte, quindi potrebbe essere vietato nel Connecticut ma basterebbe scegliere quale confine puntare per aggirare il problema.

Il peggio sapete qual è? Che non sarà l’ultima.

E quaggiù qualcosa che fa arrabbiare, ma soprattutto, pensare. (Per ovvie ragioni non tutte adatte al pubblico di Twitter)

C’è una cosa che unisce tutti i presidenti degli Stati Uniti: uno zerbino per la lobby delle armi sulla schiena.

Obama piange i bambini della scuola. Non saranno mai grandi per comprare una pistola.

L’America ed il mondo sono sconvolti per quanto accaduto nella scuola elementare. “Di nuovo?”.

Obama: “Ci siamo passati troppe volte”. E voi smettetela di concedergli il bis.

Newton è una tranquilla cittadina circondata da boschi dove non succede mai nulla. E’ così che iniziano tutti i film horror.

Il quadro delle indagini appare molto confuso. Un macello.

L’America è sconvolta: “Mica facile con 26 bersagli in movimento, mito!”.

Tutti gli stragisti delle scuole alla fine si suicidano. Sarebbe deplorevole dire che sono stati i cecchini.

Il killer avrebbe avuto un litigio con alcuni dipendenti il giorno prima. Permaloso.

Il killer avrebbe avuto un litigio con alcuni dipendenti il giorno prima. Sperate non abbia un gemello italiano, cari impiegati delle Poste.

Per il Papa è una “strage insensata”. Incredibile che la religione non c’entri.

La polizia ha diffuso i nomi delle vittime. Dalla A alla Z, per un totale di 315 milioni.

Il killer avrebbe imparato a sparare dalla madre. Se l’avesse risparmiata sarebbe fiera di lui.

Lanza avrebbe ucciso la madre con un’arma della sua collezione. “Anche io avrei scelto quella, campione!” le sue ultime parole.

Chi è affetto da autismo tende a ripetere sempre le stesse cose. Alla fine si scoprirà che voleva ammazzarne uno.

La strage ha toccato nel profondo gli americani. Non entreranno in armeria fino all’anno prossimo.

La strage ha scioccato gli americani. Chi l’avrebbe mai detto che un segnaposto potesse sparare?

Spunta un post in rete con elementi che sembravano preannunciare la tragedia. E’ una cartina degli USA.

Obama ha voluto scrivere da solo il suo discorso. Irriverente far notare che lui la scuola l’ha finita.

Peter Lanza: “Sono senza parole”. Quindi il ragazzo non era autistico, ma tutto suo padre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...