Mi segui? Dinamiche di Twitter

Dinamiche del Follow e dell’Unfollow

Per abbattere il piattume di #FF su Twitter sarebbe una buona idea scrivere di un argomento interessante, no? Ecco, avete sbagliato blog.

Se invece volete sollazzarvi tra sciocchezze di poco conto siete nel posto giusto.

Dopo la laurea in twittologia con master in TL ed il corso da RT sono pronta ad illuminarvi sui meccanismi di Twitter ed i motivi che spingono al follow o all’unfollow. Con tanto di tecniche e trucchetti che molti applicano.

Partiamo dalla base, perché si inizia a “seguire” qualcuno:

  1. Siamo appena iscritti e Twitter ci consiglia degli utenti (solitamente gente con molti followers, sfortunatamente anche vip)
  2. Abbiamo letto un retweet che ci ha fulminati, andiamo a scorrere la TL e ci piace
  3. Seguiamo gli #FF di un utente che riteniamo affidabile
  4. Si pigia a caso
  5. Seguiamo tutti sperando ricambino

Come in ogni cosa c’è chi fa un uso bislacco ed al limite del patologico del follow, e qui viene il bello:

  • Ehi!! Cagami! Una delle piaghe di Twitter, ti segue 3 volte a settimana nel caso in cui tu fossi cieco e non avessi notato che “Ehy! TI STA SEGUENDO”. Una tarantella di follow/defollow moltiplicato x 1000. I più tenaci lo fanno per mesi, magari nel frattempo hai iniziato a prendere lezioni di tarantella e ti piace pure questo meccanismo. La deriva romantica prevede anche una lista ad hoc e molto poetica “XY ti ha aggiunto alla lista Donne da amare almeno una volta nella vita” “XY ti ha aggiunto alla lista Le vergini dei fiori di pesco giapponesi”, “XY ti ha aggiunto alla lista Dio c’è, e lo dimostra con la tua esistenza”. Roba del genere, possibilmente ancor più toccante.  Il defollow avverrà entro 48 ore con rimozione coatta dalla lista e rapimento di un familiare a caso.
  • Seguimi che ti defollowo Esemplare poco astuto dell’utente Twitter, inizia a seguire migliaia di persone nel giro di una settimana ma a lui importa solo una cosa, quella cosa: il follow back. Una volta ottenuto ti cancellerà per sempre dalla sua vita, ha coniato l’utente usa e getta: te. Il motivo? Far credere di avere molti followers resusciterà il suo minuscolo ego gonfiandolo a dismisura. I più sprovveduti lo seguiranno credendo che dietro quel seguito c’è un talento o una specialità, invece è tutto studiato a tavolino. Requisito fondamentale: non scrivono quasi mai nulla di proprio, un produttore di link instancabile. Insomma: se ho bisogno di notizie vado a cercarmele io quando mi pare e piace o seguo direttamente l’Ansa ed i giornali. I più pericolosi seguono 5mila persone ed il giorno dopo solo 50, travestendosi da twitstar.
  • Ti retwitto tutto Categoria stratega, tende a farsi notare retwittando praticamente qualsiasi cosa ti venga in mente di scrivere, anche un “Buuurp!” se è il caso. Il motivo è: farsi notare e farti credere che apprezzi spasmodicamente i tuoi tweet. Ma non farti illusioni, non ti ama davvero, vuole solo il tuo follow. Se non arriva entro una settimana sei tagliato fuori da Twitter, Instagram(se ti seguiva lì), facebook, linkedin, pinterest e se possibile dalla faccia della Terra. Prima di eliminarti proverà un approccio mettendo tanti 🙂 e 😉 a profusione, facendoti credere che è un tuo amicone e che siete followati l’uno per l’altra. Una volta ricevuta la scottante delusione del mancato follow si procurerà una tua foto e la strapperà come faceva Rocky durante l’allenamento.
  • Mi segui? Se non lo fai sei una brutta persona. Questo è un utente che andrebbe rinchiuso subito nella clinica di Twitter. Ti fa notare pubblicamente che ti segue ma che tu non lo fai. Non finisce qui, elencherà tutti i personaggi famosi/giornalisti/gente della twitter bene che lo segue facendoti sentire l’ultimo dei pizzicagnoli. E chi sei tu, brutto stronzo, per non seguirlo? Eh? Probabilmente ha sbattuto la testa da piccolo. Irrecuperabile.
  • Messaggiatori subliminali. Loro a differenza delle suddette categorie hanno un minimo di pudore. Non vogliono fare la figura di quelli che elemosinano un follow quindi te lo faranno capire velatamente più volte col broncio e gli occhioni inumiditi. Ci provano, se non ci riescono non si demoralizzano, potranno sfogare la delusione sulla bambolina a tua immagine e somiglianza che hanno casualmente tra le mani.

Ed ecco ora arrivati a qualcosa che prima o poi tocca a tutti: l’Unfollow

Perché decidiamo di non seguire più qualcuno?

  1. E’ stato un abbaglio, lo credevamo in gamba ed invece si dimostra un mix di banalità copiate da facebook o da chissà dove.
  2. E’ interessante ma non amo gli argomenti di cui twitta
  3. Linguaggio scurrile, “cazzo” ogni 3 parole
  4. Fomentatore di litigi in TL
  5. Confondono Twitter con Facebook e ci informano che: escono/vanno a ballare/hanno il raffreddore/la vicina è una stronza. Insomma #chissenefrega
  6. Pareri discordanti su un argomento. E questo è uno dei motivi meno validi, scegliere una TL in cui tutti ti danno ragione non ti farà mai scoprire nuove sfaccettature di una storia. Un peccato.
  7. Non rispondono MAI e solo a gente del loro giro.  Può capitare una settimana, ma non per 6 mesi. Gli snob del social.
  8. Mi segue ma non mi legge, non è possibile con 10mila following. Io invece sono curiosa di leggere ognuno dei miei 410. E lo faccio sul serio.

Morale: Twitter non è come Facebook, non ci conosciamo, non siamo amici. Ci si apprezza per quel che si scrive, l’importante è interagire indipendentemente dal follow. Il tasto SEGUI è la cosa più democratica di Twitter e così deve rimanere.

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8 thoughts on “Mi segui? Dinamiche di Twitter

  1. Avrei voluto scrivere qualcosa di ironico ma non è il caso: hai centrato uno dei motivi per cui alcuni di noi seguono solo poche persone e io sono uno di questi: una TL può essere molto dispersiva. Ci sono i Followatori Folli: è gente che segue TUTTI coloro che lo/la seguono. Questo è comprensibile e sopportabile a numero di followers bassi. Superati anche solo i 6-700 diventa improponibile. Intanto perché, inevitabilmente, avrai la tua TL invasa da bot e maniaci (il Contraccambiatore Professionista è piuttosto acritico e per qualche strano trauma infantile avverte debiti di gentilezza nei confronti di tutti e tutto, compreso il rubinetto del bagno cui dice “Per favore” e “Grazie” e al quale fa regali a Pasqua e Natale con gli asteriscobacetti sopra) e poi perché, prima o poi, scontenterai sempre qualcuno. Uscire per due ore e trovare 1500 Tweet significa inevitabilmente perdersene qualcuno. Se riesci a fare amicizia con tutte le 200.000 persone che vanno allo stesso tuo concerto si può fare, se no non si muore per questo. Il che porta all’argomento successivo:

    Quello Che La Prende Sul Personale. Utente appassionato/a di programmi che ti informano sul defollow in tempo reale e ti indicano immediatamente chi abbia avuto l’ardire/la carognaggine/l’ingratitudine di lasciarti. Ma come, tu che hai emotivamente sposato tutti i tuoi followers e saresti pronta a darla per gratitudine anche al sexy “Infissi di Alluminio Anodizzato Caccavale”! Tenteranno il suicidio o ti odieranno per tutta la vita per questo affronto. Ne parleranno per settimane negando di farlo, come Francesco Nuti lasciato da Maria ma perché era stato lui a decidere che lei lo lasciasse.

    Datevi pace, figli: follow e defollow non contano NULLA. Come è improponbile amicizia, affetto e minchiate simili da un social a 140 caratteri. Si possono gettare le basi da sviluppare su altri canali ma rinunciateci. O, se state a un Call Centre o uno sportello bancario, comincerete a chiamare “amico mio” ognuno di quelli cui rispondete. E ci starete male quando se ne andranno per la loro strada. E adesso se mi defollowi ti aspetto sotto casa, chiaro?

    1. Quoto col sangue. Può nascere qualche simpatia e se è il caso si sviluppa su altri canali, per il resto bisogna prenderla così come viene. Se io o tu smettessimo di twittare ci ricorderebbero per due giorni, poi avanti il prossimo

  2. Ciao Cetty! Sai da quanto aspettavo un post del genere? Sai da quanto tempo aspetto che uno che sappia analizzare bene Twitter scriva un post del genere dove riporta (scritto impeccabilmente e molto con molta spiritosaggine) dei meccanismi della nostra astrusa mente a cui tutti partecipano ma pochi se ne rendono conto? Da tantissimo tempo. Io non so più cosa dire, mi sono già dichiarato in francese e allora scrivo solo un “Complimenti” vivo e vero. Complimenti 😀

  3. Un’analisi razionale e da esperta. C’è solo un argomento che fa capolino qua e la, ma neppure tu, inguaribile romantica, te la senti di demolire. Parlo dell’amore ai tempi di twitter. Quel follow e defollow è un meccanismo tipico dei fan, che, come misery insegna, vorrebbero che il loro idolo contraccambiasse tanto sentimento, per poi spolparlo vivo in un amplesso mortale. C’è poi l’innamoramento feticistico, tipico del maschio ex testosteronico, ora bitosteronico, sovrastimolato da una massa abnorme di piedini smaltati e cosce che rinchiudono orizzonti marini. E poi c’è l’innamoramento romantico, quello tipicamente femminile che porta a immaginare che l’eroe caduto, affranto, triste, solitario e gemente che si nasconde dietro quella pic che vedo e non vedo sia l’uomo dei propri sogni. Salvo poi scoprire dopo pochi DM che il tipo è un cinquantenne sposato con due figli e la pancetta. Insomma, è bene sapere che qui nessuno è esente da questa deriva socialmentale, neppure tu che, dietro quel: “gettare le basi da sviluppare su altri canali” hai sicuramente conquistato i cuori e le speranze di tanti nuovi followers.

    Ciao!

    nonfaretardi

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